giovedì 17 novembre 2016

I dubbi su certi aspetti della scrittura

Essere, o non essere, questo è il dilemma: 
se sia più nobile nella mente soffrire
i colpi di fionda e i dardi dell'oltraggiosa fortuna 
o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine? 

Perdonatemi se sono partito usando un brano tra i più tragici e famosi dell'intera letteratura (inutile domandarvi se la conoscete anche se metto che si tratta dell'Amleto di Shakespeare per dovere) per trattare un argomento che può invece apparire molto più leggero: i  dubbi su certi aspetti della scrittura

Anche se leggero per conto mio non lo è, visto che spesso ci cado procurandomi qualche grattacapo. Ora è evidente che quando si scrive si fa sempre molta e molta attenzione. Il rischio di critiche e rimproveri gratuiti non fanno mai piacere. 

Bisognerebbe perciò curare tutti gli aspetti dei nostri lavori nel miglior modo possibile. In tutta onestà lo faccio o cerco di farlo, ma ci sono alcuni casi e situazioni, tutt’altro che rari, che mi portano sempre ad avere qualche dubbio. 

Ho realizzato una top five per non dimenticarli mai: 

1 - Termini in inglese 
Appena ieri mi è stato segnalato l'uso improprio della S plurale nei termini italiani presi dall'inglese. Sono corso ai ripari. Ma ogni volta che uso nel mio lessico un termine di origine straniera vengo sempre assalito dai dubbi. Controllo e ricontrollo, ma ancora mi capita di sbagliare. 

2 - Termini d'origine dialettale 
Molte volte uso termini di origini dialettali e mi viene sempre il dubbio che nella lingua italiana, dopo che li ho scritti e pubblicati, possono non esistere. Per fortuna nella maggioranza dei casi sono assimilati dalla lingua italiana e forse nella stesura degli articoli c'è più tolleranza, ma quando si parla di racconti o romanzi il rischio è molto più alto. 

3 - Accenti 
L'uso degli accenti non può essere sbagliato, perciò evito di usare quei termini caratterizzati da questo simbolo all'interno della parola stessa. Mi limito a metterli quando è davvero necessario. A volte leggo testi e brani, on line e anche su carta dove gli accenti piovono a raffica. 

4 - Neologismi 
Prima di usare un nuovo termine devo capirne bene il significato. A volte trovo articoli dove certi vocaboli sono messi lì a caso. voglio evitarlo. 

5 - Pronuncia 
Molte volte mi capita di scrivere termini che non so pronunciare correttamente. Ovvio non hanno importanza scritti ma se poi vi capita di doverne parlare? Be’ questo ultimo punto è un post di domani. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

6 commenti:

  1. Questioncina riguardo agli accenti: a volte ci vogliono, e non possono essere omessi. Mi sto riferendo al pronome "sé", che, secondo una regola asinina del 1800 applicata ancora da TUTTI gli editori moderni, perderebbe l'accento se accompagnato a "stesso". Io non sono d'accordo, e non lo era nemmeno il mio prof di italiano delle superiori, che tutte le volte che trovava scritto "se stesso" senza accento lo marcava con la penna rossa, cioè come errore grave. Tu sei d'accordo con me (e il mio prof) o con gli editori?

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    1. Questioncina mica male, io il se stesso lo scrivo senza accento, ma come dice anche la crusca non è da biasimare chi lo scrive così sé stesso. Con il tempo ho pensato, per ovviare il problema di non mettere mai le due parole assieme1

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    2. Non sempre si riesce a girarci intorno, però.

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  2. Quella degli accenti è questione spinosa... risolvibile con un vocabolario però. :)
    Se stesso io lo scrivo senza acccento. Mi era stato insegnato così secoli orsono.
    La cosa grave nello scritto è quando vedi un po' scritto cos' un pò! Quello mi manda in bestia.
    Non che io non faccia errori. Ne commetto tanti ma alcune regole basilari me le ricordo.
    I termin dialettali invece li uso a volte nei miei racconti. Sono una semplice scrittura del piemontese parlato perchè sinceramente non so come si scriva nel mio dialetto. Vicino metto sempre la traduzione.
    Neologismo... hai ragione tu. Pria capire cosa può significare e cosa vogliamo dire poi, se abbiamo un buon italiano penso che si possa adottare magari tra virgolette tanto per rendere chiara subito l'idea che è un termine che abbiamo inventato

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    1. Sì sembra un post quasi banale ma credo siano domande che ci poniamo tutti

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    2. Banale proprio no! Anzi,se queste domande se le ponessero in tanti forse l'italiano non sarebbe così bistrattato.

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