sabato 13 febbraio 2016

L'Amata tela di Giulia Madonna

Per la storia della settimana ospito questo sabato Giulia Madonna, pluripremiata scrittrice pescarese autrice di diversi romanzi, tra cui l'ultimo Amata Tela: una storia di passioni travolgenti che si abbatteranno, in un vortice senza fine, sulle vite dei protagonisti. 

Ho la fortuna di averla ospite sul mio blog e cosa c'è di meglio che sentire la sua voce. 


Ciao Giulia e grazie di essere qui, non perdo tempo, ti va di raccontare qualcosa di te e dei tuoi lavori ai miei lettori? 

Salve e grazie di avermi invitata sul tuo blog. La mia passione per la scrittura è nata nel 2005, o meglio, è quello l’anno in cui la scrittura si è rivelata a me. In realtà io ho sempre scritto e utilizzato la parola scritta fin dall’adolescenza, per auto analizzarmi ed esorcizzare la mie paure, attraverso il mio diario segreto. Poi le prime poesie d’amore o le tante lettere scritte ad amici o ad amori difficili, perché era con la scrittura che riuscivo ad esprimermi fino in fondo. 

Allora, però, il tutto era molto inconsapevole. Invece nel 2005 ho iniziato a scrivere storie, che pian piano sono diventati romanzi, uno dietro l’altro, come presa da un improvviso raptus creativo. Per il momento ho pubblicato due dei romanzi partiti nel lontano 2005, perché ho preferito lasciarli sedimentare e vedere se nel tempo avessero continuato a chiamarmi. 

Il primo romanzo è stato “La stanza vuota” pubblicato nel 2011 con il quale ho vinto due Premi della Giuria al “Cinque Terre – Golfo dei Poeti” e al “Val di Vara – Alessandra Marziale”. E’ un romanzo che, sotto le mentite spoglie di una storia d’amore, in realtà, affronta tematiche impegnative come quello della famiglia allargata e tutte le problematiche che porta con sé o la tematica della malattia e tutto il cammino che si percorre fino alla morte. 

Nel 2012 ho scritto un racconto “Ossessione” con il quale sono arrivata 3° al “Cinque Terre – Golfo dei Poeti”. Tale racconto è stato realizzato estrapolandolo dal mio terzo romanzo, che ora mi sto accingendo a terminare. 


L'ultimo tuo lavoro è Amata Tela: quando e come è nata questa nuova storia? 

Le mie storie nascono sempre da fatti o persone della realtà che mi colpiscono o mi turbano ma, poi, quando inizio a scrivere, entro in una sorta di altra dimensione, una realtà parallela, dove le emozioni sono lievitate, perché incontro sempre storie e personaggi molto intensi, che esprimono se stessi, senza remore. 

Quindi le storie e i personaggi da cui sono partita, in realtà, con la scrittura, cambiano completamente, divenendo quasi irriconoscibili. Anche in questo mio secondo romanzo c’è una storia d’amore travolgente, ma non amo affatto definirlo un romanzo rosa, perché, in realtà, anche qui l’amore è solo un pretesto per affrontare tematiche ben diverse. Si tratta il tema della libertà, della solitudine dell’artista, della paura d’amare, della bellezza che ostacola la felicità e così via, lungo tutto il romanzo. 


C’è qualcuno che senti di dover ringraziare per questa tua nuova fatica? 

Bisogna sempre ringraziare qualcuno perché un romanzo non è mai frutto solo dell’autore che lo ha scritto. Nel mio caso sento di dover ringraziare il mio editore Luciano Pagano e al sua casa editrice Musicaos perché hanno fatto un ottimo lavoro di editing, a cui ho partecipato anch’io, molto attivamente. 

Il mio romanzo quando lo inviai alla Musicaos era una pietra grezza che poi, dopo essere stata lavorata e limata, è diventato il brillante che è. Devo chiedere grazie a tutti coloro che lo hanno letto e amato, emozionandosi e emozionando me. Devo chiedere grazie a tutti coloro che lo hanno recensito, che mi hanno ospitato nei loro blog per intervistarmi, a tutti coloro che mi hanno ospitata nelle loro trasmissioni radiofoniche o programmi televisivi. 

Ma, soprattutto, devo ringraziare i social che hanno permesso di mettere in moto tutta questa grande giostra, che ha cominciato a girarmi intorno, da quando il romanzo è stato pubblicato, nel lontano agosto 2014. 



Cos'è che ispira le tue storie? 

Io scrivo perché mi emoziono. La ragione principale è proprio la ricerca dell’emozione, dell’intensità che, purtroppo, nella vita reale è così difficile da incontrare e vivere. Infatti quando spengo il mio computer e ritorno nella realtà è come se precipitassi rovinosamente. 


Quale ritieni siano i tuoi punti di forza come scrittrice? 

Credo che l’emozione che mi avvolge mentre scrivo, poi, arrivi al lettore, diretta, come un fiume in piena, che tutto travolge e niente è più come prima dopo il passaggio di tale emozione. Lo dico perché sono gli stessi lettori che me lo hanno ripetutamente comunicato, riuscendo, a loro volta ad emozionare me. 


Isabel Allende accende una candela e scrive sino a quando si consuma. Tu hai qualche rituale quando scrivi? 

Ho bisogno di silenzio, assoluto silenzio. Sono completamente ripiegata su me stessa, sulla mia anima. E’ un viaggio all’interno di me e nessuno può accompagnarmi in questo viaggio. 


Tempo fa su Facebook circolava un meme in cui ci si taggava chiedendo i dieci libri che più hanno influenzato la crescita personale. Ora non devi taggare nessuno, ma te la senti di citare dieci titoli, per te fondamentali? 

Più che starti ad elencare dieci titoli mi va di raccontarti quale autore mi ha ridestata e scossa e mi ha fatto capire che la letteratura era fatta per me e che avevamo tanto da spartire insieme. Avevo nove anni, ero in quarta elementare e la maestra ci diede da imparare a memoria la poesia di Giuseppe UngarettiSan Martino del Carso”. Non so cosa ho potuto capirci con precisione, ricordo che trattava di morte e guerra, ma quelle parole mi scavarono dentro, profondamente, tanto che imparai quella poesia e la declamai con estrema intensità. 

Fu in quel preciso istante che scattò un vero idillio tra me e la letteratura, che poi è continuata negli anni scolastici in cui mi sono emozionata con le parole di Cecco Angiolieri e il suo”S’i fossi foco”, o con le varie opere di Catullo o Tibullo o tanti altri autori latini, o con gli stranieri Oscar Wilde e il suo “ Ritratto di Dorian Gray” o “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway, o “1984” di George Orwell e così via negli anni, senza sosta. 


Non ti chiedo altro Giulia, ti ringrazio molto per il tempo che hai voluto dedicarmi e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste, vedi tu cosa rispondere. 

Sto per accingermi a terminare il mio terzo romanzo. Sarà un periodo meraviglioso, perché scrivere è la cosa più bella che possa mai fare uno scrittore. Questa è la fase creativa e non c’è nulla mai che possa superare in bellezza ed emozione questa fase. Sono felice e sento che trascorrerò mesi intensi. 

Mi auguro di riuscire a far arrivare al pubblico tutta questa mia gioia attraverso il mio nuovo romanzo. Allora, che sia gioia per tutti!Ne abbiamo un estremo bisogno. 


Vi voglio bene. 

Grazie a tutti!

6 commenti:

  1. Questa autrice riesce a comunicare l'entusiasmo e la gioia che le derivano dalla scrittura in un modo straordinario! *_*

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    1. Sono in linea con il tuo pensiero al cento per cento!

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    2. GRAZIE Glò! Spero proprio di averti presto fra i miei lettori e, mi raccomando, se deciderai di leggere il mio romanzo, poi, appena lo avrai terminato, ci tengo, davvero, molto a conoscere il tuo parere :-)

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  2. Mi è molto congeniale, complimenti

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    1. Gentile Marina Salomone, la ringrazio molto! Invito anche lei a leggere il mio romanzo e, appena lo avrà terminato, a comunicarmi il suo parere. Per me è fondamentale il giudizio dei mie lettori. Ancora grazie!

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