domenica 20 settembre 2015

Il cibo dei nativi americani

Conoscete molto bene la mia passione per il west e per nativi americani. Ora per quanto riguarda il mondo western, già da tempo, grazie ad alcuni amici, ho pubblicato un articolo di grande successo dal titolo Cibo Western

In compenso non ho mai dedicato nulla che illustri in qualche modo il cibo e la base alimentare dei nativi americani. Lacuna che colmo (anche perché più di una volta mi è stato richiesto) oggi, domenica con questo semplice post divulgativo ideale per la mia rubrica di cucina, realizzato basandomi sui saggi e sui romanzi in mio possesso. 

Quasi tutti, penso, sono a conoscenza del fatto che la più importante coltura alimentare dei nativi americani era il granturco (noto anche come mais, dal nome Taino con cui veniva identificata la pianta). La maggior parte delle tribù indiane d'America è cresciuta grazie al mais e perfino le tribù che non la coltivavano erano solite scambiare il prezioso alimento con quello che potevano offrire in cambio. 

Altre importanti coltivazioni sono i fagioli, la zucca, i girasoli, il riso selvatico, le patate, le patate dolci, i pomodori, i peperoni, le arachidi, avocado, papaia, e il cacao. 

Molto importante (e in questo caso si pensa subito alle tribù delle pianure) era la dieta a base di carne. Le carni preferite erano quelle del bufalo, dell’alce, del caribù, del cervo, del coniglio, del salmone e degli altri pesci, dell’anatra, dell’oca, del tacchino e altri volatili. Per le tribù costiere invece erano le vongole, i frutti di mare e altri molluschi a farla da padrone, ma anche i mammiferi marini come le foche e le balene potevano essere serviti a tavola. 

Bisogna però specificare che quasi tutti gli animali che vivevano nelle Americhe in tempi antichi sono stati aggiunti al menu, anche animali che propriamente apprezzati dal nostro palato occidentale, come ad esempio porcospini, scimmie, serpenti e cani. 

Va detto che molte tribù avevano forti convinzioni contro lo spreco del cibo e quindi, quando un animale veniva ucciso, anche solo per autodifesa, veniva mangiato. 

Altri alimenti che potevano essere trovati in maniera del tutto naturale in America e che sono stati spesso fonte di sostentamento dei nativi sono le uova, il miele, lo sciroppo d'acero e lo zucchero di canna, il sale, la frutta secca (arachidi, pinoli, anacardi, noci e ghiande,) la  frutta di stagione (mirtilli , fragole, lamponi, prugne selvatiche e uva fragola), e naturalmente una grande varietà di fagioli, radici e verdure selvatiche. 

Alimenti che potrebbero non far rimpiangere la nostra dieta mediterranea o sbaglio? 

Grazie e buon appetito. 

Fonti: La cultura dei nativi americani

13 commenti:

  1. Alimenti vari e tanti sono stati importati in Europa dalla scoperta dell' America come i pomodori , peperoni , patate , cacao e tanti altri... Ho avuto modi di vedere tante varieta' di mais a Terra Madre portati dal Texas , Arizona e altri stai limitrofi. Molto particolare il mais di colore viola/nero . Per non parlare anche di altri prodotti che citi come lo sciroppo d'acero e il riso selvatico, tutti possono essere usati anche nelle nostre ricette, a parte alcuni tipi di carne ... Importante alla fine e non sprecare il cibo e in questo tutte le popolazioni di un tempo possono essere da esempio.

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    1. Tante cose che adoro del cibo lo devo all'america

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  2. Erano decisamente dei buongustai,a parte la sezione carne che li vede cibarsi di animali a noi ( anzi a me) impensabili da mettere in bocca :-D ...hai ragione Ferruccio,niente da invidiare alla nostra dieta meditteranea; sicuro non può dirsi altrettanto dell'attuale cucina americana che li vede massimi consumatori del cosidetto cibo-spazzattura,sbaglio se dico che sono al primo posto per quanto riguarda l'obesità? Non hanno fatto tesoro della cucina dei loro avi !

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    1. Insomma nei film non si vedono indiani magri

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  3. Non ce lo vedrei Toro Seduto a devastarsi di lasagne :-)

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  4. Anche per quanto riguarda la dieta alimentare, i nativi ci ricordano che la natura e la nostra Terra devono essere rispettate. Consumo razionale e nessuno spreco. Almeno ci si ispirasse -_-
    Buona serata! ^^

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    1. Nessuno spreco, due termini davvero belli
      Grazie

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  5. Interessante articolo, grazie. Mi piace ricordare il rispetto che i nativi americani hanno per il cibo e per le creature che lo forniscono. Ma loro dimostrano rispetto per tutto, mi pare.

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  6. Concordo in pieno. Era una alimentazione molto sana ma a quei tempi il mondo non era ancora inquinato come oggi è il cibo comune non era ancora spazzatura come è oggi. Se uno vuole cibo di qualità deve spendere tempo e denaro ( io lo faccio perché ci tengo, poi magari non vesto bene) . Basti pensare che il mais oggi in America è solo transgenico. Infine le specie protette: ad esempio il salmone non credo che lo avrebbero mangiato se sapevano che c'è nera poco né tantomeno onorato di rosa !

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  7. Sono a chiedere perchè nel loro modo di alimentarsi non hanno mai inserito delle verdure. Cioè sembra non abbiano mai provato a fare un orto. ok le patate, i pomodori, i peperoni, i peperoncini, il mais, forse le carote ma non si parla di foglie. forse causa del terreno o dell'acqua? cara marina sicuramente si potrebbe ancora adesso fare quel tipo di vita, non ti preoccupare non è il tuo piccolo salmone a diminuire il quantitativo mondiale visto che il 60% viene buttato perchè scade sugli scaffali. spero che la maggior parte degli ortaggi abbia ancora una parte del dna originario che non vede l'ora di uscire fuori. come? basta lasciarlo vivere in modo naturale e tornerà selvaggio (così vale per le fragole). torniamo ad avere il contatto ed il rispetto per la natura gli ultimi preistorici non si sono evoluti per non rovinare l'equilibrio

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    1. Temo siamo giunti al punto di rottura. se non si butta il denaro non salveremo più nulla

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