venerdì 28 ottobre 2016

Non aspettare che ti dicano bravo, per fare qualcosa

Spesso mi scrivono degli aspiranti scrittori. A volte mi inviano i loro racconti o parte dei loro romanzi. 

Mi chiedono se ho tempo e voglia di leggerli confidando in un mio giudizio benevolo. Li leggo sempre volentieri ma non esprimo nessun parere e gli rispondo quasi sempre in questo modo: 


"Non aspettare che ti dicano bravo, per fare qualcosa." 

Una massima che mi ha aiuta e che mi ha aiutato molto. Già, non aspettate che ci sia qualcuno che vi dica che siete in grado di scrivere per farlo. 

Non aspettate che qualcuno vi paragoni a King o a Hemingway o a Camilleri oa qualsiasi altro scrittore per trovare il coraggio di scrivere davvero. 

Scrivete e basta. 

Se è questo che desiderate, fregatevene di ciò che pensano del vostro valore le altre persone. Fregatevene di chi vi svilisce o vi esalta perché ha letto un vostro racconto. 

Scrivete e basta. 

Dopotutto se è questo che volete della vostra vita non dovete fare altro. Non rinunciate perché qualcuno vi ha detto che scrivete male o perché le vostre storie sono banali. Con il tempo, lo studio e il lavoro migliorerete e scriverete buone storie

Non fermatevi se qualcuno vi dice che non avete talento. Nessuno nasce con il talento. Il talento emerge se si coltiva e se ci investe sopra il tempo. 

Non aspettate che vi dicano bravo. Se avete il demone della scrittura non saprete fare niente altro. Rincorrerete solo anelli di fumo e prenderete in giro voi stessi per far contenti chi poi ride alle vostre spalle perché avete scelto una vita mediocre. 

Sì, perché sarete ridicoli in tutte le altre cose che affronterete. 
Quindi non fermatevi ai giudizi che vi cadranno addosso. 

Scrivete e basta. 

Naturalmente vi è chiaro che il discorso non si ferma solo alla scrittura. 

Vale un po' per tutti i campi della vita. Quante volte rinunciamo a fare qualcosa perché qualcuno non ci ritiene all'altezza. Quante volte ci accontentiamo e scegliamo strade nettamente più facili e percorribili solo perché non ci dicono che siamo bravi. 

Forse non siamo bravi e forse non riusciremo mai ad esserlo, ma non vedo perché non dobbiamo provare a fare qualcosa che ci piace e che sopratutto sentiamo dentro. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

14 commenti:

  1. Colonna sonora consigliata: "Ragazzo mio" di Luigi Tenco ;-)

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    1. Sa che non la ricordo! Devo andare a risentirla

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    2. Mi sono mangiato la "i" perdonami

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  2. Leggendo le tue esortazioni - che ovviamente approvo in pieno - e mi è venuta in mente una scena ricorrente nei Bar o in qualsiasi altra sala con Tv dove si può assistere in streaming a manifestazioni sportive, in special modo a partite di calcio. Ecco, credo che se noi cominciassimo a scrivere avvalendoci della stessa convinzione con cui "avremmo formato la squadra vincente senza stare a sentire a chicchessia", secondo me saremmo già "a metà dell'opera".

    Buon fine settimana Ferruccio!

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    1. A volte penso che ci facciamo troppo condizionare dai "giudizi" altrui

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  3. Viviamo in un'epoca strana, in cui l'approvazione degli altri per ogni minima cosa che facciamo è divenuta il fattore fondamentale, e bloccante. È giusto scendere dal letto col piede sinistro, oppure bisogna mettere giù il destro? Cosa mi dite? Niente? Ma allora come faccio ad alzarmi dal letto? Bisognerebbe tornare a vivere secondo il modo in cui lo faceva - per citarne uno famoso - Cicerone, una delle cui massime più celebri diceva "M'importa più della mia coscienza che dell'opinione altrui" (concetto ripreso da tanti altri, come Charlie Chaplin, che però ha usato più parole).

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  4. Eh, la vedo esattamente come te.
    Che magari becchi proprio la persona sbagliata che non ti dice "bravo", e allora il sogno -ingiustamente- termina prima di iniziare.

    Moz-

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  5. Bel post Ferruccio! Condivido in pieno!
    Mi hai fatto pensare a Rilke, Lettera ad un giovane poeta.

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    1. Grazie e tu mi ha fornito un assist

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    2. ahahhaha allora arriverà il piccione viaggiatore col conto alla zampetta ahahahahh

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