venerdì 2 settembre 2016

Perché è necessario leggere grandi libri di poesia

«Tu mica sei sempre stato così rincoglionito come oggi, abbruttito dalle circostanze, il mestiere, il bere, le sottomissioni più funeste... Te la senti, per un momentino, di tornare alla poesia ?... di fare un salterello di cuore e di minchia alla lettura di un'epopea, tragica certo, ma nobile... sfavillante!... Te ne credi capace ?... » 
(Louis-Ferdinand Céline

Louis-Ferdinand Céline non è certo uno scrittore facile. La sua biografia, nel bene o nel male, potrebbe essere da sola spunto e ispirazione per decine e decine di storia. 

C'è però da dire che il brano tratto da Morte a credito la dice lunga sul suo modo di vedere le cose come uomo e come scrittore. E mi trova d'accordo: sono in linea con lui. 

Per non sentirmi abbruttito dalle circostanze ho deciso di riprendere in mano qualche grande opera poetica, perché, come dice lui, è necessario leggere grandi libri di poesia

Così chiedo aiuto a voi: i capolavori che seguono ho avuto modo di leggerli tutti in passato ma seguendo il consiglio del buon Louis-Ferdinand potrei riprenderli. 

Ecco a voi dunque, la domanda: con che libro di poesia consigliereste di ripartire tra quelli che seguono? 

Foglie d'erba di Walt Whitman 
Poesie di William Blake 
L'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters 
I Cantos di Ezra Pound 
La terra desolata di T. S. Eliot  

A voi la parola! O meglio il commento con il titolo della poesia! 

Vi voglio bene. 

Grazie.


12 commenti:

  1. Ho letto solo qualcosa di Blake, quindi non saprei risponderti.
    Molto forte però il pensiero di Céline, che tra l'altro sto leggendo con Viaggio al termine della notte (anche se sono in pausa per motivi di studio e perché è un mattonazzo).

    CervelloBacato

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    1. Viaggio al termine della notte mi aveva sconvolto, per messi avevo smesso di leggere

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  2. Con tutti, contemporaneamente se fosse possibile. Per chi non mastica la Poesia forse è meglio Whitman, quanto meno la sua citata poesia nel film L'attimo fuggente può aiutare a renderlo interessante. Personalmente metto al primo posto Blake e Masters. Se devo scegliere tra quelli che proponi.

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    1. Sarebbe bello sì partire con tutti.
      Grazie Massimiliano

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  3. Guarda caso Whitman, Foglie d'erba, ce l'ho sul tavolino da notte. Lo lessi anni fa ed è pronto per la rilettura.
    Io consiglierei Neruda, a non faccio testo. E' il mio grande amore!!!!!

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  4. Il mio poeta preferito in assoluto è Rilke, ma non lo consiglierei mai per incominciare. Ricordo che una volta ho regalato alla mia ragazza, digiuna di poesia ma volenterosa, "La cifra" di Borges.

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    1. Ecco Borges, una due libri di racconti e due sue raccolte poetiche, penso a lkui comne uno scrittore più che un poeta, sbagliando!

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  5. Montale, Ungaretti, Sylvia Plath, Baudelaire, Rimbaud, Prévert, Pessoa, Whitman... non accetterei consigli da Céline (ha una storia troppo torbida, non lo reggo) :P La Poesia si apprezza anche da abbruttiti, sia chiaro, non è mica sempre una consolazione.

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    1. Grandi nomi.
      sono stato tre mesi senza leggere dopo aver letto viaggio al termine della notte. Celine è crudo e per nulla politicamente corretto!

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  6. Non discuto su come scrive l'autore, prima di tutto perché non l'ho letto, e sai che non spaventa la crudezza ecc. Il mio problema con costui è di natura morale, a volte ci si deve fare i conti in base alla propria sensibilità: un collaborazionista convinto, non lo leggo. E non mi interessano le eventuali "giustificazioni" :P
    Il mio discorso sulla poesia è riferito alla massima stessa. Sembra che C. ne abbia un'immagine consolatoria, beh non è così, a volte la poesia stessa abbruttisce.

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    1. Ho letto tre libri di Celine, uno di questi non si trova nemmeno in giro. Viaggio al termine della notte mi aveva sconvolto. Gli altri li ho letti con più distacco dopo aver conosciuto la sua storia.

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