martedì 28 luglio 2015

Leggere libri e blog in lingua originale

Sabato pomeriggio mentre mi trovavo in una villa dell’alta Brianza in attesa di un concerto mi sono ritrovato con alcuni amici a discutere dell’importanza di vedere i film in lingua originale

Il discorso che ne è nato, seppur mantenendo dei toni leggeri, non fa una grinza per conto mio e non può che trovarmi d’accordo. D’altra parte avevo già parlato della questione nell’articolo Italiani, solo piccoli provinciali

Un ulteriore riflessione personale però mi ha invitato, in un secondo tempo, a estendere il discorso anche ai libri che si è soliti leggere, senza dimenticare anche blog e ai siti che siamo soliti visitare e ora eccomi qua con questo post estemporaneo e non pianificato. 

Ormai leggo moltissimi libri in lingua originale, sia in inglese sia in spagnolo: due lingue sempre in fase di aggiornamento. 

Le prime volte che lo facevo mi limitavo a scegliere libri che già conoscevo molto bene e li rileggevo in lingua originaleL’ho fatto con Fiesta, con Il grande Gatsby, con Cent’anni di solitudine e con qualche altro titolo. 

Poi dopo essermi accorto che i risultati arrivavano sono passato direttamente all’acquisto di libri in lingua originale. Lo stesso discorso vale per il web

Alcune tematiche che adoro (serpenti velenosi, nativi americani, cultura flamenco) offrono sul web una miriade di contenuti che sarebbero introvabili cercati in lingua italiana, ma credo sia solo una punta dell’iceberg visto che non oso pensare a cosa potrei trovare riguardo a Hemingway e altre particolarità che caratterizzano spesso il mio blog. 

Posso tranquillamente dire che metà delle mie letture non siano in Italiano. 

Certo non tutto viene recepito immediatamente in alcuni casi devo ricorrere alla traduzione automatica e per quanto riguarda i libri mi devo affidare ai vocabolari, ma l’immedesimarsi in un mondo che sembra on appartenerci riempie di soddisfazione, molto più che perdersi in traduzioni non sempre eccelse. 

Vi confesso che un po’ alla volta mi sto applicando pure in qualche piccolo esperimento di scrittura, spinto dal desiderio di approfondire ancora di più le conoscenze e ampliare le possibilità di blogging, ma ne parleremo in un altro momento. 

Ora però lascio a voi la parola. 

Grazie per la lettura.

20 commenti:

  1. Io avevo uno stupendo libro con tutte le principali opere di Shakespeare, era fatto in doppia lingua , italiano ed inglese.
    La cosa veramente ma veramente figa è che c'erano le note sulle frasi e dato che il Sommo scriveva in un inglese di centinaia di anni fa, non bastava la sola traduzione, ma c'era anche la spiegazione del significato di quelle parole dell'inglese arcaico.
    Il bello del leggere in lingua originale ( specialmente in inglese) è proprio questo: ti fa capire un modo di pensare e di esporre le cose che a volte è molto diverso dalla normale 'traduzione', nonchè ti fa conoscere tantissimi termini sconosciuti.
    A chi vuole imparare bene una lingua, consiglio vivamente di leggere e guardare programmi tv e film in lingua originale, credo sia uno dei modi migliori per carpirne i tanti segreti.
    Confesso che è un po' che non lo faccio più, mi limito a leggere gli articoli in lingua originale e come te, mi aiuto col traduttore automatico in caso di difficoltà

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  2. Ormai la maggior parte dei libri che compro è in inglese. Spesso si tratta di opere che temo che non verranno pubblicate in Italia e comunque anche quando questo succede capita di dover aspettare anni. Aggiungi che a volte le traduzioni non sono proprio curatissime.

    Per i blog, è chiaro che conoscendo l'inglese posso trovarne molti di più e tra quelli alcuni molto interessanti perciò conoscere l'inglese permette di espandere notevolmente le possibilità in questo senso.

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  3. Io penso che in generale - a meno cioè che non lo si faccia per ragioni di esercizio o per una fascinazione specifica per una determinata lingua - penso sia meglio leggere testi tradotti. Il motivo è che per trarre un'equivalente risposta emozionale dalla lettura dovresti essere in grado di pensare in una lingua straniera esattamente come nella tua lingua madre e questo è qualcosa che pochi sono in grado di fare. Poi in genere, per lo stesso motivo, quando leggi un testo in una lingua straniera leggi in realtà una tua traduzione improvvisata e anche in questo caso parte dell'effetto della storia va perduto.

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  4. a meno cioè che non lo si faccia per ragioni di esercizio o per una fascinazione specifica per una determinata lingua
    questo è il motivo principale per i libri. d'latra parte i primi che ho letto in lingua originale sono libri che conosco a memoria in italiano e sono sostanzialmente d'accordo con te per quello che riguarda la narrativa. Con la saggistica invece la vedo tutto all'opposto

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    1. Sì, sono d'accordo. Infatti aspettavo la tua risposta per aggiungere la postilla che il discorso vale solo per i romanzi, non per saggi e blog.

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  5. Non ho la capacità che di leggere in francese, e talvolta lo faccio. Penso che si possa percepire meglio lo stile e la sensibilità di un autore.
    Quello che dice Ivano è vero... bisognerebbe essere sostanzialmente in grado di pensare nella lingua letta. Ma! :D
    Da qualche tempo mi sono imbarcata sul Pequod, con Pavese :D La traduzione è del 1932 (non mi dispiace ed è molto bella), ma è parecchio "personalizzata" (questo mi è stato detto da amiche che stanno leggendo in originale e confrontando, tanto da preferire a quella che sto leggendo io, l'ediz. Newton Compton). In definitiva... avremo sempre a che fare con una traduzione, anche quella nostra, mentale... e allora perché non leggere in originale?

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    1. Essere capaci di tradurre al cento per cento sarebbe un sogno.

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  6. Bene, ho piacere di constatare che il cerchio dei "pazzi" è più ampio di quello che sembra. Vale anche per me (limitatamente all'inglese) la passione di cimentarmi nella visione di film o nella lettura di romanzi in lingua originale. Faccio fatica, ma è un esercizio fantastico e divertente.

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    1. Non siamo pazzi Massimiliano, ma è vero che è un esercizio fantastico e divertente

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  7. Penso che la traduzione snaturi almeno un po' lo scrittore tradotto. Non parlo di tutti i traduttori,ovviamente, Ci sono anche coloro che quando traducono cercano di capire cosa volesse dire l'autore ed è importantissimo. Non sono solo le parole che contano in un libro ma anche le sfumature, il pensiero che c'è dietro.
    Il mio problema è che sinceramente oltre all'italiano non parlo altro. :(

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    1. Sì, una cosa tradotta la vedo anche io snaturata. Lo colgo molto bene nei film, nei libri...

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  8. Troppa fatica per una come me che non ha un ottimo rapporto con le lingue straniere :-( però posso garantirti che ogni tanto mi diletto nella lettura di racconti e poesie in dialetto anzi in LINGUA sarda ,la mia seconda mamma ne scrive di bellissime aggiudicandosi anche diversi riconoscimenti nei concorsi !

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  9. Da laureato in lingue dico che secondo me questo "obbligo culturale" della lingua originale è un po' pretestuoso. E allora i romanzi di autori giapponesi e cinesi, che faccio, non li leggerò mai perché tradotti in italiano sono "da provinciale"?...
    Credo che non ci sia nulla di male a leggere tradotto, purché il traduttore sappia fare bene il suo lavoro ;-)

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    1. Vero quello che dici, ma ho costruito il post basandomi su libri che conosco a memoria: è quella la realtà. E poi facendo qualche assonanza con il cinema si fa in fretta a tirare le somme :-D

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  10. Il latino conta? :P Se sì, potrei raccontare di quando, da giovanissimo -sigh-, una ventata di follia mi convinse ad acquistare le "Satire" di Giovenale, in latino con traduzione a fronte utilizzata a dire il vero ben poche volte, beh ero allenato ai tempi.

    Mettendo da parte questo aneddoto, come anche tutte le altre occasioni scolastiche (specialmente per l'inglese vacanzifero), non mi ho mai realmente provato l'interesse e la spinta giusta per provare a farlo seriamente. Forse scelta sbagliata, visto l'importanza che ha, sempre di più al giorno d'oggi, conoscere bene almeno una lingua in più rispetto alla nostra.

    Rimane il fatto che, avendo a che fare con manuali tecnici che, per la maggior parte dei casi, sono o fatti meglio o non tradotti, l'idea di leggere in straniero anche per passatempo, non mi attira più di tanto. Un domani, magari per casi particolari, chissà...

    Tanto per informazione, sono venuto a conoscenza di un paio di case editrici italiane, che lavorano proprio in questa direzione: cercano autori "bilingue" o disposti a dare più attenzione alle versioni inglesi dei propri romanzi, aiutati dai nuovi formati elettronici e con l'opzione del "print on demand". Bella iniziativa per gli autori interessati, un po' meno per chi acquista visto che la versione italiana -in alcuni casi- ha un prezzo leggermente maggiorato, ma sono scelte.

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  11. Che bravo, spero ci dirai in anteprima del tuo prossimo scritto! Io in lingua originale ho letto solo i pochi libri che amo particolarmente è che rileggo spesso, ma sono troppo pigra per fare un lavoro di traduzione!

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  12. Che bravo! Spero ci dirai in anteprima quando è pronto il tuo prossimo lavoro in lingua straniera

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