giovedì 30 luglio 2015

Bestemmie, volgarità e pornografia: non nella mia scrittura

All’inizio del giugno scorso, la sera in cui si è svolta la finale di Champions League tra Barcellona e Juventus, ho sentito, quasi senza volerlo, una ragazzina sui quindici sedici anni bestemmiare e sciorinare una sfilza di volgarità nei confronti di un’amica colpevole di aver dimenticato il telefono cellulare. 

La cosa mi aveva sbalestrato mica poco ma nei giorni successivi mi era uscita di mente. Non c’avrei più pensato, se non fosse che il caldo eccessivo di queste ultime settimane, unito alla stanchezza che qualche persona manifesta in questo periodo da addito a tutti i bassi istinti e sentire gente imprecare (per usare un eufemismo), bestemmiare, parlare in maniere sboccata e volgare sembra del tutto nella norma. 

Questo non mi piace. Non ho mai bestemmiato, come non penso di essere una persona volgare. 

D’altra parte questo aspetto emerge chiaramente considerando la mia scrittura. Nella mia scrittura non c’è spazio per le bestemmie e la volgarità e neppure per la pornografia. Raramente ho infilato nelle mie storie qualche parolaccia o qualche situazione scabrosa. Confesso di aver fatto qualche esperimento in chiave erotica nel passato, però più per curiosità che per l’effettivo bisogno di costruire una storia viva e sentita e a distanza di tempo non sono affatto pentito di essermi arenato lungo quella strada. 

Ho capito che bestemmie, volgarità e pornografia, non sono nelle mie corde. L’arte letteraria deve fare a meno di me per quanto riguarda l’erotismo e l’uso delle parolacce. 

Non sono un Miller e neppure un Bukowski e neanche un Easton Ellis (scrittori che in realtà stimo e apprezzo moltissimo). 

Certo la letteratura non è la vita reale e quindi come dovere di documentazione potrebbe anche starci un certo linguaggio. Ma ritengo di essere limitato, tuttavia un vostro pensiero in merito sarebbe molto gradito! 

Grazie!

34 commenti:

  1. Come ho scritto in più occasioni, non credo che il linguaggio letterario debba ricalcare il linguaggio quotidiano, neanche nei dialoghi, e parolacce non ne uso quasi mai nella mia scrittura.
    Diverso il discorso per le situazioni erotiche. La mia Trilogia di Shaula ne abbonda.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be' io non riesco a immedesimarmi, per le situazioni erotiche sono invece estremamente pudico

      Elimina
  2. E' vero, sei una persona molto educata, al contrario di me che invece bestemmio (pure troppo, come diceva la mia povera mamma), ma non lo faccio perchè credo che qualche Dio crei il mio destino, lo faccio perché dove abitato io tutti bestemmiavano, pure mio padre. A parte mia madre e mia nonna ho sempre sentito tutti bestemmiare, e anche in modo molto colorito, ma ormai é un intercalare di linguaggio, una bestemmia per me è un'imprecazione, non é rivolta ad un Dio ( anche se nella bestemmia è compreso il suo nome).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Naturalmente, il mio post non vuole essere una critica o un giudizio verso nessuno, ci mancherebbe. Capisco benissimo!

      Elimina
  3. Alla loro età credo di aver avuto anch'io la bestemmia facile e l'interesse per la pornografia ( che non mi fa schifo nemmeno adesso in verità ), presumibilmente sono dei semplici passaggi adolescenziali, per quanto da una donna fa comunque un certo effetto sentirle.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche da ragazzino non ho mai bestemmiato, ma forse allora ero un po' bigotto

      Elimina
    2. Gli adolescenti bestemmiano per sentirsi grandi, anche ai miei tempi c'erano 14enni che erano una bestemmia continua, ma erano casi rari e soprattutto erano sempre ragazzi, ora è molto più comune e ancor peggio bestemmiano senza problemi le ragazzine.

      Elimina
  4. Io credo che la volgerità sia molto più che usare bestemmie o parolacce. La volgarità è per me quando l'uso di questi espedienti è assolutamente fine a se stesso o del tutto inutile e gratuito. Una scrittura volgare è quella non di classe.
    In passato ho scritto un racconto volutamente volgare (il tema del torneo racconti era proprio la volgarità), uso parolacce e nel romanzo che sto scrivendo proprio in questi giorni c'è proprio una sorta di bestemmia usata come intercalare (identificativo) dal protagonista. Ma davvero, spero di non essere percepito come volgare :)
    Bel post, Ferr! E comunque, per come ti conosco, non saresti volgare nemmeno scrivendo una pagina intera di cazzo cazzo cazzo... perché sei di classe :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. .Moz mi ha letto nel pensiero, anche se io l'ho raccontato in un altro modo

      Elimina
    2. Bene :)
      Quindi, la volgarità è quella insita in gente volgare... tu sei sicuramente salvo^^

      Moz-

      Elimina
    3. *tono scherzoso ON*

      nel romanzo che sto scrivendo proprio in questi giorni c'è proprio una sorta di bestemmia usata come intercalare (identificativo) dal protagonista.

      solo io ho pensato ad un famoso film del '73 tratto dall'omonimo e altrettanto famoso libro? :P

      *tono scherzoso OFF*

      Ma davvero, spero di non essere percepito come volgare

      solitamente si suol dire che una data cosa X è nell'occhio di chi guarda, non me ne farei un cruccio ;)

      Elimina
  5. Ciao, concordo con Miki, in pieno.
    La volgarità a volte si dimostra anche senza bestemmiare o dire parolacce. E' dentro a certe persone,
    Per quanto riguarda lo scrivere, penso che dipenda dai personaggi. Se sono rozzi non possono certo parlare forbito e dire perdincibacco... una parolaccia ci sta,
    E' quando il libro o comunque lo scritto è tutto una parolaccia e una volgarità che lo getto.
    Idem per le scene erotiche. Se ci stanno in quel preciso punto del romanzo/racconto possono anche essere scritte in modo "lieve". Se invece è pornografia della più bassa lega.... no!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo, ma siccome scrivo con un punto di vista personale sono sempre molto cauto. sono sicuro comunque che riesco a descrivere una persona senza essere volgare.

      Grazie Patricia.

      Elimina
    2. Tranquillo! Ci riesci benissimo. Il mio era un discorso più ampio, generalizzato.
      Ciao e buona serata!

      Elimina
    3. Ciao splendore, buona serata a te :-)

      Elimina
  6. Non ho mai bestemmiato e non c'è mai stato nessun feeling tra me, la volgarità e la pornografia ! Sentire certe bestemmie mi fa accapponare la pelle...e si che in certi momenti della mia vita ne avrei avuto DIRITTO di farlo,ma,per usare un tuo termine,non sta nelle mie corde vocali e di conseguenza ho ingoiato i torti subiti.Lo stesso vale per la volgarità e la pornografia,capita che se si sta in compagnia di amici c'è sempre quello più sboccato che riesce sempre e solo ad impostare qualunque discorso su quei toni,si sorride e basta senza mai dare adito e senza mai incentivare il prolungamento del tema ! Per quanto concerne la ragazzina che con il suo modo d'inveire ti ha ispirato il post di oggi,non mi sorprende per niente perchè la gioventù di oggi pensa di essere "splendente" e molto ammirato/a dai propri coetanei...che pena ! Questa gioventù (ma non solo) pensano di poter affrontare qualunque discorso anche senza aver riguardo per le persone che gli stanno (involontariamente) affianco.Voglio raccontarti un episodio che mi è capitato tre sere fa al tavolino di un bar mentre ero con mio marito e una coppia di amici...la coppia seduta al tavolino vicino al nostro chiaccherava tranquillamente delle loro esperienze sessuali come se niente fosse,lui con i suoi LUI e lei con le sue LEI in quanto si trattava di un gay e di una lesbica...non ho niente da criticare sulle loro preferenze perchè ognuno è libero di fare ciò che vuole e di amare chi vuole,ma ti giuro che il loro discorso un pò troppo ricco di particolari avrebbe sicuramente ispirato il re della pornografia.Non sono di sicuro una bigotta ma ogni cosa ha un limite e l'indecenza mi disturba parecchio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La colpa purtroppo non è dei ragazzini ahime. Lo sappiamo bene. Bisogna proporre modelli positivi, e la positività è una cosa che voglio ben mostrare sul mio blog. Cerco sempre di fare molta attenzione in quello che scrivo!

      Elimina
    2. Nei tuoi post non ho mai riscontrato espressioni pesanti e ho notato sempre molta gentilezza nei confronti di chi ti segue...le tua scrittura denota chiaramente la tua riservatezza e la tua educazione(posso chiamarla cosi? ) verso i tuoi lettori e ciò è tanto come "carta d'identità".Per quanto riguarda i ragazzini,il loro linguaggio e il loro modo di fare è come dici tu,colpa di modelli sbagliati che hanno fatto e stanno creando persone sbagliate...mi auguro che nel loro crescere "ripuliscano" la loro vita...e non solo nel linguaggio ;-)

      Elimina
    3. Sì, hai ragione, speriamo si ripuliscano davvero!

      Elimina
  7. Quante questioni sollevate!
    Per quel che riguarda la letteratura, non gradisco il genere erotico, ma magari se leggessi un Miller la questione si porrebbe in altri termini. In questo, sono assolutamente d'accordo con Moz quando dice che c'è volgarità voluta e volgarità gratuita, quella davvero intollerabile per me.
    A volte potrebbe essere necessario ai fini della narrazione utilizzare termini volgari, quindi... dipende. Dipende sempre dalla "bontà" del libro e dalla capacità dello scrittore. Anche in questo caso, se utilizza parolacce come espedienti per supportare il nulla della trama, beh, non è un vero scrittore.
    Leggendo i commenti mi è sembrato che si sia spostato il discorso nella vita quotidiana... e qui sono meno rigida :D Intanto, ci sono abitudini locali sull'uso di termini volgari, che assumono altro valore. E i ragazzini... mah. Credo che siano lo specchio di quello che "abbiamo" insegnato loro. Coi fatti, con le parole e forse con l'assenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Miller e bukowski sono il contrario di volgarità gratuita. Ellis in certi passaggi è schifosamente pornografico ma poi si riscatta sempre alla grande, ma io non potrei scrivere quello che scrivono loro. Per la vita quotidiana la colpa siamo noi senza ombra di dubbio, però sarebbe bello correre ai ripari

      Elimina
    2. Ellis è uno tra gli autori più intelligenti mai letti. E spesso American Psycho viene largamente frainteso: da ritratto/esasperazione di una deriva, quella di quella classe di ricchi anni '80 - gli yuppies - (e anche della deriva personale, che conduce definitivamente al male), a simbolo di qualche libertà personale... ne ho lette di follie a tal proposito! o.O Non c'è nulla di pornografico in senso voyeuristico.

      Elimina
    3. Quello che dici è molto vero. Le descrizione di scene di sesso in AP sono straordinariamente dettagliate che fanno pensare alla pornografica ma trasmettono una tale freddezza che metterebbero a terra anche Rocco Siffredi!

      Elimina
  8. Privatamente uso un sacco di parolacce, anche in modo creativo, ma sui miei scritti ne compaiono solo quando il personaggio o la situazione lo rendono opportuno. In tutte le altre situazioni purifico il mio linguaggio per non urtare gli ascoltatori/lettori, a meno che non sappia di essere in sintonia con l'interlocutore. Le bestemmie, invece, le detesto e non riesco ad abituarmici. Perché dovrei, dici? Perché mi sono trasferita da diversi anni in Friuli, dove la bestemmia è più o meno un intercalare, e mio figlio sta crescendo qui...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti sei spiegata molto bene e mi sembra un buon metodo

      Per quanto riguarda le bestemmie non mi vanno proprio

      Elimina
  9. Lo ammetto, sono un peccatore! Non seriale però :P e cerco, quando la vena non pulsa troppo, di contenere i danni.

    Da un paio d'anni a questa parte, vuoi il lavoro, vuoi la "maturità", mi rendo conto che lo sproloquio è diventato fin troppo mainstream. Volendo tralasciare l'aspetto puramente etico/morale, assolutamente senza superbia e non volendo troppo generalizzare, credo che il problema sia l'ignoranza: non si conosce bene la nostra lingua e ci si accontenta e limita a utilizzare i famosi termini di uso comune, in una sorta di appiattimento verso il basso. Quando poi, con davvero poco, si potrebbero esprimere gli stessi concetti con l'uso di pochi termini puliti in più, ottenendo sicuramente un effetto più incisivo.

    Concordo con chi fa il distinguo tra volgarità gratuita e atta ad uno scopo, però penso pure che ci sia un limite, del tutto personale, come ogni sensibilità, e sia per l'autore che per i ricettori.

    Volendo analizzare più a fondo ogni piega del discorso, rimarremmo su questa pagina per giorni, ma per il momento ti ringrazio per gli spunti di riflessione che ci regali spesso e volentieri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo PiGreco la faccenda è molto più vasta e complessa di come l'ho accenanta, ma è una cosa che sento parecchio nella mia scrittura

      Elimina
  10. Nel privato è meglio che non sai che quello che dico... altro che i turchi, come si dice.
    Concordo con te sulla scrittura, le bestemmie non ce le metto e neanche le volgarità. Non le amo nei libri, quindi non le metto nelle mie storie.
    Ma hai ragione a dire che bisogna essere "tipi da parolacce" nella scrittura, come gli autori citati.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, Daniele non ho mai letto nulla di "sporco" di tuo. E scrivi con molta classe.

      Bei tipetti davvero gli autori citati

      Elimina
  11. Credo che si possano glissare con giri di parole. Se un certo personaggio deve essere un bestemmiatore si può descrivere con una perifrasi (tipo: "Insultò una decina di santi come d'abitudine") senza il bisogno di riportare fedelmente i dettagli...
    Situazioni erotiche talvolta ci sono nei miei scritti, cerco di non essere volgare ma non voglio neppure diventare un censore ottocentesco ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio metodo è quello, quando è necessario. Per quanto riguarda le situazioni erotiche preferisco sia il lettore a immedesimarsi oppure cerco delle belle metafore

      Elimina