martedì 15 novembre 2016

Il mondo dei computer

Ci sono momenti che per un motivo o per l'altro cambiano i sogni delle persone. Se ci credessi, direi che cambiano il destino stesso delle persone. Per me questo momento è accaduto trent'anni fa ed è legato alla scoperta de Il mondo dei computer

Trent’anni fa, il mese di novembre, più o meno come oggi, iniziavo la mia avventura nel mondo dei calcolatori. Lo iniziai in punta di piedi e con molta umiltà e con molta voglia di imparare e di sfruttare in maniera positiva tutto quello che la tecnologia digitale mi avrebbe offerto. 

Cominciai a fare quel lavoro quasi per caso e forse con un po' di fortuna. Il mio primo vero lavoro: o meglio un qualcosa in cui credevo. Un'occupazione che mi avrebbe aperto gli occhi

Da allora è successo di tutto. Computer sempre più veloci e sistemi operativi sempre più evoluti. Da Dos a Mac, passando per unix e per tutte le versioni possibili di Windows, senza escludere il boom della rete e di Internet

Ma il primo computer con cui mi sono interfacciato non aveva nulla a che vedere con il mondo futuristico che ruota intorno ai sistemi operativi di Bill Gates e di Steve Jobs

La mia prima macchina mangia bit fu un mini computer dell’Olivetti. Un M40 grande come una lavatrice con un disco fisso di 40 mega e lavorava in MOS. Gestiva quattro posti di lavoro in rete locale e a turno bisognava attendere l’accesso al disco per salvare i propri file

Ci facevo il #CAD meccanico e su uno schermo a pixel verdi tracciavo, con una tavoletta grafica, linee oblique che sembravano i denti di una sega. Bisognava stare attenti ai crash di sistema perché si correva il rischio di danneggiare anche il lavoro dei colleghi. 

Allora mi sentivo un po’ come il tenente Sulu sull’astronave dell’#Enterprise e quando si bloccava qualcosa andavo nel panico neanche fosse in corso un attacco #Klingon

Così grazie a quell'occupazione un po' alla volta imparai un sacco di cose. Imparai a parlare in pubblico e a tenere corsi. Ebbi l'occasione di conoscere molta gente importante. E per qualche tempo annusai una carriera prestigiosa. 

Ma il demone dell'arte era in agguato e grazie a quel lavoro cambiò radicalmente il mio mondo legato alla scrittura. Ed è forse questo l'aspetto che ritengo più importante. 

Un po' alla volta abbandonai la scrittura a mano, abbandonai le mie matite, le gomme per cancellare e i miei block notes per addentrarmi nel mondo digitale supportato da un numero. 

La videoscrittura mi permise finalmente di fare ciò che desideravo, senza più scuse e senza più remore. Avevo in mano finalmente lo strumento ideale per essere un vero scrittore

Vi voglio bene. 

Grazie.

6 commenti:

  1. Un piccolo appunto: in lingua italiana non esistono i "computerS", ma i "computer" senza la S: i termini stranieri sono invariabili.

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    1. Hai fatto bene, c'ho pensato dieci volte e ho messo quello sbagliato

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  2. Un'evoluzione tanto esagerata in così poco tempo. Pazzesco come sia cambiata in fretta la tecnologia (e il mondo).

    CervelloBacato

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    1. Stando all'interno non ci si accorge, anzi, a volte permette di fare delle supposizioni sul futuro niente male!

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  3. Non ho capto nulla dei dos/mos/cos eccetera ma l0informatica è una cosa e io un'altra.
    Uso il pc ma bon, finito lì. Certo però che come dici tu l'approccio alla scrittura è cambiato anche per me.
    Non ho abbandonato carta e penna, però, quando mi siede al personal qualcosa da scrivere lo trovo sempre anche se non mi pareva di aver qualcosa da dire.

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    1. Sì davanti al computer la pagina non è mai bianca

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