martedì 22 settembre 2015

Leggere secondo la propria inclinazione

Screen Wikipedia
«Ci si dovrebbe lasciar guidare, nelle letture, solo dalla propria inclinazione: quello che si legge per una sorta di senso del dovere porterà ben poco vantaggio.»

Da qualche tempo, lo avrete notato, mi piace iniziare i post con delle citazioni di personaggi illustri. Catturano l’attenzione e attraggono immediatamente il lettore e con un semplice rilettura al momento del copia e incolla stimolano anche il sottoscritto nella stesura dell’articolo stesso. 

La frase presa in esame oggi e di Samuel Johnson, critico letterario, poeta, saggista, biografo e lessicografo britannico, spesso citato semplicemente come Dr Johnson, è tratta dalla biografia Vita di Samuel Johnson scritta da James Boswell

Ora credo sia molto semplice capire dove voglio andare a parare. 

Nel post Cinque libri che mi hanno obbligato a leggere avevo già toccato in maniera simpatica questo problema, ma credo che l’analisi debba essere fatta in maniera più profonda. 

Purtroppo credo che tutto quello che ci ruota attorno, scuola, mezzi di informazione, mode e altro ci sbattono davanti agli occhi testi che non sono assolutamente in linea con la nostra inclinazione. 

A scuola, specialmente ai tempi delle medie inferiori, non ho mai digerito i classici che mi propinavano e che ero obbligato a leggere e più di una volta mi sono chiesto perché non si sentiva parlare di Giulio Verne o Salgari, autori di romanzi che visualizzavo ancora prima di leggere. 

Ma lo stesso posso dire delle vetrine delle librerie che tuttora propongono titoli astrusi e molto spesso lì solo per delle motivazioni marketing e per battage pubblicitari.  Ma questo è solo la punta dell'iceberg.

Negli anni, non so quanta gente  ho conosciuto che lavora in ambienti dove sono richieste qualità spesso completamente all'opposto di quelle che potrebbero esaltarle e soltanto perché nelle loro crescita hanno incontrato libri sbagliati e quanta gente non ha letto libri per i suggerimenti sbagliati dati da altri. 

Perciò mi ritengo un fortunato di non essere finito così. Devo possedere una specie di detector incorporato che mi consente di andare a colpo sicuro nella scelta dei libri e forse è per questo motivo che sposo in pieno le parole di Samuel Johnson

Ma è naturale che fa fede il vostro sentimento e punto di vista in merito alla questione. 

Grazie per la lettura!

23 commenti:

  1. E' terribile leggere qualcosa che non accende il nostro interesse,come mettersi un'incudine sulla testa :-D Ricordo anch'io i testi che a scuola eravamo obbligati a leggere,un incubo che sembrava non aver fine...quanti sbadigli su quelle pagine ! Concordo pienamente quindi con quanto detto da Samuel Johnson nella frase che citi in apertura al tuo post,niente di più vero !

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  2. Concordo anch'io con la citazione di Samuel Johnson. Comunque mi ritengo fortuna alle elementari avevo una maestra molto moderna (1968-1973) , ci faceva leggere le poesie di Gianni Rodari e il mio primo libro, sempre consigliato da lei, e' stato "Il giornalino di Gian Burrasca". Alle superiori e' stato pu' tragico ...i classici obbligatori ! Ci si sfogava a casa con altro !

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    1. alle superiori siamo già un po' più smaliziati, ma alle elementari e dura leggere certe cose
      Grazie Lory

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    2. Concordo, con metodi coercitivi si ottiene ben poco, però vi posso assicurare che ci sono studenti di quarta liceo classico (e anche di quinta) che ammettono tranquillamente di non aver letto mai un romanzo in vita loro...

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  3. Concordo pure io!!!! Leggere i Promessi sposi a scuola era stato un calvario... tanto per fare un esempio,
    Io non leggo le recensioni in giro, Mi fido maggiormente di alcuni blogger :)) (il tuo parlre di Mc Carthy e della sua trilogia wiow!!!)
    Nonostante questo, se il libro non mi ispira ugualmente non c'è nniennte da fare, Non lo prendo in considerazione,
    Ne sono ben felice! Posso dire di leggere libri che mi piacciono anche se magari salto da un genere all'altro a seconda del momento.
    Ecco! Alla citazione aggiungerei "del momento" subito dopo inclinazione. Almeno per me...

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    1. Sì, vero, il tempo e le inclinazioni cambiano
      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato la Trilogia del confine

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    2. Molto Ferruccio!
      Però, vedi, tu ne hai parlato. Mi ha incuriosito. Ho cercato on line e poi mi sono detto sì. Anche se il tuo non è stato un consiglio ma una chiacchierata
      Ed è la stessa cosa che faccio sul mio blog quando parlo di un ibro che ho letot. Non lo consiglio. Esprimo quello che ha fatto nascere in me.

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    3. Infatti, non faccio recensioni proprio per quel motivo. Se un libro mi è piaciuto lo dico, naturalmente io prediligo l'aspetto soggettivo

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    4. La pensiamo alla stessa maniera allora!
      Anche se così a volte la curiosità è ancora più stuzzicata.

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  4. Anch'io mi lascio guidare dal mio radar. In alcuni casi è la vista di una copertina o il titolo ad accendere l'interesse. "Dio di illusioni" di Donna Tartt, che poi è entrato a far parte dei miei 100 libri fondamentali, lo scoprii proprio grazie alla copertina, che già dalla distanza mi attirò dagli scaffali di un supermercato.

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    1. Di solito quando vado in libreria so cosa comprare, ma capita apure a me qualche folgorazione

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    2. Cosa comprare sì.. lpultimo libro di Monntalbano! :))
      Altrimenti folgorazione!!! Il 90/95% delle volte

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  5. Senso del dovere... :D Non mi piace affatto la citazione, perché banalizza la questione. Che riassunta, per me, suona così: se io leggo SOLO quello che credo mi piaccia, andrò poco lontano. Se io sono curioso e cerco di sperimentare, anche provando a leggere qualche titolo che non è esattamente nei miei pensieri ne ho sicuramente giovamento. Se compio un percorso scolastico devo imparare, il che non sempre coincide col piacere personale. Ma è "accademia" e serve, anche laddove ci lascia un ricordo negativo, una sensazione spiacevole.
    Se parliamo di lettura come passatempo puro, beh, non possiamo nemmeno fare considerazioni delle porcherie editoriali più recenti, ché, se lo scopo è meramente lo svago, vanno benissimo.
    E odio anche la tabellina banalotta di Pennac ;) Dai, che oggi faccio l'antipatica! XD
    Mi piace molto un pensiero di Murakami, che spesso è interpretato come più aggrada/conviene, ma che racchiude, a mio avvio, la vera essenza della lettura e del lettore
    Se leggete solo i libri che tutti gli altri stanno leggendo, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando.
    Buon pomeriggio ^_^

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    1. Belle anche questa citazione
      Per quello che tu dici di Johnson io la trovo invece molto profonda, e principalmente per le scelte di ambienti accademici. Penso a quei professori universitari che ti fanno fare gli esami sui loro testi, penso alle scelte "politiche" delle scuole

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    2. Saggio Murakami! Per me, ha pienamente ragione. E' un uniformarsi alla folla invece di essere u ndividuo senziente e che ragiona con la propria testa.

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    3. Si impara anche da quelle esperienze negative, il confronto non è mai troppo. Se tutto fosse lasciato all'inclinazione personale, penso che, realisticamente, troppe persone si fermerebbero lì, a tre passi, davanti ai loro piedi.
      Si può sempre dissentire e anzi sviluppare uno spirito critico acuto, ma occorre esercizio e metodo. Non è che si nasca "imparati" ;) Lo schifo - vero - per i Promessi sposi letti (letti... è una parolona!) durante il liceo, si è trasformato in sorpresa e ammirazione per quel libro molti e molti anni dopo. Nel mezzo ci sono stati studi e letture scelte per inclinazione, scontri con il pensiero scolastico, valutazioni ecc.
      Se mi devo fare un'idea, devo anche "scontrarmi" in qualche modo con ciò che non mi appartiene almeno nell'immediato. Spesso sono muri mentali nostri. Non sempre, va da sé. Diciamo che non amo gli assoluti di sorta, i percorsi lineari non mi convincono ;)

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    4. Noio ho fatto il post "banale" citando delle problematiche "banali" e popolari e hai ragione, ma credo che Jonhson intendesse la citazione in maniera filosofica e sotto quell'aspetto dal mio punto di vista non fa un grinza.

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    5. Ferruccio, ma diamine... sono io che rompo le scatole, dai! XD
      Non ho ragione e il post non è come dici, anzi si presta a troppe possibili discussioni (in senso positivo) :D
      Ma sai che mi appassiono e che non so tacere!

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    6. va bene allora
      e allora rompi di più :*

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  6. Concordo anch'io pienamente con quanto hai scritto. Mi è capitato un sacco di volte di "dover" leggere qualcosa, mi viene in mente 1984 alle medie, il piccolo principe ancora prima, esperienze fastidiose ma che per fortuna non mi hanno impedito di diventare un'accanita lettrice. :)

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  7. Parole sagge, quelle di Samuel Johnson! Se per motivi tuoi sei già stato catturato dalla lettura, un po' di dovere fa poco danno; ma se ti accosti alla lettura per dovere, rischi di metterci una croce sopra. Non mi capacito che per le nostre scuole la letteratura si sia fermata a Hemingway e Pirandello.

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