domenica 12 luglio 2015

Il caffè secondo Hopkins e vivere di tè

Ne ho parlato così tante volte che ormai anche il mio programma di videoscrittura ne conosce le frasi e i paragrafi. Ma non posso farci niente. 

Ogni volta che per qualche motivo mi trovo a leggere Grande fiume dai due cuori mi trovo inculcato qualche spunto per il blog

Oggi sono i passaggi relativi a Il caffè secondo Hopkins a stimolare la mia fantasia e a permettermi, partendo dalle foreste del Michigan situate su un fiume che sfocia nel Lago Superiore, di redigere un post che ben si adatta alla mia rubrica domenicale dedicata alla cucina:    

Nick estrasse un altro grosso chiodo e appese il secchio pieno d’acqua. Vi tuffò la caffettiera riempiendola a metà, mise dell’altra legna sotto la graticola e vi mise sopra la caffettiera. Non ricordava in che modo fare il caffè. Ricordava una discussione con Hopkins, ma non che posizione avesse preso. Decise di farlo bollire una volta. Si ricordò che quello era il sistema di Hopkins. C’era stato un periodo in cui discuteva con Hopkins per qualunque cosa. 

L’Hemingway di queste frasi è il Nik Adams poco più che ragazzo. Il vederlo all’opera con la preparazione del caffè mi ha ricordato le prime volte che anch’io preparavo il caffè con la moka. Ero molto piccolo quando ho imparato ed è una delle prime cose che ho fatto in cucina.  Ma ce n’è una che le batte tutte. 

La preparazione del tè, per vivere di té

Sono cresciuto a tè. 

Dai quattro anni fino ai quindici, sedici anni (i primi anni di collegio) non ho mai fatto colazione con altro e non solo. Tè e biscotti. E ho imparato molto presto a prepararlo. 

Quando, per qualche motivo, mi trovavo a essere in casa da solo bollivo un pentolino d'acqua e sapevo come nutrirmi.  Sempre con il tè contenuto nelle bustine, non quello sciolto e con tanto succo di limone.  Ci inzuppavo biscotti che avevo la forma di tanti animali. 

Ne ho talmente abusato che ora non sopporto neppure l'odore. In compenso so cucinare  un sacco di altre buone cose.

E voi ricordate la prima cosa che avete imparato a cucinare

Grazie!


12 commenti:

  1. In qualche modo queste descrizioni mi richiamano visioni poetiche dei momenti solitari in cui si prepara qualcosa in cucina come in uno stato di meditazione. La prima cosa che ho imparato a cucinare è stata l'uovo fritto; il caffè è stata la seconda

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    1. Le uova sono arrivate molto tardi con me

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  2. Ma no! :O Pane e tè banditi?
    Adoro il caffè e il tè. Per motivi di intolleranza al lattosio, ho fatto colazione a base di tè e biscotti per decenni (ora son passata al latte di capra e devo dire che, non abusandone, va bene), ma continuo a berne e felicemente :P
    La prima cosa che ho imparato a cucinare... non lo so! In casa, mamma era ed è sempre ai fornelli (cosa che non trovo poi così poeticamente bella come molti ritengono), quindi sinceramente penso di aver sperimentato fin da bambina. Il dramma, quello lo ricordo bene -_-, era l'aiutare nel "taglio verdure" soprattutto in estate, quando gli orti producono in eccesso :P
    E buona domenica Ferruccio! ^^

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    1. No il pane lo mangio
      il tè mi ha stufato ne ho abusato troppo.
      Preparare le verdure non è mica da tutti, complimenti e grazie

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  3. Per essere sincero, il caffè è la sola cosa che ho imparato a fare e devo ammettere non senza un pizzico di soddisfazione che mi riesce pure bene. Ma non ho imparato presto. E' stato quando ho sposato mia moglie, lei mi ha insegnato come si faceva, poi l'ho superata, ma solo in quello ^_^

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  4. La mia prima esperienza in cucina? Brodo di carne salatissimo,una salamoia immangiabile,con tanto di quel pomodoro :-( non solo era immangiabile ma anche inguardabile...vabbè...avevo solo 12 anni :-D ,esperienza "drammatica" per gli altri membri della famiglia !

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  5. Ma vogliamo parlare della cerimonia del tè? :P

    Per rispondere in maniera adeguata al tuo quesito:

    - la prima cosa che mi ha visto davanti ai fornelli (coadiuvato dalla mamma, taaaaaaaaaaaaaanti anni fa) penso sia stato il classico uovo al tegamino

    - la prima cosa che ho imparato a cucinare in maniera degna (e qui ci si avvicina un minimo nel tempo) è stato il risotto ai funghi, l'andare "fuori" per l'università è stato molto prolifico, perlomeno in questo settore in cui di necessità si fa sempre virtù

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    1. Un risotto ai funghi non è mica da tutti!

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  6. La mia prima esperienza in cucina a 11 anni... pasta e piselli salatissima ! Cosi' ho imparato ad usare bene il sale !!!

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