mercoledì 21 settembre 2016

La grandezza dello scrittore

«Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate.» 
(Claudio Magris

Quando ho letto questa frase mi sono chiesto anch'io sino a che punto lo scrittore inventa la sua opera. 

In realtà penso che non inventi proprio nulla

Lo scrittore bravo, quello serio, quello che ci tiene al proprio lavoro, quello che ama il proprio lavoro prende tutto dal suo vissuto e dalla sua esperienza. Credo sia proprio nella sua esperienza la grandezza dello scrittore

La capacità di cogliere nella propria vita qualcosa di grande e unico e degno di essere trasmesso come valore universale credo sia alla fine il vero scopo di uno scrittore. 

Che poi si parli d'amore, di politica, di astronavi e alieni, di zombie e di battaglie nell'antica Roma. 

L'immagine dell'amore è quella che ritrae il nostro amore. Quella delle cattiveria non è altro che la cattiveria che incontriamo. 

Perciò dobbiamo solo lasciare le porte aperte. Annotare quello che ci succede con occhio critico e distaccato. E poi mettere in un secondo per iscritto il tutto con la massima precisione e sincerità. 

Lasciate perdere l'ispirazione. Non avremo neppure bisogno di scrivere la storia: si farà da sola. Almeno, io credo sia così!

Vi voglio bene. 

Grazie.

23 commenti:

  1. Per quanto mi riguarda, i temi che desidero trattare arrivano in effetti dalla mia esperienza personale; l'ispirazione entra in gioco per la "cornice" in cui inserirli :)

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    1. Non so scrivere nulla se non prendo lo spunto dall'esperienza

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    2. Hai ragione, nemmeno io, anche se il mio romanzetto, per non incorrere in querele ho dovuto decontestualizzarlo totalmente. Però l'ispirazione mi è venuta da fatti veri.

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    3. Poi si romanza, giustamente, ma c'è sempre qualcosa di vero che lo muove!

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  3. L'esperienza è la nostra maestra di vita - esperienza nostra e altrui: non mi ricordo più chi disse che per scrivere un libro bisogna averne letti (almeno, aggiungo io) cento. Chi ha provato a scrivere testi su argomenti che non conosceva si è sempre immancabilmente schiantato, questo va da sé.

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    1. grazie Maxim è proprio così, anche a me sfugge l'autore della citazione che segnali, ma l'ho già sentita

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  4. Hai perfettamente ragione.
    Saluti a presto.

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  5. Concordo con Maxim.
    Se non conosci determinate cose non puoi scriverne. Cosa puoi dire?
    L'esperienza personale invece insegna oltre a segnare. Da lì bisogna attingere per dare senso e fondamento alle proprie storie.
    Poi, si può anche mettere una cornice di fantasia ma le basi devono poggiare su realtà vissute

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  6. Questo però non equivale a scrivere soltanto su di sé o su ciò che si conosce direttamente, ma utilizzare la propria sensibilità, angolo di visuale, background per raccontare una storia. Ecco perché ogni Scrittore può ripetere temi già detti e farne un'opera unica.
    La conoscenza di un argomento serve soltanto per dare coerenza a ciò che si vuole scrivere, ma a questo livello basta "studiare" per essere credibili.
    La parte difficile è creare la magia, mettendo insieme tutto ciò, esperienza e conoscenza.

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    1. Senz'altro... "La capacità di cogliere nella propria vita qualcosa di grande e unico e degno di essere trasmesso come valore universale"

      Penso che volevo dirlo con questa frase!

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    2. Io sono meno "grandiosa" XD Ma son punti di vista, ci mancherebbe ;)

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    3. Non penso ad autobiografie forzate ma allapropria vita e alle proprie esperienze per scrivere una storia.
      Esperienze che contengonononsoloifatti maanche le emozioni gli stati d'animk,lesensazioni, a fior di pelle e profonde

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    4. Ma io penso ai libri di Dan Brown: che sono fatti tutti allo stesso modo

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    5. Maledette mani! Non son più capace a scrivere.. scusate!

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    6. Mai letto Dan Brown. Troppa pubblicita intorno che mi ha fatto venire il nervoso:)

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    7. Allora, secondo me la grandezza di uno scrittore è una cosa, la grandezza della Scrittura altra sfumatura, cogliere esperienze straordinarie e forti della propria vita e usarle come ispirazione ancora un'altra. Ma si può scrivere ispirandosi anche a ciò che non è "positivo" o grande, e che pure riesce a ispirare il grande scrittore.
      Possono poi verificarsi tutte insieme. Sulla questione dei valori universali, non sono troppo convinta, visto che spesso intenderli tali dipende da cultura e parte del mondo in cui si vive. Vedo la grandezza di uno scrittore come un insieme di cose, che passano anche per la tecnica.
      Dan Brown scrive per vendere, parliamo di altro :D

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    8. Il mio concetto vede la grandezza e l'universalità come verità, nel senso che se uno scrive in maniera sincera, mirando a un determinato scopo prima o poi qualcosa di valore (grandezza) viene fuori e per scrivere con sincerità ci vuole molto di se stessi.

      Ovviamente più sinceri siamo nello scrivere più diventa facile non trovarsi bloccati. l'ispirazione io la vedo solo come un lampo. A volte ho l'ispirazione per scrivere un post o un racconto, ma se poi non ci lavoro non succede nulla.

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  7. In base alla mia esperienza, lo scrittore attinge in parti variabili al proprio vissuto personale e alla cosiddetta memoria collettiva dell'umanità ("cosiddetta" perché io penso che in realtà, in ultima analisi, sia dell'universo stesso).

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    1. Sono d'accordo, anche perché la memoria collettiva diventa un qualcosa di nostro

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