giovedì 29 settembre 2016

L'odore dell'inchiostro

«Gli scrittori di una volta erano avvantaggiati. Loro potevano dare colpa a macchie di inchiostro.» 

Basta un commento come quello che avete appena letto, comparso in una condivisione sul mio profilo Google Plus, a opera del caro Gennaro Langella del blog Due Punto Tre per trovarsi di colpo a sentire l'odore dell'inchiostro, quello che una volta si intingeva in un barattolo con un pennino che era un'opera d'arte e poi si scriveva, con una calligrafia che ormai sembra scomparsa e che diventava opera d'arte, facendo attenzione a non sbavare sul foglio e a non sporcarsi le dita e la mano... 

Ricordo il mio papà. Lui scriveva in quel modo. Per anni l'ho visto scrivere così. Ricordo anche alcune foto di bimbi, con una blusa nera, che intingevano l'inchiostro sistemato in un angolo sul banco con un pennino e scrivevano. 

Ricordo quell'odore e a volte penso che mi piacerebbe riprovare a scrivere in quel modo, anche se dubito, grazie all'uso massiccio di tastiere e tastierine di esserne ancora capace. 

Forse è un po' come paragonare i libri di carta ai libri digitali, ma l'odore dell'inchiostro mi piaceva un sacco e possiede ancora una qualcosa di romantico.  

Vi voglio bene. 

Grazie.

9 commenti:

  1. Buongiorno Ferruccio, prima di tutto ti ringrazio per la citazione, poi, in effetti avrei parecchio da dire sull'odore e perfino sul sapore dell'inchiostro, dato che per 12 anni (come Gennaro Langella), ho lavorato nella tipografia del Ministero dell'Interno, presso la Criminalpol, all'EUR di Roma. A quei tempi il cartaceo era l'unica forma di informazione interna con la quale potevamo informare, attraverso il "Bollettino delle Ricerche", le varie Questure d'Italia circa il rintraccio e la cattura di criminali ricercati. Tra l'altro, non so quanto sia veritiero, ma ritengo di sì, l'inchiostro di allora aveva qualità disinfettanti, data l'alta percentuale di alcol contenuto. Magari questo potrebbe essere fonte di discussione nel caso ci sia tra i lettori qualcuno che ne sappia di più sulle "proprietà terapeutiche" dell'inchiostro. Ti auguro una splendida giornata! :-)

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    1. Grazie Gennaro per avermi ispirato questo post!

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  2. Io la prima elementare l'ho fatta così. Pennino, calamaio con l'inchiostro e montagne di carta assorbente per ripulire la pagina dalle macchie.

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    1. Pure io Ivano... 🤐 e ricordo con precisione tre cose.
      Il calamaio nel buco apposito del banco, l'inchiostro che sul suddetto banco colava, lemacchie sul foglio e sulle mani e i pennini che si rompevano sul foglio creando le macchione di roarsch.. .
      Sono quattro le cose? Eh, ma io ero troppo impegnata a lottare con l'inchiostro per imparare l'aritmetica ahahah
      Tornare a scrivere così? No, grazie

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  3. anna maria de Majo29 settembre 2016 16:34

    Quanti ricordi! Tutte le elementari con penna, pennino, puliscipenna, calamaio,inchiostro e carta assorbente!E per cancellare gli errori c'erano delle gomme ruvide da usare con attenzione per non bucare il foglio :)

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  4. Adoro inchiostri, pennini, stilografiche! Ho sempre utilizzato penne stilografiche, l'ultima una Parker inchiostro blu-nero (la ho ancora funzionante)!
    Ovviamente la comodità della tastiera è sotto gli occhi di tutti! Però, in alcune occasioni, una bella penna serve ancora ^^

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