martedì 22 novembre 2016

Il cacciatore di errori

Questo post è nato per caso. Non era in scaletta e neppure in programmazione. Ma a volte capitano delle situazioni da cui puoi prendere ispirazione. Questo post ha a che fare con gli errori: è ispirato dai miei errori. 

Non a caso l'ho chiamato il cacciatore di errori. Certo è un qualcosa che a prima vista potrebbe venire a mio discredito, ma soltanto fino a un certo punto, perché è anche vero che chi ammette i suoi errori fa un passo avanti nel dare fiducia. 
C'è anche una delle leggi del marketing a suffragarla. 

Andando nello specifico si può scrivere che tutto è nato quando ho ripubblicato su un mio profilo social un vecchio post dal titolo Come nasce un nick name? 

Ora dovete sapere che lo faccio spesso quello di riproporre in facebook o google plus vecchi articoli, specialmente se questi hanno nuova vita tra le stringhe di ricerca

Così mi è stato fatto notare, da un amico su facebook, che avevo fatto nascere Mark Twain nel 1935 e non nel 1835. 

Sono corso ai ripari e ho corretto l'errore, ma il giorno successivo con un post di nuovo portato in auge da google, Cinquanta libri da non leggere assolutamente mi è accaduta la stessa cosa. 

Anche in questo caso la prontezza di un amico mi ha permesso di correggere l'articolo plurale che avevo affibbiato a un titolo famoso.  
Ora è evidente che in entrambi i casi si sia trattato di refusi. Insomma so benissimo che Mark Twain è uno scrittore dell'ottocento, come so che Kafka ha scritto La metamorfosi e non Le metamorfosi

Ma ora mi chiedo, lasciando da parte i possibili errori di ortografia, i tempi verbali sbagliati, la punteggiatura fuori luogo. quanti errori come i due che ho citato saranno presenti nei miei post? 

Quanti scrittori saranno presenti nei miei articoli, magari con il nome scritto nella maniera scorretta? 

Quante date di nascita avrò sbagliato? 

Quanti luoghi di nascita avrò messo a caso e quanti titoli di romanzi avranno un articolo fuori luogo? 

Ecco,  forse, ho trovato il modo di mettere a posto un po’ tutte queste cose del passato. Magari non è il modo giusto per farlo. Forse sarebbe sufficiente prestare più attenzione quando si pubblicano i post. Ma a volte scappa il clik e il danno è fatto e passano mesi, se non anni, prima di trovare la magagna

Vi voglio bene. 

Grazie.

11 commenti:

  1. Credo che la maggior parte dei tuoi lettori (hai una platea di discreto livello, credo) sappia che Twain sia da collocare nel XIX secolo, probabilmente chi ti ha letto ha capito subito che non sei tipo da saltare da un secolo all'altro e che si si trattasse di un semplice refuso.
    La mia tendenza nello scovare gli errori è piuttosto di tipo grammaticale, non quelli di digitazione (che possono capitare a tutti) ma gli orrori (la O non è casuale) di grammatica: accenti al posto degli apostrofi, congiuntivi e condizionali che si scambiano di posto allegramente, piccole barbarie come "non c'è la detto" ...
    Il fatto è che l'educazione impone di tacere di fronte agli scritti altrui, a meno che si sia amici e non semplici conoscenti, come spesso capita, quindi ringrazia di avere dei buoni amici che ti avvertano in privato dei refusi.
    Chissà. magari errori nello scrivere ne facciamo più di quanti ne immaginiamo...

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  2. Ti tocca assumere un correttore di bozze per il blog. I refusi scappano sempre a chi li produce, però un altro paio d'occhi in anteprima li sgamerebbe quasi sempre.

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    1. Con i post del blog, magari, non ancora. Ma con i racconti e i romanzi per forza!
      Grazie Adrian

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  3. Eh, credo sia normale. Succede ai giornalisti quotati, figurati a noi poveri blogger! Nessuno ci condannerà per questo^^

    Moz-

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    1. No, moz- lo spero proprio, ma è un buon modo per trovare gli errori!

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  4. E' per questo motivo, perché andando a rileggere alcuni vecchi post vi ho trovato dei refusi, che da alcuni mesi ho aggiunto una lettura in più dei post prima di pubblicarli.

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    1. Una volta mi hanno segnalato un refuso nel titolo senza dirmi quale e c'ho messo un'ora a trovarlo. Dovrei leggere i post di seguito per essere immune

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    2. Ricordo, sono stato io a segnalartelo ;-)

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