domenica 10 luglio 2016

Pasta e letteratura

Il post di oggi, dedicato come di consueto alla cucina, mi ha fatto pensare per un attimo al fatto che poteva essere pubblicato anche domani in una rubrica più specifica. 

Poi c'ho riflettuto un attimo e ho pensato sia meglio non mischiare le cose. Però credo che pure per voi sia semplice ammettere che la prima volta della pasta in letteratura potrebbe funzionare anche come primato letterario. 

Un po' forzato senza dubbio e forse è proprio il caso di non mischiare le cose (mi porterebbe a creare una miriade di post sul genere) e mi limito perciò a segnalare quello che risulta essere il primo documento in cui si parla di pasta. 

Il merito va a Marco Gavio Apicio un gastronomo dell'Antica Roma, autore del De re coquinaria, una raccolta di ricette in dieci libri, nel quarto dei quali si fa riferimento ad una pasta dura, che chiamava conchiglia

Un qualcosa del tutto nuovo per me, di inimmaginabile e temo al pensiero che in questo libri ci possano essere ricette per fare la pasta alla carbonara, all'arrabbiata, ai frutti di mare, al sugo di funghi e cinghiale... 

Sfortunatamente la conoscenza del mio latino non mi permette di approfondire il discorso, ma se voi siete in grado di farlo vi basta cliccare sul titolo sopra evidenziato. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonte: Abitare a Roma

2 commenti:

  1. Mmmhh Ferruccio non mi sembra di facile consultazione questo libro di ricette ...personalmente se spero di ricavare qualche idea per un bel pranzetto dal libro citato sono sicura di due cose : o muoio di fame oppure creo una pozione magica ;-)

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