domenica 2 agosto 2015

Pane e Alessandro Manzoni a colazione

Il valore che riveste il pane per il sottoscritto lo conoscete molto bene. Se così non è, date un’occhiata al post Buono come il pane di qualche anno fa. 

La mia colazione, il mio primo pasto della giornata inizia sempre con del pane integrale, miele, salumi o formaggi (un po’ come i tedeschi ) e credo sia un alimento di cui non sia passato giorno (tralasciando lo svezzamento e qualche digiuno forzato) senza che ne abbia mangiato un pezzo. 

Dopotutto anche Alessandro Manzoni doveva esserne ghiotto, visto che ne’ I promessi sposi il pane ha una grande rilevanza. Appare infatti in ben tre momenti: 

«Al pane», disse Renzo, ad alta voce e ridendo, «ci ha pensato la provvidenza.» E tirato fuori il terzo e ultimo di que' pani raccolti sotto la croce di san Dionigi, l'alzò gridando: «ecco il pane della provvidenza!» 

Costui [il gran cancelliere Antonio Ferrer] vide, e chi non l'avrebbe veduto? che l'essere il pane a un prezzo giusto, è per sé una cosa molto desiderabile; e pensò, e qui fu lo sbaglio, che un suo ordine potesse bastare a produrla. Fissò la meta (così chiamano qui la tariffa in materia di commestibili), fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto, se il grano si fosse comunemente venduto a trentatré lire il moggio: e si vendeva fino ad ottanta. 

«Queste cose,» disse [fra' Cristoforo], «non fanno più per me; ma non sarà mai ch'io rifiuti i suoi doni. Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un pane, perché io possa dire di aver goduto la sua carità, d'aver mangiato il suo pane, e avuto un segno del suo perdono». 

Riprendendo un attimo il contenuto del mio secondo paragrafo del post, il pane è presente anche nella vostra prima colazione o cominciate la giornata con qualcosa d’altro? 

Grazie della lettura.

22 commenti:

  1. Sempre presente. Senza contare l'aspetto liturgico e simbolico del pane, credo che sia considerato importante in tutte le culture, come paradigma che trascende la semplice funzione alimentare.

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  2. Non faccio colazione.... però pranzo e cena senza pane non si mangia. E come si fa?????
    Diceva mia nonna che il pane era la biada dell'uomo e lei, in tempo di guerra, chissà che pane mangiava... non aveva farina!

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    1. Io se non faccio colazione muoio
      anche dalle mie parti durante l'ultima guerra non c'era farina per il pane. Mangiavano farina di castagne

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  3. La mia colazione è estremamente variabile a seconda delle circostanze: all'80% è composta da caffelatte (più caffè che latte a dire il vero) in tazzone mug a cui associo una brioche (ultimamente dei croissant ai cereali con crema di latte, ahimè confezionati, ma alla praticità non si comanda), il restante 20%, corrispondente perlopiù alle visite ai miei genitori o a estri personali in cucina, comprendono -oltre all'immancabile flebo di caffè, lattato o meno- torte fatte in casa (mi sono specializzato in quella di mele), cereali o i waffle fatti da mamma con apposito strumento (in abruzzo c'è tutta una tradizione a riguardo tra l'altro) spalmati con creme o marmellate fatte in casa.

    Non devo dire quale preferirei fare sempre, penso che i fatti parlino da soli :D ma ci si accontenta.

    E per riprendere il tema pane, facendo un tuffo nel passato, ricordo qualche colazione arzilla a base del cosiddetto "pane e pomodoro": pomodorini quelli tondi, mezzi rossi mezzi verdi, letteralmente spremuti a volte su pane di semola, a volte su friselle, un pizzico di sale, un giro d'olio et voilà. Tutto rigorosamente fornito da madre Puglia, terra di origine dei miei genitori.

    Conoscendone il gusto, non mi meraviglia vedere quello di Altamura in cima alla tua classifica nell'altro post, come non mi meraviglia la difficoltà nel trovarlo in luoghi lontani dalla Puglia. Qui a Torino ci sono pochissimi negozietti da cui comprarne, gli altri sono solo "imitazioni" che poco si avvicinano alla sola idea, figurarsi al gusto.

    Se non l'hai mai assaggiato, ti consiglio anche quello calabro (personalmente ho provato quello che fanno nelle zone di Catanzaro e Cosenza): anche questo a pasta gialla, molto compatto, e con un gusto abbastanza particolare, riconoscibile insomma.

    Mamma che fame :P

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    1. Mai provato il pane calabro. Dopo tutta la fame che mi ha fatto venire con il commento credo che andrò a cercalo

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    2. Pane di Altamura? Squisito!!!!
      E quello napoletano? Mi portavano forme rotonde, grandi, scure.... per quindici giorni ne avete...sìììì come no! Dopo 5 non ce n'era più.

      Scusa l'off topic Ferruccio ma il commento di PiGreco è..... peccaminoso!!!! ahahahahhaha

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  4. Il pane è sempre presente,acquistato oppure preparato da me ;-D ! Accompagna sia il pranzo che la cena,ma a colazione mai,mi accontento di un caffè e uno yogurt per iniziare la giornata !Credo proprio che il pane sia il cibo più importante per l'essere umano ,di qualsiasi etnia esso sia .

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    1. Senza dubbio, devo indagare un po' sulle abitudini dei cinesi. Non ho mai sentito parlare del pane cinese

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    2. Lo mangiano anche loro Ferruccio ;-) è diverso dal nostro,loro lo cucinano a vapore ( ho cercato su google naturalmente)...comunque quelli che abitano nella mia città si godono alla grande le specialità dei nostri panifici !

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    3. Mi intrometto di soppiatto :P

      Il Mantou, come diceva giustamente Marina, è un panino cotto al vapore, utilizzato in poche regioni della Cina (a nord) dove non coltivano il riso. Però differentemente dalle altre regioni, non lo usano come accompagnamento ai pasti, tranne rari casi, cosa che invece fanno con il riso. Considerando poi le loro abitudini alimentari, tipo quella che prevede che sulla tavola sia servito tutto il pasto completo e che si mangi tutto senza un "ordine" apparente, la faccenda si complica.

      Per tutti gli altri utilizzi, rimando a fonti più autorevoli del sottoscritto :P

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    4. Bene, ho imparato qualcosa di nuovo anche oggi!
      Ero del tutto ignorante. Grazie!

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  5. Anche io come Pat tendo a non fare colazione, se capita caffè e "quel che c'è" XD
    Il pane è, per me, il cibo per eccellenza: se dovessi farne a meno, mi dispiacerebbe parecchio! Anche se bisogna sapersi adattare alle situazioni nelle quali ci si può imbattere nel corso della vita (vedi zia sessantenne che ha scoperto di essere celiaca :P).
    I passi che hai scelto dai P.S. sono tutti molto belli e significativi: certamente il pane in quel contesto si fa simbolo, ma, nonostante sia palesemente inscrivibile nell'ambito della religione cristiana, per come la vedo io ha un valore universale (fratellanza, altruismo, carità).
    Buona domenica! ^^

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    1. Sì, è vero il pane ha un valore universale

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  6. Ecco, ecco, devo andare a fare la notte (di solito non ceno se no mi viene sonno) e con tutti questi discorsi mi avete fatto venire fame...

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  7. Vi penserò quando il mio esile corpicino sarà squassato dai morsi della fame, sopratutto PiGreco con la sua disamina particolareggiata da attentato alla dieta. Yuk.

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  8. Sempre pane a colazione, pane del giorno prima spalmato di marmellata di casa -in questi giorni di susine e more!-

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