giovedì 3 dicembre 2015

Un solo libro da leggere

Negli ultimi tempi sto leggendo un sacco di articoli su blog e siti riguardanti i troppi libri che vengono pubblicati, i prezzi troppo cari sia in formato cartaceo, sia in formato digitale. Sto leggendo una miriade di articoli e altre cose dove sono lampanti le lamentele di chi pubblica tramite l'editoria tradizionale verso chi si serve del self publishing e viceversa, leggo di difese dei secondi nei confronti dei primi. 

Il cane che si morde la coda. 

Allora, oggi, pubblico un articolo dal sapore paradossale, perché io sono convinto che se ci fosse un solo libro sulla terra tutti farebbero carte false per poterlo leggere e i problemi citati nel paragrafo precedente non esisterebbero. Perché, attualmente, mi pare di vivere in una situazione dove la troppa abbondanza porti più aspetti deleteri che aspetti positivi. 

Non so, forse esagero, ma la situazione del mercato dei libri mi ricorda tanto la bancarella del pane dei grandi centri commerciali, dove ogni giorno aumentano i tipi di pane in vendita. Dove però non aumenta la qualità ma solo il range di offerta e il consumatore disorientato passa ai grissini e alle fette biscottate. 

Forse se molti scrittori la smettessero di saturare il mercato con prodotti mediocri e inutili, creati solo per seguire una moda o per soddisfare il proprio ego, ma si concentrassero sul desiderio di scrivere un racconto o un romanzo di qualità o un libro di spessore e sopratutto unico e originale le cose cambierebbero. Tanto con la mediocrità mica si guadagna.

Le opere riacquisterebbero di colpo il proprio valore reale e certe diatribe cesserebbero di esistere.Una situazione del genere non darebbe neppure spazio a  certe ruffianerie e piaggerie molto in voga in questo periodo. Fenomeni che stanno danneggiando l'ambiente molto più di quello che si pensa. 

Grazie.

24 commenti:

  1. In teoria sarebbe uno scenario da incubo come pochi. Per fortuna l'assenza di alternative sarebbe comunque sopperita, com'era un tempo, dalla tradizione orale.

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  2. Un solo libro al mondo sarebbe una cosa spaventosa,letto,riletto e straletto da tutti ;-)...comunque,voglio rispondere in particolar modo all'ultimo tuo concetto "Le opere riacquisterebbe(ro) (quanto sono antipatica) :-) ) di colpo il proprio valore reale e certe diatribe cesserebbero di esistere.Una situazione del genere non darebbe neppure spazio a certe ruffianerie e piaggerie molto in voga in questo periodo. Fenomeni che stanno danneggiando l'ambiente molto più di quello che si pensa" Ormai è cosi Ferruccio,in troppi s'improvvisano scrittori e fanno carte false pur di riuscire a pubblicare le loro opere (?),corrompendo chicchesia,tutto ciò a discapito di qualcosa che vale per davvero !

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  3. Un solo libro al mondo sarebbe una cosa spaventosa,letto,riletto e straletto da tutti ;-)...comunque,voglio rispondere in particolar modo all'ultimo tuo concetto "Le opere riacquisterebbe(ro) (quanto sono antipatica) :-) ) di colpo il proprio valore reale e certe diatribe cesserebbero di esistere.Una situazione del genere non darebbe neppure spazio a certe ruffianerie e piaggerie molto in voga in questo periodo. Fenomeni che stanno danneggiando l'ambiente molto più di quello che si pensa" Ormai è cosi Ferruccio,in troppi s'improvvisano scrittori e fanno carte false pur di riuscire a pubblicare le loro opere (?),corrompendo chicchesia,tutto ciò a discapito di qualcosa che vale per davvero !

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    1. Grazie della correzione!
      Troppi scrittori improvvisati!

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  4. In effetti ultimamente il self-publishing è un argomento a dir poco "rovente"!

    Credo che il problema non sia tanto l'abbondanza di offerta - il mondo è bello perché è vario - ma proprio la mancanza di qualità, come giustamente ricordato: magari ci fosse una "saturazione" di grandi opere :)

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    1. Il guaio è che la mancanza di qualità non viene stroncata. Su Amazon trovi solo recensioni a 4 e 5 stelle fatte dagli amici. questo sta distruggendo l'ambiente.

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  5. Il problema è che tutti hanno qualcosa da dire e vogliono dirla. Anzi, scriverla.

    Moz-

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    1. Dai spazio allo scrittore che c'è in te.

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    2. A breve.
      Scrivono tutti, scrivo pure io :)

      Moz-

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  6. Sarà mica anche dovuto al fatto che certi pseudo lettori si accontentano?
    Quando va a ruba lì'utobiografia di una chiamata Monica Lewinsky.... ricordate????
    Non so! Offerta è tanta, qualità... direi che la qualità si trova se si può curiosare, cercare, leggiucchiare qua e là.

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    1. Sì, la gente prende quello che il mercato offre.

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  7. Da un po' di tempo penso che la cultura sia stata svenduta e svilita dalla maggiore accessibilità. Credo anche che la mia sia un'affermazione grave, che mai avrei "pensato" un po' di anni fa. Tu parli in questo post di libri, ma io allargherei al campo artistico e creativo.
    Non so se la responsabilità sia di chi scrive o di chi legge: personalmente credo che la gente si meriti di leggere schifezze. Ci sono modi e strumenti assai diffusi e "democratici" (aperti a molti e facilmente fruibili) per poter scegliere e farsi una base critica personale. Ci sta che capiti un libro che non piace o che sia indecente per assenza di idee o per scrittura penosa ed errori. Se a una persona capita di leggere solo quel tipo di schifezze, forse due domande, dovrebbe farsele eh...
    Buona serata ^_^

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    1. IO sono d'accordo in quello che dici, ma rimanendo nell'abito dei libri credo che l'aspetto "democratico" nato negli ultimi anni, stia facendo credere a molti scrittori i essere dei geni. Ho conosciuto e letto decine di scrittori, alcuni bravi ma molti sono solo esaltati dalla cricca che li alimenta.

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    2. Il problema della cricca esiste, certamente. Ma se un pseudo autore è stimato e supportato da un club ristretto, penso possa andare poco lontano. Avrà un primo successo magari, e poi? Penso lo stesso relativamente alle recensioni-Amazon, possono avere un effetto immediato, alla lunga non pagheranno :P
      Di fondo l'acriticità generale e la mancata formazione personale come lettore, fa sì che prodotti (non libri eh) pubblicizzati in vario modo e a vari livelli (partiamo da piccoli blog e dalle cricche per arrivare a CE importanti) siano venduti e circolino. Cosa resterà nel tempo, credo ben poco.
      Faccio esempio concreto: di recente una CE ha edito un ciclo (After di AnnaTodd, selfpublisher, non ne discuto nemmeno, non mi interessa) "romance qualchecosa" e vabbè... ma poi, che ha fatto? Ha proposto in catalogo una serie ispirata a tale ciclo: i romanzi più amati da Tessa e Hardin e cito:
      - Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, Euro 13,00
      - Cime tempestose di Emily Brontë, Euro 13,00
      - Anna Karenina di Lev Tolstojì, Euro 14,00
      Mi si spieghi, quindi, quale sia la vera presa per i fondelli (se compro un classicone, ad esempio, più che la scritta impressa sulla cover I CLASSICI DI AFTER, mi preme scegliere un traduttore, a me...)

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    3. Un discorso che non fa una grinza il tuo, il problema è che il tutto entra in un calderone senza capo ne coda. Credo sia quello che volevo dire con il mio post!

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    4. Ed è così, solo che tu sei stato più buono (sarà per il Natale? XD) col lettore: io no!
      Lo sai che sono intemperante assai XD

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  8. Il livello si abbassa se tutti scrivono, è vero; ma se le persone leggessero di più, non ci sarebbe una selezione naturale migliore? Con le cifre del nostro mercato, non so se Darwin funziona... comunque sono tornata al gatto che si morde la coda.

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    1. Credo che la mancanza di lettori sia più un fattore educativo, purtroppo.

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  9. L'editoria è uno di quei campi in cui il principio di domanda/offerta assume contorni oscuri. Quando guardo le classifiche di vendita, che sia su siti o anche negli stand appositi di librerie/negozi vari, mi pongo domande a cui difficilmente posso trovare risposte che non mi sconfortino un pochino. Anche perché sono un lettore che non segue le mode, ma mi affido di più a consigli fidati e estri del momento.

    Dal punto di vista autoriale però, sono in leggero disaccordo. Accantonando per un attimo il self e quindi considerando i pubblicanti con case editrici -più o meno blasonate che siano- alle spalle, io faccio sempre il collegamento con l'artigianato, solo per non scomodare le alte sfere dell'arte, e il quesito è sempre lo stesso: chi è che "deve" giudicare l'opera?
    Ogni autore/artigiano/blogger cercherà di portare acqua al proprio mulino ritenendo la propria creazione come qualcosa di unico e irripetibile, supportato dall'idea che qualcuno lo stia seguendo (CE o lettori senzienti). Poi ci sono le mosche bianche che accolgono la critica e reagiscono di conseguenza (il 90% dei casi dirà che farà meglio la prossima volta, il restante forse non continuerà).

    Ci fosse un unico libro? Sicuramente qualcuno ne rimanderebbe la lettura, tanto c'è solo quello XD

    Tralascio il discorso "costo" perché dubito fortemente che, se tutto costasse meno, ci sarebbe un andamento diverso da quello attuale. È una questione legata ai lettori, quindi gusti e soprattutto tempistiche di lettura. Si legge poco e male, questo è un fatto. Come lo è il vezzo di scrittura (e non da scrittore). Un po' come ai mondiali, non ricordo chi lo disse, siamo un popolo che conta 50 milioni di allenatori :D

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    1. Questo commento è semplicemente bellissimo, non potevi dare una spiegazione migliore.

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    2. Troppo buono. Ho cercato di sintetizzare quanto più possibile considerazioni su un argomento molto interessante e su cui ci sarebbe davvero molto da dire.
      Ci sarà sicuramente modo di affrontare i singoli temi in maniera approfondità in altre occasioni :P

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