martedì 26 aprile 2016

Il perfetto analfabeta

«Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?» 

Non so fino a che punto la citazione della scrittrice Nelle Harper Lee possa davvero essere in linea con l'articolo di oggi, visto che nessuno, in fondo, mi ha mai proibito di leggere. 

Ma il sogno che ho fatto nelle notti scorse ha qualche assonanza - almeno così io la vedo - e per dare un tocco culturale al post mi sono servito della voce dell'autrice de Il buio oltre la siepe

In realtà, più che un sogno, devo confessare che si è trattato di un incubo, anche se adesso, da sveglio, gli spunti di riflessione che mi ha fornito sono talmente tanti che potrei quasi scriverci un romanzo ( e non è detto che non lo faccia) e dunque ne ho tratto un insegnamento positivo. 

Ma veniamo al sogno vero e proprio. Non so come è successo ma non era più in grado di leggere nulla. Non ero più in grado di riconoscere i caratteri dell'alfabeto, lettere e numeri, e tutto quello che mi passava davanti agli occhi era nebbia. Libri, giornali, riviste, le lettere: tutti mi era irriconoscibile. Neppure sapevo scrivere. Non riuscivo più a scrivere i post del blog e sopratutto i romanzi. Non riuscivo a leggere i messaggi sul telefono e ovviamente non potevo rispondere a nessuno.

Mi ero trasformato in un perfetto analfabeta. Vista così può sembrare una cosa comica, ma vissuta in prima persona e in un mondo reale è una faccenda allucinante. Non servivo più a nulla. Non capivo più niente. 

Mi vergognavo a parlarne e intanto mi chiudevo in me stesso. Tutti ridevano alle mie spalle. Una situazione davvero imbarazzante, anche perché in giro la voce circolava senza pietà. Ero segnato a vista

Per fortuna è stato solo un sogno, ma ripeto l'idea di romanzarlo non è così campata per anni. Certo ricorda un po' La metamorfosi di Kafka, ma è stato davvero orribile.


Vi voglio bene. Grazie.

15 commenti:

  1. Un incubo nel vero senso della parola ...sarebbe terribile per ciascuno di noi una simile ipotesi!

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  2. Perdersi, perdere la lucidità e altro, credo sia una delle paure più grandi di tutti noi :P
    L'idea è buona, del resto anche se la tematica fosse già stata utilizzata, dipende sempre dalla personalizzazione che se ne fa.
    Buona serata!

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  3. Non so, mi sembra strano che nessuno scrittore abbia mai utilizzato il motivo di qualcuno che si ritrova di colpo analfabeta. Prova a indagare un po' prima di scrivere...

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    1. Sì, provo a indagare, non mi sembra comunque di averne sentito parlare

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    2. Volendo c'è l'esatto contrario ,credo non avendolo ancora letto, ovvero Fiori per Algernon, però io insisto sul fatto che qualsiasi tema può sempre esser proposto. Un libro è fatto di idee, stile, personalizzazione, ecc. Se si tenesse conto del "tema giù utilizzato", nessuno scriverebbe più libri.

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  4. Una grottesca lettera scarlatta insomma :P

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  5. Non stento a crederlo Ferruccio!
    Tu metti per scritto il tuo incubo e non aver paura. Non penso proprio che possa capitare proprio a te.

    Comunque, sono convinta che la paura di ritrovarsi in quelle condizioni vuoi per malattia vuoi per età avanzata sia il terrore di tutti. Soprattutto quando poi hai a che fare con problematiche simili.

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    1. Spero non mi capiti, però intanto sto lavorando inconsciamente

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    2. Tutti cerchiamo di portarci avanti per evitare simili problemi.
      Non comandiamo noi ma intanto lottiamo! :)

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  6. Succede qualcosa di simile dopo certi ictus e sono certa che è un incubo.
    Senza dubbio ricco di spunti per un romanzo

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