domenica 22 novembre 2015

Dio è grande

Non ci saranno articoli dedicati alla cucina letteraria per questa domenica. Torneranno come di consueto, settimana prossima. 

Per questa giornata ho scelto di pubblicare una storia, frutto, penso, di riflessioni e di tutta una serie di altre cose nate sulla scia degli eventi tragici che hanno caratterizzato l'ultima decina di giorni. 

Ne è nato un breve racconto, totalmente inventato. Leggetelo... 
Vi prego solo di giudicarlo senza pregiudizi e strumentalizzazioni:



Dio è grande 

Un'ora dopo la preghiera l'uomo indossò la cintura con l'esplosivo e si mise in posa davanti alla videocamera. Terminò la registrazione pronunciando la frase "Dio è grande" e inviò il messaggio per email, con il video appena realizzato, servendosi del telefono cellulare. Ora il suo destino era segnato per sempre. 

Sorrise e si slacciò la cintura. La posò con cautela sul tavolino della camera e la nascose sotto le pagine di una copia del quotidiano Al Watan Libya. Poi attraversò la stanza sino al letto. Si spogliò, depose i vestiti in ordine sulla sedia vicino al letto, spense la luce e si adagiò sul materasso, ma non chiuse occhio. 

Trascorse la notte, nel buio della stanza, a cercare di rivivere le immagini della sua vita, ma non ci riuscì per nulla: tutti i suoi pensieri convergevano, come una fissazione, attorno a questo suo ultimo gesto premeditato. 

Non aveva paura. Aveva accettato il compito senza esitare e adesso era fiero e orgoglioso di poter donare la sua vita e offrirsi come martire per una causa che riteneva più che giusta. Sapeva che chi lo amava avrebbe capito e avrebbe condiviso il suo sacrificio, e questo aspetto lo faceva sentire meno solo. Era certo che si sarebbe guadagnato lo stesso il paradiso e non attendeva altro che il momento d'arrivarci. 

Così fece un sospiro di sollievo quando, diverse ore più tardi, le prime luci dell'alba rischiarano la stanza. L'uomo si alzò. Si preparò come un monaco zen e usò tutte le precauzioni affinché nessuno notasse la sua cintura, coprendo le cariche esplosive con un vecchio giubbotto scolorito. Scese da basso. 

Il signore che avrebbe dovuto condurlo presso l'area di imbarco lo attendeva a bordo di un pick-up mimetico. L'uomo gli diede diverse banconote di taglio europeo e salì sull'auto sedendosi alla sua destra. 

Discesero verso un porto secondario di Tripoli in silenzio, mentre il sole riscaldava la costa. Il Mediterraneo e il mondo occidentale erano lì a un passo. 

L'auto si arrestò nell'istante in cui l'uomo riconobbe sulla strada l'assembramento di disperati che cercava. Smontò dalla macchina allora, si unì alla folla e scese a piedi con essa verso il pontile d'attracco, dove in attesa c'era un traghetto malandato. 

La paura ora gli fece recitare mentalmente un'Ave Maria, un Padre Nostro e un Requiem. Toccò per l'ennesima volta l'apparato esplosivo che cingeva la sua vita. Poi annuì a se stesso e salì a bordo. Se tutto fosse andato bene, una volta in mezzo al mare, si sarebbe fatto esplodere. 

Amen. 

Grazie.

21 commenti:

  1. Aspettavo la consueta rubrica domenicale e invece con grande stupore mi ritrovo a leggere "la storia" di questi giorni con un finale che ho paura diventerà realtà,un attentato in mare,ma non su un barcone di disperati ma su qualche nave di linea :-( ... Non credo però che chi si immolerà per la sua causa,per il suo dio reciterà il Padre nostro,tanto meno l'Ave Maria ne il requiem ! Mi ha un pò intristito questo tuo racconto,mi ha quasi fatto entrare nella mente pazza di questi ragazzi che offrono la loro giovane vita con la convinzione di aver fatto un atto gradito al loro dio che li premierà attendendoli in un paradiso di luce e...donne :-( mahhh ...intanto viviamo in un inferno di buio totale! Grande Ferruccio,in poche righe hai detto tutto,bravo ! Ciao e buona domenica

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  2. In questi giorni mi sono interrogata spesso sulle motivazioni di chi compie questi gesti estremi, mi sono chiesta com'è possibile arrivare fino in fondo. Non è come, fai conto, mettersi una pistola alla tempia e sparare. Qualunque soldato, anche durante le Crociate, per dire, coltivava una speranza di tornare a casa vivo... Ma forse vale, tristemente, quello che ha detto non ricordo chi ora: "solo i prigioneri vogliono tornare a casa".
    Gazie per il tuo racconto Ferruccio

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  3. Mah... io sono ateo e tutto ciò mi sembra più assurdo dell'assurdo di per sé. Anche i cattolici hanno un Antico Testamento che, se fosse preso alla lettera oggi, si ucciderebbero mogli, figli, amanti, omosessuali così come si potrebbe denunciare in una caserma un atto illegale. Solo che i cattolici, quantomeno, si sono svegliati qualche migliaia di anni fa, e hanno smesso di applicare ogni legge assurda del Vecchio Testamento... e questi non hanno una parte estremista, cosa che invece è presente nell'Islam, e tutto ciò è semplicemente spaventoso.


    Ispy

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    1. Questo racconto in realtà è nato pensando a certe stragi compiute da cristiani.

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  4. Molto bello Ferruccio, dopotutto come cantano i Litfiba "ognuno ha una ragione per ammazzare..." :)

    Moz-

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  5. Il martirio è una follia in tutti i casi in nome di qualsiasi scopo o idea. Ho detto questo pure sui martiri della cristianità. In questo caso, quando un simile gesto determina una strage si resta pietrificati. Ma finché ci sarà un mondo così malato ci sarà sempre gente che non ha nulla da perdere come Sansone con tutti i filistei

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  6. Chiusure e rigide ortodossie generano odio, sospetto e paura verso l'Altro. Odio genera odio. Amen.
    Buona domenica!

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  7. Nessun Dio chiede di uccidere in suo nome.
    La follia di crederlo porta a compiere gesti ignobili come uccidere civili innocenti. Da ua parte e dall0altra. Nessuno è immune da questa malattia purtroppo.
    Il tuo racconto è bellissimo ma purtroppo molto realistico.
    Dietro all'ave Maria può esserci qualunque preghiera.
    Ciao e buona domenica

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  8. Mmm, e bravo Ferruccio, mi sbaglierò ma vi ho letto un viaggio a ritroso, o meglio quello che avremmo potuto essere anche noi senza qualche centinaio di anni evoluzione culturale, senza il rinascimento o l'illuminismo che volente o nolente hanno gettato le basi della nostra attuale civiltà. Quello che fanno i terroristi di matrice islamica oggi, è quello che abbiamo fatto noi in passato, penso alle crociate, agli autodafè, all'inquisizione allo sterminio dei Catari ecc... Mi complimento con te, hai ribaltato tutto. Non giustifichi, non fai proclami, ma lasci una domanda aperta.

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  9. In questi giorni ho rivisto Hellsing, un anime derivato dal manga omonimo di Kōta Hirano in cui si scontrano 3 realtà principali: un'organizzazione paramilitare vicina alla corona inglese, un gruppo redivivo di nazisti e il Vaticano. Tralasciando le vicende e l'estrema fantasia dell'autore, mi hanno nuovamente colpito i dialoghi del protagonista (Alucard, IL vampiro) incentrati sulla riflessione "filosofica" per cui solo un uomo avrebbe potuto uccidere un mostro (come lui stesso si definisce).

    Leggendo questo tuo racconto, considerando i fatti attuali e la loro inversione contenuta nello stesso, il collegamento indotto mi ha portato alla stessa riflessione: chi è il mostro e perché solo un uomo può farlo fuori? Le risposte potrebbero essere abbastanza semplici, viste da qualsiasi punto di vista, ma forse ne esiste solo una, e trovarla potrebbe porre fine a molti conflitti, armati e non.

    Bel racconto e ottimo spunto, i miei complimenti.

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    1. grazie dei complimenti, in effetti la tua riflessione corrisponde alla mia.

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