mercoledì 9 marzo 2016

Leggere alla luce delle candele

«La fiamma della candela e la sua immagine riflessa nello specchio si contorsero e si raddrizzarono quando entrò nell'ingresso e di nuovo quando chiuse la porta.» 

Sabato scorso è stato un giorno allucinante. Uno di qui giorni da bufera invernale che non vivevo da anni e che si ricorderanno a lungo. Ho avuto dei problemi in strada per la troppa neve, nonostante i pneumatici invernali e come se non mancasse in serata sono rimasto pure senza energia elettrica in casa. 

Alla fine mi sono ritrovato a vivere come un centinaio di anni fa, quando la luce era data dalla fiamma di una candela e il calore da un pezzo di legno nel camino. 

Tutto è durato soltanto poche ore ma in quei frangenti, senza segnale televisivo, senza computer, senza i rumori degli elettrodomestici e le luci rosse dei led, senza l'interazione sui social, il mondo è stato bello, pacifico, tranquillo e molto romantico... 

Non si può tornare indietro, non potremmo mai vivere senza le comodità, ma mi piace pensare che un blackout totale, anche solo di poche ore, magari studiato al momento giusto sia un ottimo toccasana per la salute e per lo spirito. 

A proposito del libro di cui ho letto, anzi riletto, qualche pagina, ho messo tra caporali la prima frase del'incipit. La ricordo a memoria e ho subito pensato a quel romanzo appena e sceso il buio totale per danni alla modernità. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

13 commenti:

  1. "Buio totale per danni alla modernità",bello sicuramente ma deve durare poco,in quel poco si assapora veramente la pace,è una bella sensazione! Buona giornata Ferruccio :-)
    p.s.non leggo con la luce della candela,mi viene il mal di testa :-D

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  2. Almeno una settimana ogni anno la passo senza computer e connessione internet. Per me è un modo per riconnettermi a sensazioni più antiche, forse per le nuove generazioni avrebbe poca utilità.

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  3. Gli unici momenti di gioia pura, quando partivo con gli amici per qualche escursione in montagna, giorni senza nulla se non la natura, le nostre gambe, la parola. Bello.

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    1. Bello sì, una volta lo facevo anche io!

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  4. Sì, ogni tanto servirebbe. Un'oretta o due così, senza i rumori a cui siamo abituati. Ad ascoltare il silenzio intorno.
    Bello davvero!

    ps problemi di neve? Noi sabato mattina causa frenata sulla neve siamo stati tamponati di brutto... povera punto!

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    1. Erano anni che non li avevo. questa volta è stata dura arrivare a casa.
      Mi spiace per la tua punto!

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    2. 1500 euro di danni. Mica poco! L'importante è che siamo illesi, noi e l'altro
      Che ci vuoi fare?

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  5. Non patisco particolarmente il peso della tecnologia, perché la doso molto bene. Ma... il blackout è cosa odiosa in città :P Da come descrivi la tua situazione, altra cosa!

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    1. Sì. in effetti non mi è spiaciuto più di tanto.

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  6. Negli anni '60, quando ero piccola ma leggevo sia libri che fumetti, la luce veniva a mancare con la frequenza di circa una volta al mese, sempre per non più di un paio d'ore. Ricordo che accendevamo le candele e il lume e a seconda di quanti eravamo in casa, o giocavamo a carte o leggevamo ognuno per conto proprio. La cosa per me più intrigante, mista di fascino e paura, era allora leggere fumetti horror a lume di candela. Poi magari qualche adulto mi spediva di sopra a prendere altre candele e allora ero terrorizzata e non volevo andarci da sola

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