mercoledì 25 novembre 2015

Libro senza fine

Uno dei romanzi di cui mi sono innamorato ancora prima di acquistarlo e leggerlo è stato Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline

In realtà non sapevo neanche di cosa parlasse il libro, ma avevo letto sopra un’enciclopedia un po’ di storie sull’autore e queste erano bastate a far sì che lo scrittore francese diventasse un mito ancora prima di leggere una pagina dei suoi scritti. 

Così un giorno, entrai in una libreria, chiesi il titolo e finalmente lo ebbi tra le mani. Lo sfogliai un poco e ne fui spaventato. Le pagine erano più di cinquecento e i caratteri di scrittura erano molto fitti. Lessi in libro naturalmente, e ci misi più di una settimana, anche perché ogni frase richiedeva la massima concentrazione per non perdere neppure un termine e come sospettavo non mi ero innamorato per niente. 

Però insomma era un bel polpettone visto che man mano che lo leggevo mi pareva un libro senza fine

Detto questo, dopo avervi messo al corrente di questa storia andiamo al sodo e cerchiamo di capire il perché di questo articolo e per farvelo capire in maniera ancora più semplice vi racconto un altro aneddoto più o meno simile. 

Una volta sono entrato in libreria con un amico che, pur non essendo un forte lettore, era andato in fissa e voleva prendere un titolo di King. Lo aveva sentito nominare e ne era molto incuriosito. Lo accompagnai vicino agli scaffali dove c’erano i titoli del maestro dell’horror, presi il titolo che cercava e glielo porsi. 

Il mio amico lo sfogliò un attimo e si comportò un po’ come io avevo fatto con Viaggio al termine della notte. Con la differenza che lui disse che le pagine erano troppe, insomma credeva che il libro fosse più corto, lo rimise nello scaffale e non se ne innamorò per nulla. 

Ecco dove voglio arrivare, non avete mai rinunciato alla lettura di un libro perché lo avete visto troppo corposo

Dài raccontatemi la vostra storia

Grazie.

41 commenti:

  1. Ciao Ferruccio! A me non è mai successo di non portare a termine un libro (perchè proprio è più forte di me), ma di essere un po' intimorita dalla lunghezza sì. Mi viene in mente, però dell'ultima volta in cui un po' come è successo a te con "Viaggio al termine della notte" ho comprato "La fonte meravigliosa" di Ayn Rand e ho scoperto che aveva la bellezza di 683 pagine. Beh, ad oggi rimane uno dei libri più belli che ho mai letto in vita mia, quindi sono ben, ben, ben felice di averlo comprato. :)

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    1. Brava, non bisogna lasciarsi condizionare!

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  2. Dipende dal libro. "Il signore degli anelli" è un mattonaccio da 1400 pagine (sì, ho l'edizione a tomo singolo) eppure l'ho letto tutto in meno di una settimana. "It" di King è un mattonaccio sulle 1200 e ho fatto molto più sforzo per terminarlo; ci ho messo circa un mese, con pentimento improvviso quando mi sono trovato quel finale di merda. Un tomo di 300 pagine, diconsi 300, di cui non mi ricordo né titolo né autore - era anche quello un romanzo fantasy - mi è rimasto sul gozzo per sei mesi, a leggere due o tre frasi alla volta e a posarlo con un grosso sbadiglio. Quindi, vedi, non è il numero di pagine a fare la differenza tra un libro e un mattone, ma il contenuto.

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    1. Sono d'accordo sul contenuto. C'è gente comunque che rinuncia alla lettura di un libro quando supera un tot di pagine, indipendentemente dal contenuto. Grazie!

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    2. Ciao a tutti.
      Concordo con Xenon. Non conta il numero delle pagine ma quanto c'è scritto, come è scritto, cosa vuol dire l'autore.
      Io di "mattonazzi" ne ho letti parecchi... Il signore degli anelli ben due volte (3 volumi), Clarissa di Richardson una volta sola ma sono anche qui tre volumi di circa 1000 pagine ognuno...
      Cèline è favoloso! Opprimente magari, cupo ma favoloso!
      Quante pagine ha? Mica lo ricordo! Non è quello che mi interessa.

      Gente che rinuncia perchè ci sono troppe pagine? Spero che poi non dicano che sono lettori....

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  3. Per quel che mi riguarda la lunghezza di un libro non fungerà mai da deterrente.

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  4. ll numero di pagine non mi spaventa, a spaventarmi è la pensantezza... la si "percepisce" da subito, sin dal font usato.
    Non mi faccio problemi a smettere di leggere libri o addirittura fumetti (tipo che dal vol tot non lo compro più) Insomma, la lettura dev'essere SEMPRE un piacere, già la scuola ci rovina questo piacere (motivo per cui si legge poco, poi...) perché torturarsi?

    Moz-

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  5. La lunghezza del libro influisce in 2 circostanze:
    - se sono molto dubbioso nel leggere un libro, la sua lunghezza quasi sempre mi porta a rinunciare alla lettura, perché termino sempre una lettura iniziata e leggere un tomo che non mi piace è uno svago a cui rinuncio volentieri
    - il momento non adatto a leggere un libro corposo, in tal caso la lettura viene solamente rimandata

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    1. sono punti sul quale potrei essere d'accordo!

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  6. Quale che sia la lunghezza, a patto che sia avvincente la storia, io divora pagine su pagine. Con i saggi le cose vanno in maniera diversa. Questo tuo post mi rammenta, una volta di più, che devo ritagiarmi del tempo per leggere Escher, Bach, Godel: un'eterna ghirlanda brillante

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    1. E' un saggio profondissimo, su argomenti che sono nelle mie corde, eppure per qualche strana ragione non mi decido mai ad iniziare

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  7. Ma alla fine, il libro infinito di Céline ti è piaciuto o no? Perché lo definisci "polpettone". Personalmente Céline mi causa orticaria preventiva per alcuni aspetti della sua biografia, un mio limite indubbiamente, tenterò di leggerlo prima o poi.
    Non faccio caso al numero di pagine, tranne in caso di periodo in cui so che potrei trascinare troppo la lettura. Ho impiegato più tempo a leggere e non finire (sono a circa metà) Martin Eden - figura per me odiosissima - che Moby Dick tradotto da Pavese :D

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    1. Mi è piaciuto eccome, solo che va letto con molta attenzione.
      Moby dick l'ho letteralmente divorato ma è diverso da il Viaggio

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    2. Immagino! Il confronto che ho fatto è tra due libri molto differenti: quello di London è molto semplice per stile e storia raccontata. In sostanza è un susseguirsi di exempla pallosissimi su questo self made man insopportabile. Melville presenta un testo ricco e densissimo per riferimenti, suggestioni e anche lo stile è decisamente più elevato. La traduzione di Pavese, del 1932 se non sbaglio, rende più prezioso ancora lo stile. In questo senso dicevo che la lunghezza effettiva di un libro poco conta, così come altri fattori. La sintonia che riusciamo a raggiungere con un testo credo sia la vera chiave.

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    3. Entra in sintonia con un libro: potrebbe essere il titolo di un post.

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  8. Tantissime volte! Ma poi ho preso un eReader, che non mi permette di percepire lo spessore dei libri, e dal punto di vista psicologico è un bell'aiuto ;-)

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    1. Ha ragione Andrea! Se ciò che si legge coinvolge, con l'e-reader si perde del tutto la cognizione dello "spessore"!

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    2. Credo di esser riuscito a leggere I Miserabili (in 3 mesi) solo grazie a questo "trucchetto" :-)

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    3. Io i Miserabili li ho in quattro volumi cartacei.

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  9. Per me la corposità è uno stimolo a acquistare e leggere un libro. Almeno un volume monumentale all'anno devo leggerlo. Quest'anno è toccato a "Il cardellino" di Donna Tartt: 900 pagine.

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    1. Tu hai classe e cultura da vendere, certe cose non ti spaventano.

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    2. E' solo che non faccio gare con nessuno a chi legge più libri in un anno, nemmeno con me stesso ;)

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  10. Ho letto Il Signore degli Anelli", e ho una marea di libri appartenenti a saghe (lette completamente e non) con cui ho una sorta di relazione alla odi et amo, ovviamente ognuno coi suoi tempi, quindi, no, mai rinunciato per la mole di pagine da leggere. E poi ci sono libercoli molto più quotati per essere usati, dopo le prime pagine, come livella-tavoli XD

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    1. Un altro spunto per i post i libri livellatavoli. Grazie.

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    2. Inizierò a chiedere la percentuale! :D

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    3. ti do il dieci per cento sugli incassi!

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    4. Più un invito per una cena luculliana annuale e abbiamo un accordo :P

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    5. Credo si possa fare, se guadagno abbastanza.

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    6. Cit.: poi ci sono libercoli molto più quotati

      tipo Rinascimento privato, il libro preferito da Paolo ^_^

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    7. Ok, togliamo il luculliana e porto bevante e dessert :D

      Glò... quasi 500 pagine e l'ho letto tutto (era per la scuola), ma l'odio per quel libro (che forse oggi potrei anche apprezzare eh) scorre ancora potente in me :@

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  11. Non mi è mai capitato di rinunciare a leggere un libro per la sua mole. Tanto di solito mi regolo così: se mi piace, non è mai lungo abbastanza; se non mi piace, cinquanta pagine sono già toste. Poi ho anche una certa antipatia per le storie smilze. Credo che mi sia rimasto il trauma giovanile del "con questi soldi e queste tot pagine, quanto vado avanti?". Neanche fosse prosciutto da vedere a peso...

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    1. Brava, i libri non sono mica del prosciutto!

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  12. Al contrario, più è corposo più lo preferisco!

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    1. Pareggiamo un po' i conti e il sondaggio!

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