giovedì 15 ottobre 2015

Non consigliatemi libri

«Se leggete solo libri che tutti gli altri stanno leggendo, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando.» 

La prima volta che ho letto Haruki Murakami, l’autore di questa frase, era la primavera del 1993: era una domenica uggiosa e mi trovavo in un bar in attesa che con gli amici si combinasse qualcosa. 

Ora sulle pagine culturali di un quotidiano, poggiato su un tavolo, c’era un articolo che presentava il suo Sotto il segno della pecora (ora Nel segno della pecora). L’articolo iniziava con questo incipit: 

Era un breve annuncio sul giornale del mattino, un paragrafo soltanto. Un amico mi telefonò e me lo lesse. Niente di speciale. Una cosa così avrebbe potuto scriverla un giornalista alle prime armi, appena uscito dall'università, giusto per esercitarsi un po'. La data, il nome di una strada, un autista di camion, un pedone, una vittima, un'indagine per probabile omissione di soccorso. 
Suonava come una di quelle poesie sulla carta dei cioccolatini.
«Dov'è il funerale?» chiesi. 
«Lo sapessi», rispose lui. «Ma qualche parente ce l'aveva, almeno?» 

Il giornalista che lo aveva redatto ne era entusiasta. 

Fu un libro che acquistai qualche settimana dopo e forse è uno dei pochi che rientra nella casistica della frase citata assieme a Cinque libri che mi hanno obbligato a leggere

Non ne sono pentito, perché il libro mi piacque e in seguito ne ho tessuto le lodi, ma tendenzialmente non mi faccio consigliare nella scelta dei libri da leggere e come spiegavo nel post, Cinque libri che mi hanno obbligato a leggere


“non mi sono mai lasciato condizionare molto dagli altri neppure nella scelta delle lettura. Di solito ho acquistato libri perché li trovavo affini ai miei stati d’animo del momento”. 

Ancora adesso mi comporto allo stesso modo. I libri che mi capitano tra le mani e che prediligo sembrano sempre frutto di incontri casuali. E lo stesso vale per gli autori che più apprezzo. 

Ecco perché la libreria di casa mia contiene ben pochi best seller del momento ed ecco perché io sappia poco o nulla sui geni letterari alla moda o sui libri che riempiono le vetrine, ecc… ecc… 

Ecco anche perché sul mio blog ho scelto di non fare recensioni e affidarmi solo a una vetrina di segnalazioni: non riuscirei a essere obiettivo su una cosa in cui corro il rischio di non essere interessato. 

O forse voglio solamente seguire alla lettera la considerazione di Haruki Murakami

Grazie!

14 commenti:

  1. Solo alcuni dei best seller del momento diventano mie letture del futuro.

    In un certo senso la penso e agisco come te. Non dico di non apprezzare i consigli ricevuti, li segno e li metto da parte, ma la spinta alla lettura proviene da altro.

    Tralasciando i libri obbligati ai tempi della scuola (o delle prime cotte), la scelta di tutti gli altri libri letti è partita dalla curiosità di qualcosa (autore, trama, cover, e alle volte anche prezzo).

    È pur vero che, scrivendo su di un blog di settore, possa essere visto come consigliere (uh mamma, quanta responsabilità :P), ma è altrettanto vero che, come ho spesso specificato, mi piace scrivere ed esprimere pareri, le mie opinioni: sta a chi legge prenderle come meglio crede (non che possa fare altrimenti :D)

    L'importante è leggere, e, nel piccolo di ognuno, stimolare a farlo.

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    1. In un certo qual modo la vediamo in maniera uguale
      grazie

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  2. La frase di Henry Miller che ho usato per lanciare il meme mi sembra perfetta, no?

    "Credo che si sbagli di grosso chi afferma che le basi del sapere o della cultura, le basi di qualsiasi cosa, siano necessariamente quei classici che si trovano in ogni elenco di libri "migliori". So che vi sono diverse università che basano tutti i loro corsi su siffatte selezioni. E' mia opinione che ciascuno debba scavarsi da sé le proprie fondamenta".

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    1. Perfetta, a proposito. Domani c'è la mia lista

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  3. Che poi, così facendo si dà peso al vantaggio iniziale che il nostro amico N.N. Taleb ha in sommo spregio :-D Anche io seguo poco i consigli, e in un altro post ti dissi come arrivò tra le mie mani Quando si ama non scende mai la notte di Guillaume Musso
    Ciao ciao

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    1. Questa frase di Murakami è spesso utilizzata nei social, per significare un po' quel che si vuole :D
      Mi trovo d'accordo con questo post, rimarcando che la citazione ha particolarmente senso grazie a quel solo che forse sfugge a molti.
      Personalmente, leggo scegliendo (ciò che secondo me è fondamentale): la scelta in sé può essere determinata da recensioni lette, consigli di amici di lettura, curiosità personale, voglia di approfondire...
      Non disdegno nulla, mi piace cambiare prospettiva e avvicinarmi a scrittori o generi che, per mia naturale disposizione, non prenderei in considerazione. Ad ora, pochi libri mi hanno delusa.
      Penso che i "classici" siano una bella opportunità per formarsi come lettori, soprattutto in relazione allo sviluppare capacità critica nella lettura stessa.
      Sarebbe da scriverne per pagine e pagine :D

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    2. Sì, senza fine. Possiamo scrivere a lungo

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  4. Qualche volta mi viene la curiosità di sapere di cosa parlano tutti. Di solito mi passa abbastanza in fretta, prima che io abbia il libro in mano, e c'è sempre un altro libro che aspetta la mia attenzione. Negli altri casi aspetto che il libro decanti qualche anno, poi lo leggo. La mia è una curiosità molto elastica. :)

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  5. ben detto, concordo in pieno!!! Murakami mi piace, ho letto due suoi libri ma sempre per una scelta che mi è venuta spontanea :-)

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