sabato 2 gennaio 2016

47 gradini al buio di Simone Lega in vetrina

Iniziamo il nuovo anno con un gradito ritorno in vetrina: quello di Simone Lega con 47 gradini al buio pubblicato da Nero Press Edizioni.

Una terribile leggenda aleggia sulla rocca di Castroverde: si mormora che di notte i morti della cripta si alzino dalle loro tombe per unirsi al diavolo in festini allucinanti e osceni. In paese nessuno osa parlarne ad alta voce: il signore della rocca, Riccardo, è un tiranno crudele capace di tagliare la lingua al malcapitato che non sa tenerla a freno. 

La morte della signora della rocca scuote la quiete del paesino di Castroverde e richiama l’unica figlia di Riccardo, Vittoria, dall’esilio impostole dal padre. L’arrivo di Vittoria e quello di un misterioso monaco vagabondo di nome Armando minacciano di riportare a galla gli orribili segreti di Castroverde che Riccardo per tutta la vita ha tentato di mantenere celati. 


Incipit:
I due soldati ingoiarono amaro e si accinsero a scendere. Toccava farlo a rotazione e non era nemmeno la prima volta che spettava a loro, ma non cambiava niente: non ci si poteva abituare. 
La gradinata era buia, non c’erano torce appese alle pareti. Germano ne portava una e, siccome in quella situazione non aveva certo la mano ferma, la fiamma oscillava e le scintille finivano addosso a Parmio, Prima Guardia della rocca di Castroverde, che si tratteneva a stento dal prendere a calci il compagno di sventura.
Parmio non lo sopportava. Germano era incapace di fare due passi senza lamentarsi. «Ma perché proprio a noi? Stavolta non ce la caviamo, non ne usciremo, vedrai. Me lo sento, maledetto Riccardo che ci manda a morire!» e così via. 
«Finiscila» mormorava Parmio tra i denti. Se avesse continuato con quella tiritera, Germano ci avrebbe potuto scommettere i calzoni che non sarebbe tornato vivo. Già, avrebbe messo fine lui alla sua stupida vita. Anche se Parmio fosse rientrato da solo, era convinto che nessuno lo avrebbe punito, tanto meno il temuto Riccardo, signore della rocca. 
Per la verità Parmio era più terrorizzato di Germano. 
Parmio era il più basso dei due, ma anche il più forte. Aveva capelli biondi, portati sopra le orecchie, e occhi chiari, tanto che in paese si diceva avesse discendenze barbariche, proprio come Riccardo. Germano era alto e allampanato. Della stessa età di Parmio, sembrava però molto più vecchio. La barba era lunga e grigia, il viso smagrito, un occhio se ne andava per conto suo. Eredità di un colpo alla testa durante la guerra contro la signoria di Puridia, diceva. 
Una volta ripresi i sensi sul campo di battaglia, si era ritrovato così. 
Scesero a lungo, giù per i quarantasette gradini stretti e scivolosi; ormai erano arrivati al portone di ferro. La temperatura si era abbassata notevolmente. Certo, erano sottoterra, tuttavia non era un freddo percepito con la pelle, piuttosto con il cuore.



Simone Lega nasce il 13 novembre 1978 a Siracusa. Da qualche anno affianca la passione per la programmazione informatica e il web design a quella per la narrativa noir. 

Ha pubblicato racconti in antologie (I corti seconda stagione, Edizioni XII; L’ira, La Lussuria, Perrone Editore; Mistero, Fratelli di razza, Il Mondo Digitale Editore) e su varie riviste (Lettere Meridiane, In-Out, I Siracusani, Cronaca Vera, Knife, Altrisogni). 

Vincitore del premio letterario USAM Showdown – racconto dell’anno 2009 e INarratori 2010. In ebook ha inoltre pubblicato La stanza delle grida, Le megere (Edizioni Graphe.it), e Perseguitata (Edizioni Origami). Per Nero Press Edizioni ha pubblicato nel 2014 il racconto lungo Salvanima


Per partecipare alla vetrina, ora anche su google plus, seguite le istruzioni su Una settimana su facebook, oppure scrivete a Ferrugianola@hotmail.com 

Grazie per la lettura!

4 commenti:

  1. Le ultime uscite (l'intero catalogo, in verità) della Nero Press sono assai interessanti, compreso questo titolo, che già avevo notato!
    L'incipit promette bene: belle l'ambientazione e l'atmosfera *_*

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