domenica 25 settembre 2016

Mangiare da soli

«Mangiare da soli ci dà la sensazione di una solitudine particolare, a volte penosa. Invece, nel condividere cibo e bevande, penetriamo nel cuore della nostra condizione socioculturale. Le implicazioni simboliche e materiali di quell'azione sono quasi universali: comprendono il rituale religioso, le strutture e le divisioni dei ruoli fra i sessi, il campo erotico, le complicità e gli scontri politici, le opposizioni giocose o serie nel discorso, i riti del matrimonio o del lutto.» 

Oggi, il mio post domenicale dedicato al cibo, ha preso spunto da questo paragrafo dello scrittore e saggista francese George Steiner, ma vi dico subito che non voglio fare una disquisizione filosofica su di essa. 

Dopotutto la condivido sino a un certo punto questa frase anche perché il sottoscritto in alcuni casi ha mandato avanti il classico adagio "mi sono sentito più solo nella folla che quando lo sono realmente"

In realtà, esclusa la fase adolescenziale, non sono un tipo che soffre di solitudine. Per lavoro mi sono trovato spesso a trascorrere giornate e settimane da solo, anche in giro per il mondo e vi devo confessare che non mi sono mai sentito a disagio. 

Però il mangiare da soli (attenzione non il mangiare  soli) merita un approfondimento. Se mangio da solo al ristorante mi comporto esattamente come se fossi in compagnia. Ordino e mangio in base alla fame che mi ritrovo. Nessun imbarazzo. 

Anzi a volte situazioni del genere mi permettono di sedermi al tavolo di qualche locale che magari eviterei in altre situazioni. Penso in Galleria a Milano. All'Harry's Bar a Venezia. Al Ka.De.We di Berlino. Un altro posto a Edimburgo. Un altro ancora a Barcellona.

Mangiare da soli ti permette di non discutere per il prezzo del menù e anche per la stessa qualità del menù.  

Lo stesso succede a casa. In pochissime occasioni ho rinunciato a cucinare e ad apparecchiare la tavola: a volte mi vengono dei piatti davvero deliziosi

Certo mi sono accontentato anche di una semplice Caprese o di un piatto di affettati, quando non un semplice panino, ma ho anche sperimentato cose più laboriose. 

Ma adesso passo a voi il piatto... 

Vi voglio bene. 

Grazie.

11 commenti:

  1. Mai mangiato da sola in un ristorante o simili,a casa mi capita qualche volta,in questo caso un panino e affettato va più che bene 😉 Ora spiegami cosa intendi quando dici in un passo del post"mangiare soli e mangiare DA soli" dove sta la differenza? Buona domenica

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. ho invertito il concetto Per me essere da solo può essere una scelta essere solo una costrizione

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  2. Già...hai ragione,non ci avevo pensato!

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  3. mangiare quando sono sola? Pane e prosciutto, d'estate seduta fuori, d'inverno sopra al lavandino per non sporcare per terra :)
    Meglio mille volte in compagnia. Si parla, si ride, si sbuffa con il tg però così c'è più vita

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  4. Penso che in base alla propria quotidianità si possa gradire o meno la solitudine dei pranzi :D
    Ovviamente la compagnia a tavola, sempre non sia situazione sgradita o forzata, è occasione di condivisione e divertimento.
    Però... se sono da sola posso cucinare o meno, sedermi ad una tavola apparecchiata o meno, mangiare come il Fitzgerald dalla scatoletta stessa la carne simmenthal XD o cucinare un piatto sopraffino. Libertàààààà! *__*

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    1. Direi che va molto bene così!
      Ps. Carne in scatola e cracker devo provarli anche io

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    2. Aggiungi anche qualche pomodorino e scaglie di parmigiano, và :D

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  5. Anche a me è capitato spesso per lavoro ma mi sono sempre sentita a mio agio

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