mercoledì 18 maggio 2016

Perché l'arte ha finito di esistere

Sul sito Regioni.it è comparso, qualche giorno fa, un documento dove a quanto mi sembra di aver capito il Ministro Franceschini chiede a tutti i musicisti di suonare, per la Giornata Della Musica del 21 giugno, gratis

Naturalmente dopo aver letto questa news, senza entrare in polemica con il comunicato, ho subito pensato al mio articolo Nessuna cosa che da valore è gratis, ma ho anche pensato di scrivere un post in cui cerco di spiegare il Perché in questa epoca, l'arte ha finito di esistere. 

Naturalmente il discorso che voglio fare non è riferito solo alla musica, ma possiamo ampliarlo, anzi dobbiamo ampliarlo  a tutte le discipline artistiche: pittura, scultura, letteratura, danza, teatro, cinema, fotografia,  fumetto e tutte quelle che ci sono ancora e che non ho citato. 

Come ben si sa, l'arte, la vera arte, è l'espressione estetica dell'interiorità umana e sin dagli albori della storia umana ha sempre fatto paura per la sua capacità di andare oltre le apparenze e di mostrare la verità con la sua forza creativa. 

Una forza creativa di pura speculazione, in apparenza, ma che ha aperto le strade a tutte le forme di sviluppo umano. 

Non ci sarebbe sviluppo sociale senza l'arte. Non ci sarebbe la politica senza l'arte. Non ci sarebbe niente. Se non ci fosse stata e non ci fosse l'arte saremmo ancora quattro scimmie urlanti con in mano una clava a caccia di bistecche

Forse è per questo che nei tempi antichi ai filosofi, agli  artisti e a tutti coloro che mostravano di possedere della creatività fuori dal comune veniva assegnato un ruolo prestigioso, e forse è sempre lo stesso motivo che spingeva certi personaggi a essere dei mecenati affinché essa non scemasse o non degenerasse. 

Purtroppo siamo giunti al capolinea credo e l'arte ora è vista in maniera dozzinale e a solo usufrutto del divertimento e del passatempo più becero, da mostrare gratis

Basta uno strimpellatore mediocre di cover o uno scribacchino presuntuoso da quattro soldi per fingere di far passare la noia a un pubblico stressato dal lavoro e dagli impieghi, dai debiti e da tutto quello a cui è sottoposto per vivere quasi da schiavo. 

Ma dopotutto, credo che per ci comanda sia giusto così. L'arte può essere solo un hobby, da esercitare gratis, in modo che sia alla portata di tutti, sopratutto per chi non è abituato a pensare e a eccellere, in modo che ad essa sia tolta la carica rivoluzionaria. Ma sappiate che l'arte non è una valvola di sfogo come lo sport.

Vi voglio bene. 

Grazie.

10 commenti:

  1. Come dici tu, Ferruccio, l'arte non è sfogo fisico come lo sport. E' ossigeno per la mente, per l'anima, lo spirito e come l'ossigeno va preservata, curata, pulita da smog (leggi strimpellatori e scribacchini). Mantenuta respirabile perchè ci permetta di continuare a vivere e goderne.

    Sulla proposta dell' "onorevole" ministro, lasciamo perdere.
    Incominci lui a far qualcosa gratis! Scusa la polemica!

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    1. l'arte ha bisogno di essere riqualificata, troppi programmi televisivi l'hanno banalizzata


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  2. Condivido in pieno. E a proposito di arte, vedo che ti sei fatto trascinare dal quella oratoria. Il post è lungo almeno il doppio del tuo solito!

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  3. In teoria l'Arte non dovrebbe avere a che fare con il denaro :D E non a tutti i grandi del passato è andata poi così bene dal punto di vista economico :P
    Più ragionevolmente, credo che di fondo ci sia l'idea della Cultura non come bisogno dell'uomo, ma come fatto accessorio. Nessun ricononscimento alla professionalità, all'impegno, al talento, perché è un "passsatempo". Qualche tempo fa ho seguito una puntata della trasmissione Lo stato dell'arte condotta da Ferraris: al centro del dibatto la street art, considerata da uno degli ospiti come un disturbo visivo e un palliativo portato nelle periferie per nascondere problemi concreti (sicurezza, assenza di servizi...). Ecco... non caso mai uno stimolo o una consolazione, un pezzetto di Bellezza. La questione è lì, nella prospettiva di chi guarda. E chi ha il potere decisionale spesso ha la vista offuscata. E la street art è pure gratis! XD

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    1. Più ragionevolmente, credo che di fondo ci sia l'idea della Cultura non come bisogno dell'uomo, ma come fatto accessorio. Nessun ricononscimento alla professionalità, all'impegno, al talento, perché è un "passsatempo".

      Purtroppo non va vista così. Piaccia o non piaccia. Poi il discorso dell'arte in se andrebbe diversificato tra arte e costume: due cose molto differenti.

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    2. Non andrebbe vista così :D ma di fatto trovi tele di pittori del momento che di artistico hanno poco o nulla in gallerie prestigiosissime (e non è illazione, è così) che sono stravalutati (money money money), altri artisti invece non sono nei circuiti, il resto viene da sé. Per quanto riguarda la musica, devo proprio citare i novelli usciti dai reality??? :D

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    3. Infatti ho scritto un post dal titolo L'arte ha finito di esistere, ma è perchè in questi ultimi secoli ha perso il suo significato filosofico

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  4. Concordo in pieno anche se mi dispiace! Infatti non mi sorprende constatare che la musica che mi piace e adoro per la grande maggioranza si ferma agli anni ottanta! Poi sporadicamente mi accade di apprezzare qualcosa di attuale, ma nella proporzione dell'1% !

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    1. Tutto è rivolto al costume e al disimpegno! Perché fa comodo

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