martedì 8 settembre 2015

L’insostenibile leggerezza dei social network

Ero seduto al tavolino di un bar, una sera del mese di agosto, con alcuni miei amici e all’improvviso un ragazzo seduto a un altro tavolo, visibilmente ubriaco, si alza, si avvicina e mi mette davanti agli occhi il piccolo schermo del suo SmartPhone

In evidenza c’era la foto di una ragazza usata come profilo su facebook. Un centinaio di Mi Piace e sfilza di commenti ricchi di cuori e baci. Rideva. 

«Guarda questa foto» mi dice «e leggi i commenti: “Sei bellissima, sei uno splendore… ma come si fa?”». 

In realtà l’immagine delle ragazza non era proprio quella di uno schianto, ma i commenti erano tutti positivi. 

«Perché la gente non scrive la verità e si diverte a illudere la gente in questo modo?» chiede il tale, prima di scuoter il capo e tornare a sedersi mogio mogio al suo tavolo, dove poco dopo si sarebbe messo a vomitare. 

Quello che ho appena raccontato dal mio punto di vista è solamente un esempio de ‘L’insostenibile leggerezza dei social network e in effetti il discorso potrebbe essere allargato. 

Cosa potrebbe succedere se domani mattina ci dovesse sparire di dosso quella patina ipocrita e un pochino falsa che ci consente di mettere un like perché lo fanno tutti o soltanto perché in quel determinato momento tutto nella nostra vita funziona a meraviglia e non ci costa nulla farlo? 

Come sarebbero è nostri status e che immagini posteremmo se quel velo di candore che abbiamo tutti davanti agli occhi per buona creanza o perché è politicamente corretto scomparisse di colpo? 

Ora succede raramente, qualche pazzo che viene bannato, qualche troll che viene segnalato, qualche martire che passa per matto e tutto ritorna sotto controllo. 

Una tranquilla vita di Mi piace e di commenti amorevoli, un po’ come una tranquilla vita di duro lavoro e di weekend in festa. Ma se domani mattina ci ritrovammo a essere tutti dei troll e dei veri mostri, si salverebbero ancora i social network

Grazie!

19 commenti:

  1. Interessante riflessione. La caduta di questa barriera, poi, metterebbe a nudo anche chi si sente davvero forte davanti allo schermo; crociati pronto a difendere a spada tratta le sue convinzioni.
    Mi è successo più di qualche volta di parlare con questo tipo di persone: caduto il muro ogni forza se ne va; diventano quasi dei bambini, molto spesso non ti guardano negli occhi, le convinzioni difese strenuamente non esistono più.

    E.

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    1. Come fingere di essere buoni, sarebbe stato un titolo migliore

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  2. E' proprio cosi purtroppo,sembra quasi si abbia paura ad esprimere giudizi negativi,anzi più che negativi direi veritieri,come se nel mondo virtuale debba esistere solo il bello.Si riscontra tantissima falsità e opportunismo nei commenti di troppe persone; non tutti lo sono però,esiste, anche se piccola,quella fetta di persone che esprimono sinceri giudizi,senza offendere ,ma ,cosa importantissima,VERI !

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  3. È una riflessione che ci poniamo tutti prima o poi, una sorta di via di mezzo tra ipocrisia, falsità, ma per me fatta non con cattive intenzioni.

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    1. Sono d'accordo, continuerà a lungo così. La mia era solo una ipotesi, avrei dovuto scrivere un articolo della serie "Cronache dal futuro"

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  4. Ciao Ferruccio, potrebbe anche finire i social se tutti dicessero davvero quello che pensano. Non ci si parlerebbe più, nemmeno via web credo.
    Essere se stessi anche nel mondo virtuale. Dovrebbe essere la regola che però non è sempre rispettata.
    In più, che si chiamino troll o semplicemente cafoni, ci sono anche quelli che rispondono in maniera negativa dicendo non mi piace ciò che hai scritto però lo fanno nel modo peggiore, con l'insulto.
    E' solo di questi giorni su un altro blog che è successa una cosa simile.

    Diciamo così... ricevere tanti mi piace è piacevole per chiunque (scusa il gioco di parole). Forse se fossim i primi a chiedere la verità? Però bisogna anche trovare chi è disposto a scriverla...
    Ciao

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  5. E' solo di questi giorni su un altro blog che è successa una cosa simile.

    Me lo suggerisci in privato

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  6. Credo che a molte persone vada bene così. Uso i social e non mi faccio problemi a dire quello che penso con educazione; ho bannato idioti e lo rifarò in futuro; mi interesso di arte, libri, scienza, musica, animali (posto anche i gattini, per dire, LOL!) e sostengo associazioni come l'Aido. Sul mio profilo non ci sono foto, non ci sono io fisicamente ma credo di esserci come persona.
    Uno strumento rimane tale, sta a chi lo usa trovare il modo che più gli è congeniale.
    Non si vogliono polemiche e troll? Non ci si butta nella mischia. Non si vogliono i like facili e falsi? Si evita di pubblicare selfie con frasi lacrimevoli e immaginine pietose stile vecchi santini.
    Poi, si tenga presente che quando ci si espone pubblicamente, la platea è variegata: dall'educato al cafone, dal colto alla persona semplice, dai vegani ai cannibali...
    Nella vita reale non trovo poi moltissima differenza rispetto a quello che accade sui social, tranne per il fatto che lì è tutto all'ennesima potenza. La falsità e il finto perbenismo sono di questo modo, che comprende anche la parte considerata virtuale.
    Insomma, non prendiamoci troppo sul serio sui social!
    Buon pomeriggio!

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  7. ...se lo fossimo proprio tutti, ma proprio tutti tutti tutti... si, direi di si!

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    1. Certo un post portato all'eccesso il mio. Un'utopia

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  8. Beh, il discorso rientra nella sincerità in generale, anche quella offline.
    Tipo, ti immagini che arrivi al lavoro e invece di dire "Buongiorno" al tuo collega gli dici "Purtroppo devo passare un'altra giornata accanto a un rompicoglioni come te"... Meglio un'educata bugia ;-)

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    1. In realtà è così, ma molti dietro i social sono leoni

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  9. Molti intendono i social come la vetrina per la propria parte più candida, sapendo che vengono utilizzati più per gossip che per le loro effettive potenzialità (forse avevo già espresso un commento simile in passato prprio in queste pagine).

    Purtroppo è solo il trionfo dell'apparenza e penso che a farne le spese siano le persone realmente candide: la loro vera realtà si mischia a quantità immense di ipocrisia.

    Se accadesse mai quanto da te ipotizzato (come nel film bugiardo bugiardo), personalmente mi divertirei tantissimo, e spero di essere avvisato nell'eventualità, non essendo un utilizzatore costante dei mezzi di cui sopra.

    Allo stato attuale delle cose, prevedo un flop colossale nell'inserimento del tastino dislike, a meno che non diventi in qualche modo anonimo... e il ciclo si ripete :P

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    1. non lo vedo proprio il dislike

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    2. Lo hanno annunciato qualche giorno fa, penso ci sia da attendere un po' per i tecnicismi, sempre che non invertano la rotta.

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