venerdì 10 giugno 2016

Non vivere in un deserto dei Tartari

«Dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l'idea che quel tran tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell'esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva.» 

Ciò che avete appena a letto è preso dalla voce presente su Wikipedia riguardo al romanzo di Dino Buzzati,  Il deserto dei Tartari

Ora, a qualcuno potrebbe sembrare blasfemo, ma, credo che mai come in questa epoca viviamo immobili in attesa di una grande occasione ed è così che io interpreto il significato di questo libro.

Da qualsiasi parte mi giro vedo gente che non esce dal proprio guscio o, per meglio dire, dalla propria area di comfort. 

Tutto è legato a quelle certezze quotidiane che ci caratterizzano: lavorare chini per avere i soldi per pagare tasse e mutui grandi o piccoli che siano, gli sballi del sabato, le foto su facebook e sui soliti social per suscitare invidia... 

La speranza che ci sia qualcuno che stia peggio di noi

Certo lo so che non è facile. Appena si cerca di fare qualcosa fuori dal comune, la solidarietà e l'apprezzamento del genere umano scompare fino a quando non hai dimostrato il tuo valore. 

Chiunque cerchi di fare qualcosa di unico in qualsiasi campo della vita deve fare i conti con questo fardello. 

Ma questo è il prezzo da pagare quando si sceglie di Non vivere in un deserto dei Tartari. Per questo occorre essere coraggiosi. Per questo bisogna muoversi. Per questo occorre darsi da fare e non aver paura delle conseguenze. Non ha senso aspettare che ci attacchino. non ha senso subire tutto. Solo noi possiamo farci del male. 

Vi voglio bene. 

Grazie!


10 commenti:

  1. Belle parole,ma sarebbe molto più bello riuscire a metterle in pratica!Non è semplice trovare il coraggio di uscire dal guscio che ci siamo (o ci hanno)costruito attorno,viviamo in un mondo d'incertezze per cui si preferisce,o meglio si opta,di vivere il nostro quotidiano aggrapati a quelle pochissime sicurezze(?) che "crediamo" di avere!

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  2. Ehhh Ferruccio :-) ma vale per tutti! In questo mondo siamo tutti sulla stessa barca ;-)

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  3. Ottima riflessione e grandissimo capolavoro il libro!

    Questa immobilità, questa attesa perenne dei "tartari" è pigrizia? Insicurezza? Oppure è solo un semplice preferire lamentarsi che agire? Una sorta di qualche santo provvederà?
    Come dice Marina è valido per tutti il tuo discorso anche se tu lo hai fatto a Ferruccio :)

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  4. Risposte
    1. Purtroppo è più facile affidarsi alla "miseria"

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  5. Grande Buzzati! Il tuo discorso lo condivido in pieno. Ciao buona domenica!

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