sabato 5 marzo 2016

Di fiato, d'amore e vento di Pasquale Capraro: hype

Per la storia di oggi il blog fa un po' di hype e vi presenta la sinossi e il primo capitolo del romanzo di Pasquale Capraro (già ospite in passato da queste parti) Di fiato, d'amore e vento, di prossima uscita. 

Un romanzo - ambientato tra Premana, Milano, Bergamo e Bellano - dove il protagonista Ferruccio, blogger e socio di una piccola emittente televisiva, vuole sapere cosa si nasconde dietro la morte misteriosa del grande scrittore da lui intervistato e scoprire il contenuto del suo ultimo lavoro incompiuto. Grazie alla collaborazione di un'amica giornalista, scopre l'esistenza di una società segreta risalente ad un'antica setta egizia. Inconsapevolmente, la donna sarà il filo conduttore della vicenda e la chiave di accesso per svelare un antico mistero risalente al rito funebre di un faraone della diciottesima dinastia. Ma il destino, si sa, è imprevedibile, come l'amore... 

Una storia dove il sottoscritto e i miei luoghi sembrano aver dato molta linfa e ispirazione. 

Non riusciva a dormire. Aveva un pensiero fisso che gli martellava la mente. Il chiarore della luna traspariva dalle tende e sfiorava i libri appoggiati sul comodino di noce. Hemingway, Wallace, McCarthy, Melville e altri suoi compagni delle notti insonni, erano lì, a portata di mano. C'era anche l'ultimo pacchetto di sigarette nascosto dietro la sveglia che segnava le 2.05. Il cellulare era sempre acceso. Non era la prima volta che qualcuno osava svegliarlo per una chiamata di rilievo o per una “soffiata” a lungo attesa. Si stropicciò gli occhi fissando le lancette dell'ora. Poi si alzò dal letto, raggiunse la scrivania e accese il computer. 
Era trascorsa una settimana dall'incontro programmato col Maestro presso gli studi televisivi di una piccola emittente privata di cui era anche socio assieme a suo cugino. Ma qualcosa era andato storto e, questo, aveva generato in lui una strana irrequietezza. Entrò in cucina e si versò un bicchiere di vino sperando nel benefico torpore causato dall'alcool. Poi si accasciò su una sedia e socchiuse gli occhi ripensando a una sequenza temporale accaduta durante quel pomeriggio. 
L'attesa per Ferruccio era terminata. Il Maestro fece il suo ingresso in studio dopo una ripassata di cipria e un sapiente trucco che aveva sfumato i segni visibili di una stanchezza dovuta a una lunga tournée in America Latina. 
I riflettori impietosi avrebbero evidenziato le rughe della fronte e messo in risalto la sua vera identità di sessantacinquenne dallo sguardo spento ma che risplendeva davanti a ogni telecamera. Sapeva di essere una star, un uomo di successo, uno scrittore di fama internazionale. Non solo. Francisco Madeira aveva firmato la quinta sceneggiatura e curato anche una nuova composizione musicale per una serie televisiva. 
Dopo il diploma al conservatorio e qualche concerto in pubblico, decise di sospendere le sonate al pianoforte per dedicarsi alla scrittura. Il suo carattere ribelle e anticonformista aveva frantumato la relazione con Patrizia, una violinista conosciuta ai tempi della scuola; una storia che si era prolungata per due anni e che si era conclusa per divergenze caratteriali e gelosie reciproche. 
Ferruccio sudava, e non c'era più tempo per un ritocco. Solo un fazzoletto di carta per tamponare la fronte e le tempie che grondavano davanti a un ritardo imperdonabile. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

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