venerdì 13 maggio 2016

La mania di decontestualizzare

«decontestualiżżare v. tr. [der. di contestualizzare, col pref. de-]. – Estrarre dal proprio contesto, detto di una frase o di un oggetto, per lo più con sign. spreg. o limitativo: d. una frase da un discorso; d. un frammento archeologico dal suo ambiente. Treccani.» 

Credo che uno dei più pericolosi atteggiamenti che si stanno usando in questa epoca sia da collegare alla La mania di decontestualizzare tutto quello che avviene attorno a noi. Non passa giorno senza che qualcuno vada a fare critiche verso qualcosa o qualcuno spinto più dal proprio stato d'animo o dalla necessità del momento più che da un'analisi del vero messaggio che l'altro interlocutore vuole far passare. 

L'importante sembra solo essere sfruttare quel piccolo gancio, che l'interpretazione personale ci offre in qualsiasi contesto, per far vedere quanto siamo bravi o sensibili o colti o di larghe vedute dimenticando che magari a monte quella tal cosa è stata comunicata per tutti altri motivi. 

Non è un problema da poco questa scarsa oggettività critica perché crea tensioni e problematiche un po' in tutti gli ambienti e anche riguardo al web la cosa è molto accentuata. Anzi forse lo è di più che nella vita reale visto l'impossibilità di chiarire equivoci faccia a faccia. 

Non nego che questa situazione abbia portato qualche problema anche a me. Spesso i miei post sono stati decontestualizzati per il solo piacere - penso io - di trollare, se non per dar vita in qualcosa di peggio. 

Anche nelle pubblicazioni sui vari social è successo, a volte, qualcosa di simile. Naturalmente questo succede se si prende in maniera personale tutto quello che viene scritto in giro. Bisognerebbe capire che un vero comunicatore parla a tutti ma a nessuno in particolare: ed è quello che penso di fare io. 

Quindi abituatevi a leggere le cose con distacco e con il giusto senso critico e sopratutto a contestualizzarle per quello che sono. Non è detto che noi siamo così importanti da metterci sempre al centro dell'attenzione. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

4 commenti:

  1. Succede pure nel mondo dell'informazione, dove si cerca la news a tutti i costi e non c'è mai un vero approfondimento, figurati nel nostro piccolo quindi...
    Dico questo perché ho appena letto un ebook niente male che parla proprio di questo problema (infobesity) e me l'hai fatto tornare in mente.
    Contestualizzare costa fatica e aprir subito la bocca, nel nostro caso, è più redditizio.

    CervelloBacato

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    1. Sì il mio è un discorso generale. Si decontestualizza tutto.

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  2. Decontestualizzare è altro rispetto a rispondere mettendoci la propria soggettività/esperienza. Cioè, a me piace leggere chi si mette in prima persona e magari critica quello che scrivo. Ma deve essere inerente a quanto detto nel post, non deve trascendere e riguardare - ad esempio - un'antipatia di fondo, che è pure lecita. Bisogna anche tenere fermo che a volte la decontestualizzazione avviene involontariamente, e credo si capisca, quindi è assolutamente tollerabile. I troll non decontestualizzano, rompono le scatole.
    Un post si rivolge a tutti, sì, ma se rispondo a chi commenta, mi rivolgo a quel soggetto: credo sia un segno di rispetto.
    Penso che alla base ci sia quel fenomeno chiamato "analfabetismo di ritorno", una "grossa rogna" XD

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    1. Naturalmente la vedo come te, ma la tendenza è sempre quella di sfruttare quello che si legge per i propri comodi e così non va bene

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