domenica 20 novembre 2016

Fame di Proust

"Perché non fai pure qualche articolo su Proust? 

"Mi piacerebbe anche solo per le scelte alimentari di cui parla in varie parti della sua opera. Altro desiderio: mi piacerebbe conoscere i tuoi gusti sulle grandi scrittrici perché noto che parli più spesso di uomini. Ad esempio Margherite Yourcenar, Elsa Morante, Karen Blixen, Katherine Mansfield, George Sand e molte altre. Oppure se neanche a farlo apposta ho toccato una nota dolente perché raramente leggi scritti al femminile spero di esserti utile come stimolo, ah ah. Ciao un mega abbraccio!" 

Un post che dedico a Marina Salomone, perché è grazie alla prima parte del suo commento giunto in coda al'articolo Perché? che ho potuto farlo (non sottovaluto neppure il resto, ovvio e troverò il modo di redigere qualcosa di valido prossimamente). 

Intanto però pensando a Marcel Proust, sono riuscito a imbastire qualcosa legato al cibo che ha come protagonista lo scrittore francese. Non è semplice trovare post e articoli che parlano delle sue preferenze alimentari, tutto verte verso le maddalene e perciò per placare la fame che il suo nome ha suscitato ho pensato di ricorrere io stesso alla madddalene

Per aiutarci e farvi capire cosa voglio fare con questo post ho aggiunto il brano preso dal romanzo Alla ricerca del tempo perduto. Leggetelo. 

Io voglio soltanto sapere se c'è un alimento che vi ha suscitato le stesse cose e se potete raccontarlo in un commento. 

Io per esempio di fronte a un piatto di gnocchi penso quasi sempre all'infanzia trascorsa sugli alpeggi quando li mangiavo in un scodella di legno. Un sapore che si ripresenta tutte le volte. 

Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena... 
All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio... 

Vi voglio bene. 

Grazie.

8 commenti:

  1. Per me è il gelato alle amarene...

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    1. Subito ho pensato al gusto e a un albero di amarene selvatico vicino a casa

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  2. Credo che come accade per gli scrittori, anche noi blogger abbiamo bisogno di placare la nostra fame, e non solo quella del sapere, ma praticamente assumendo dei carboidrati che abbiano proprio la funzione biologica di tirarci su. Una risposta a ciò che chiedi avviene quando compro una pizza e la piego a "portafoglio", cioè, ripiegata su se stessa in 4 parti, per mangiarla strada facendo. Cambia completamente sapore riportandomi ai bei tempi della mia giovinezza.

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    1. Grazie, mi piacciono queste vostri commenti

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  3. Grazie Ferruccio sei stato velocissimo ad accontentarmi!!! Ciao buona domenica!

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    1. In parte, cercherò di fare qualcosa di più, grazie a te!

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  4. Un ottimo suggerimento quello di Marina Salomone :-) ma quanto sono buone le madeleine?Le adoro!!!
    Il cibo che mi riporta indietro nel tempo è la torta con la ricotta,mi ricorda le scampagnate con mia nonna,se chiudo gli occhi sono proiettata li ...che nostalgia!

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    1. Sai che non neppure cosa sono le madeleine?
      le scampagnate con la nonna, credo di capirti

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