lunedì 15 agosto 2016

L'archetipo del realismo isterico

Tra i generi letterari che mi passano davanti agli occhi, oggi ve ne cito uno che mai avevo sentito. 

Si tratta di un genere letterario legato in qualche modo al postmodernismo, ma per le sue caratteristiche (lunghezza, personaggi, una certa isteria nella trattare gli argomenti) prende il nome di realismo isterico

A definirlo è stato nel 2000 il critico James Wood. 

Fanno parte del realismo isterico le opere di scrittori del calibro di Don DeLillo, Dave Eggers, Jonathan Franzen, Joyce Carol Oates, Richard Powers, Thomas Pynchon, Salman Rushdie, Robert Clark Young, Zadie Smith, David Foster Wallace e Tom Wolfe, ma si può dire che l'archetipo del genere è Moby Dick di Herman Melville

Non può mancare l'incipit

Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa — non importa ch'io vi dica quanti — avendo poco o punto denaro in tasca e niente che particolarmente m'interessasse a terra, pensai di mettermi a navigare per un po', e di vedere così la parte acquea del mondo. Faccio in questo modo, io, per cacciar la malinconia e regolare la circolazione. Ogniqualvolta mi accorgo di mettere il muso; ogniqualvolta giunge sull'anima mia un umido e piovoso novembre; ogniqualvolta mi sorprendo fermo, senza volerlo, dinanzi alle agenzie di pompe funebri o pronto a far da coda a ogni funerale che incontro; e specialmente ogniqualvolta l'umor nero mi invade a tal punto che soltanto un saldo principio morale può trattenermi dall'andare per le vie col deliberato e metodico proposito di togliere il cappello di testa alla gente — allora reputo sia giunto per me il momento di prendere al più presto il mare. Questo è il sostituto che io trovo a pistola e pallottola. Con un ghirigoro filosofico Catone si getta sulla spada; io, quietamente, mi imbarco. Non c'è niente di straordinario in questo. Basterebbe che lo conoscessero appena un poco, e quasi tutti gli uomini, una volta o l'altra, ciascuno a suo modo, si accorgerebbero di nutrire per l'oceano su per giù gli stessi sentimenti miei. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: James Wood, "La piccolezza del 'Grande Romanzo': umano, tutto troppo inumano, numero di luglio 2000 del The New Republic

2 commenti:

  1. Non so come commentare XD Cercherò di essere delicata: che stupidaggine!
    Da Wiki: realismo isterico, anche chiamato recherché postmodernism o postmodernismo ricercato XD LOL!
    Cosa non si fa per vendere libri...
    Ho letto alcuni degli autori citati che rientrerebbero in questa "schifezza", dico solo che a volte non si capisce, è un limite personale, magari perché ciò che ci è contemporaneo è più difficile da decifrare... e da incasellare ;)
    Franzen non fa digressioni isteriche, ma ci spiega che la nostra realtà è assai complessa e vincolata a paure, fisime, cadute... Nell'ultimo romanzo, Purity, incentra il discorso sui social e il peso che hanno nella percezione (apparire) della nostra identità-realtà.
    Definizioni di alcuna utilità per il lettore che caso mai tende a rifuggire tali autori, e assolutamente privi di interesse a livello accademico.
    Buon Ferragosto e abbasso le etichette facili! XD

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    1. Franzen non l'ho mai letto, ma devo provarlo. Per la catalogazione è un vizio del secolo

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