martedì 26 luglio 2016

L'ipocrisia della cultura gratuita

Non è la prima volta che tocco questo argomento, ma ogni volta che sopra un sito o sopra un blog leggo di qualcuno che si lamenta per i prezzi troppi cari della cultura: libri, musica... e tutto quello che ne consegue qualcosa dentro di me viene urtato profondamente. 

Lo stesso avviene quando leggo di qualcuno che invita a regalare cultura o a pretendere visibilità gratuita e generosa in determinati contesti. 

Non ci vedo nulla di scandaloso nel far pagare un libro, un brano musicale o un quadro di un pittore e naturalmente non credo alla buona fede di molti che regalano cose ostentandole. 

Credo sia colpa dell'Ipocrisia della cultura gratuita

Cercherò di spiegarmi meglio, sperando come al solito di non essere frainteso. 

Non credo che oggi potremmo leggere  Dante, Shakespeare, Goethe, Manzoni e altri autori se le loro opere non fossero state vendute e fossero state solamente regalate.  Non si sarebbe scritto un libro di valore.

Non credo che l'arte avrebbe potuto raggiungere certi livelli di qualità se non ci fosse stato un compenso, lauto o no, dietro la pubblicazione di un libro o dietro la realizzazione di un quadro o di una statua. 

Lo so che a molti non piacerà questo discorso (forse saranno i primi a schernirmi o a deridermi), ma diffido della generosità ostentata, specialmente quella che noto in molte persone in rete, in maniera specifica quando è troppo pubblicizzata. 

Non ci credo. Non ci credo per niente.

Non c'è generosità se faccio di tutto per farmi notare, ma è solo un modo furbo per emergere e battere cassa in un secondo tempo o con altre vie. 

Ne ho viste tante in questi anni. 

Sul mio blog sono passati personaggi generosi e grandi amiconi, tuttavia una volta capito ciò che potevano ricevere e prendere in cambio dal sottoscritto hanno fatto bene i loro conti e valutato se fosse il caso di continuare a seguirmi o meno. Spariti, in alcuni casi in malo modo, senza mai condividere un contenuto del mio blog in cui non erano in qualche modo citati (gente in poche parole che si è fatta viva per mero interesse a basta). 

In questo anni ho conosciuto blogger e scrittori che dopo aver predicato per anni la bontà di distribuire gratis racconti e romanzi nel segno della generosità e della condivisione, al primo euro incassato, con un loro racconto, hanno fatto marcia indietro e ora venderebbero la propria madre. 

Naturalmente ci stanno le eccezioni. Non tutti sono così. In rete, come nella vita reale, ci sono persone che fanno della generosità e dell'impegno gratuito la loro vita. Ma sono mosche bianche e forse lo fanno perché non hanno nessun bisogno di entrate economiche o di espandere il logo ego (espansione utile in ogni caso per un certo tipo di tornaconto, la maggior parte delle volte di tipo economico). 

Vi voglio bene. 

Grazie!

18 commenti:

  1. L'importante è adottare un atteggiamento chiaro - mi è capitato di condividere gratuitamente dei racconti attraverso il mio blog, ma si è trattata di una scelta personale e limitata a quei contenuti specifici.

    Ho altri scritti nel cassetto, e sto seriamente pensando di metterli alla prova - qualcuno pagherà per leggerli? Chissà :D

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    1. Anch'io ho messo in giro racconti gratuiti, ma sotto sotto e solo per vedere che impatto hanno e in ogni caso cerco un riscontro anche solo di ego, ma non lo faccio gratis, c'ho un ritorno. Lo stesso vale per il blog. Gli scopi sono molto più grandi, piaccia o meno e un ritorno in qualche modo deve esserci.

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    2. Tutti hanno uno scopo - l'essenziale è essere onesti!

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    3. Bravo Andrea e lì che volevo andare a parare!

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  2. Hai ragione. L'homo economicus ha bisogno di incentivi economici per inventare. Chi studia economia politica lo sa bene. se nell'ambito della ricerca scientifica (anch'essa cultura) vogliamo sostituire il sistema dei brevetti (che fa produrre meno nuovi farmaci ad un prezzo più alto rispetto alla concorrenza perfetta, dato che l'inventore per 20-30 anni detiene il monopolio), dovremmo utilizzare investimenti statali. È ovvio poi che ci sono persone che rappresentano l'eccezione (e rinunciano a brevettare le proprie invenzioni).

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    1. Grazie Gianluca, è il mio stesso discorso. Diffido molto che vede solo cose "gratuite", un tornaconto c'è sempre sotto!

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  3. Amaro Ferruccio. E quelli che la visibilità e la condivisione la pretendono? Che si arrabbiano con atteggiamento rancoroso e rivendicativo?
    Boh, spero di non aver dato mai l'impressione degli atteggiamenti che hai descritto, nel caso è stato per cause involontarie.

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    1. No assolutamente. Il mio post è un'autocritica prima di tutto. Prima di tutto bisogna imparare ad essere coerenti e per farlo me lo devo ripetere. In generale voglio solo arrivare a dire che la gente non fa nulla per niente (la maggioranza). Spesso dietro un atto a prima vista generoso c'è un'avidità che fa paura.
      Massimiliano posso scrivere la stessa cosa riguardo a me. :-D

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    2. Non è un post amaro... Solo realista!

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    3. Sì, purtroppo è realista, l'amarezza è nella constatazione che è così come dici tu. Vabbè, dai, ogni tanto qualche sprazzo di luce e di piacere nella condivisione c'è, accontentiamoci.

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  4. Dalle mie parti si dice che il cane non scodinzola se non gli fai una carezza. Forse andrebbe ritoccato così... se fai una carezza al cane, forse scodinzola ma più probabilmente morde. Quando smetti.
    Tutti coloro che scrivono lo fanno per passione ma per un tornaconto. Fosse anche solo di pura soddisfazione personale del genere "ma allora sono capace".
    Tornaconto che poi col tempo può anche diventare pecuniario se le cose procedono, si pubblica e si vende.

    Resta il fatto che anche scrivere è lavoro e fatica, se vogliamo e quindi il gratis è valido solo fino ad un certo punto. Non dimenticarsi di chi ti ha condiviso, fatto pubblicità... fatto praticamente fatto da "ufficio stampa" sarebbe solo un gesto onesto.
    Non si può pretendere però che questa persona viva il suo blog solo per quello scopo: fare pubblicità ad un altro e fargli vendere libri.
    L'egoismo però è imperante. Dio per me e gli altri si arrangino sembra il motto di oggigiorno.
    Che dirvi?
    Tu sei stato amaramente realista constatandolo per primo.
    Io da parte mia aggiungo che spero che gli sprazzi di cui parla Massimiliano aumentino.
    Per intanto, pur arrabbiandosi, accontentiamoci di quello che di buono c'è. E gli altri.. si arrangino, appunto!

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    1. Grazie Patricia, la mia non è una lamentela... Sono constatazioni nate con gli anni.

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    2. Lo so che non è lamenta ma constatazione.
      Ogni tanto però bisogna fermarsi e farle queste benedette constatazioni. FArle e raginarci sopra. E' utile anche per ripartire

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    3. Vedremo... Cosa succederà con il tempo!

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  5. Avendo un blog (piccolo) che si occupa di lettura principalmente, faccio comunque pubblicità, che si tratti di un esordiente o di un libro pubblicato da una grande CE. Non mi paga nessuno, ma sono io a scegliere se, come e quando. Lo trovo onesto verso chi mi legge e chi mi contatta per propormi un suo scritto.
    Se iniziassi a pensare che quello che scrivo merita un compenso, perderebbe l'assunto iniziale che ha dato vita al blog stesso, ovvero una passione da condividere con altri, quella della lettura.
    In quanto a condivisioni dei miei contenuti... mi fa piacere quando ci sono ma non mi aspetto nulla.

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    1. "perderebbe l'assunto iniziale che ha dato vita al blog stesso, ovvero una passione da condividere con altri, quella della lettura."
      Ecco le tue ragioni!

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