giovedì 8 ottobre 2015

Leggere per imparare a stare da soli

«La prima cosa che la lettura insegna è come stare da soli.» 

Non so sino a quando continuerò a redigere articoli, perfettamente in linea con i contenuti del mio blog, grazie ai suggerimenti che mi giungono attraverso le citazioni trovate in rete. 

Spero per sempre, perché ho verificato che in questo modo sono in grado di realizzare contenuti di valore, oltre ad avere la possibilità di lanciare i link in modo splendido e ricettivo sui social. Inoltre sembrano essere senza fondo, dato che gli spunti mi arrivano nei modi più inaspettati e pittoreschi

Questo per esempio, frutto di una frase dello scrittore e saggista statunitense Jonathan Franzen, mi è giunto in sogno. Una frase scaturita nella fase rem del mio sonno e che mi ha costretto una volta sveglio ad andare a ricercare con Google il potenziale autore e che in un secondo tempo mi ha stimolato la redazione di questo articolo. 

Davvero bisogna Leggere per imparare a stare da soli

Da parte mia posso dire che la lettura di un romanzo o di un libro mi ha sempre tenuto compagnia, ma devo anche ammettere che pur essendo un solitario non ho mai sofferto di solitudine. Per me ogni momento è buono per leggere. 

Tuttavia la mia esperienza è in sintonia con la frase di Franzen in maniera disarmante. 

Le persone più appiccicose (in senso buono sia chiaro) che ho incontrato in vita, coloro che sembrano non riuscire a fare a meno del sostegno degli altri, i primi che trovi al bar in attesa di qualcuno, coloro che lasciano per ultimi la compagnia notturna,sono anche coloro che ti guardano come un alieno ogni volta che citi il titolo di un libro, come a suffragare il fatto che non sono in grado di stare da soli. 

Perciò se non lo avete mai fatto, fatelo adesso. 

Concentratevi nella lettura di un buon libro e nel leggere una bella storia e vi sentirete sempre al centro dell'attenzione. 

Non vi mancherà più nulla. Di colpo vi troverete decine e decine di amici e di amori addosso. Di colpo tanti autori diventeranno fratelli e padri e figli e i personaggi che incontrerete riappariranno pure nei vostri sogni. Magari, nel mio caso, per ispirare un altro post. 

Grazie!

13 commenti:

  1. La lettura di un libro è una delle cose a cui non potrei mai rinunciare ,leggendo impari,sogni,fai"amicizia" con i personaggi,hai sempre compagnia anche nella solitudine...insomma personalmente ritengo che la lettura deve far parte della nostra vita.I libri hanno sempre catturato il mio interesse,ho bisogno di loro,proprio ieri ne ho acquistato 3 L'isola delle farfalle di Corina Bomann - E l'eco rispose di Khaled Hosseini - e per l'ennesima volta Il buio oltre la siepe dal momento che ogni volta lo presto ma non ritorna mai indietro ;-)

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  2. Sono pienamente d'accordo con te, Ferruccio.
    Un buon libro è compagnia. Ma non solo il volume in sè. Anche le parole, le storie che narra, i suoi personaggi che si possono amare o odiare ma coi quali si può anhe discutere.
    Con un libro in mano non si può sentirsi soli!

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  3. Secondo me la scrittura lo insegna ancor meglio della lettura, a stare da soli.

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  4. Una delle banalità più spesso attribuite a chi legge molto, è che sia un solitario, una persona che non sa stare in compagnia. Ora che nelle nostre vite (non di tutti, però) si è fatto strada l'e-reader, i lettori forti di carta da sniffare sostengono che chi usa tali dispositivi sia un morto-sociale ;)
    Penso che la lettura permetta di incontrare se stessi più facilmente e ciò, come allenamento nel tempo, permetta a sua volta di stare bene, anche in solitudine. Potrei perfino paragonarla ad un esercizio spirituale ;)
    La socialità, del resto, non è fare gli zombies in disco o al pub XD

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    1. be' io mi ritengo un solitario di ottima compagnia
      vero anche l'aspetto spirituale

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    2. Per come la penso, chi sa stare davvero in compagnia, è un solitario ;)

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  5. Mi trovo in sintonia a tal punto che spesso cerco la solitudine per poter leggere in pace! Ma non l'ho imparato, sono sempre stata amante della solitudine

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  6. C'è gente che cerca lo stesso risultato sostituendo la parola "libro" con "televisione", ma vista la qualità dei palinsesti attuali in genere rischia l'atrofizzazione cerebrale...

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    1. la televisione si subisce, un libro non cos tanto. la televisione rende soli

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