lunedì 22 giugno 2015

Il libro più pericoloso da leggere

In uno dei miei primi post legati alla rubrica dei Record Culturali avevo segnalato Il libro più pericoloso del mondo

In realtà allora si trattava di una specie di gioco, un sondaggio per capire se c’era un libro pericoloso per davvero. Adesso a qualche anno di distanza si scopre però che esiste davvero Il libro più pericoloso del mondo o meglio, Il libro più pericoloso da leggere.  

Leggete un po’ cosa scrive Jennaro che ringrazio per questo contributo: 

Su una mensola di un deposito al secondo piano dell'Università del Michigan c'è un libro "stregato" che può far morire chiunque lo legga. 

Non si tratta affatto di uno scherzo, poiché "Shadows from the Walls of Death" (Ombre dei muri della morte), questo è il suo titolo, ha davvero il potere di uccidere chiunque lo sfiori solamente con un dito. 

Di questo libro, il cui autore è un certo Robert Clark Kedzie (1823-1902), sono rimaste solamente due copie in tutto il mondo e si trovano presso l'Università del Michigan. 

I volumi sono stati sigillati in due contenitori protettivi ed ogni singola pagina è stata incapsulata separatamente con una bustina in plastica. Ma "Ombre dei muri della morte" è un volume pericoloso non perché le sue pagine contengono idee estreme o scritte similari. 

Semplicemente, sono costituite da un frontespizio, più prefazione, più 86 fogli ritagliati da rotoli di carta da parati (50x70 cm. circa), con immagini wallpaper impregnate di "arsenico", fatale per gli esseri umani. Per questo motivo chiunque toccasse i fogli a mani nude morirebbe. 

L'autore, il Dott. Kedzie, si era laureato nel 1851 in medicina. Nel 1863 ebbe una cattedra al dipartimento di chimica dell'Agricultural College, sempre nello stato del Michigan, dove il medico ha poi presieduto la commissione "Veleni e fonti speciali di pericolo per la vita e la salute". 

Grazie!

20 commenti:

  1. Un classico. Cerchi una cosa e non la trovi, poi d'improvviso è quella che ti viene davanti agli occhi. Ti ringrazio per avermi menzionato col mio profilo blogger che da un po' ho cambiato con questo plus.

    ^_^

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  2. Ma questo dottor Kedzie aveva creato questi libri come regalo per qualche suo nemico?

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  3. Vai a capire il perchè ha "creato" un libro" con carta impregnata con arsenico,mah...comunque ora sono curiosa di sapere la trama :-D

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  4. E poi dicono che leggere apre la mente.... ahahhhhahahaha
    bello scherzetto ha fatto questo dottore! Chissà poi perchè!

    Vado da Gennaro adesso

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  5. Più che il libro ad essere pericoloso è proprio lo scrittore. :-P

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  6. Questa non la sapevo! :O Che figata! :3

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  7. Ma di scritto c'è soltanto la prefazione?

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    1. vorrei capirlo anche io, che sia un libro solo per aspiranti suicidi?

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  8. Vedo con piacere d'aver destato la curiosità degli amici.

    Dunque, a quanto ho capito io, nella prefazione del libro, il Dott Kedzie aveva descritto il risultato di un suo studio in merito al "pericoloso" utilizzo dell'arsenico come colorante per la carta da parati. Di questi volumi "scientifici" egli ne rilegò 100 e li inviò a scopo didattico a varie Università... che evidentemente devono essersene sbarazzate subito, visto che sono rimasti solo queste due copie.

    ^_^

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    1. sono strepitosi il libro e anche il tuo post

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  9. Ma che idea carina! Uno potrebbe pensare di impregnare le pagine di profumo, per dire, e invece...

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  10. In realtà l'idea l'ha copiata: anche Umberto Eco per la trama de Il nome della Rosa ha preso spunto dal fatto che nel 500 l'inchiostro era a base di mercurio e molti amanuensi morirono probabilmente (le autopsie non si facevano) proprio a causa delle elevate concentrazioni di mercurio con cui erano venuti a contatto nel loro faticoso lavoro. In realtà c'è chi pensa che la lebbra e altre malattie venissero curate con una "medicina-veleno" (la vox media greca "pharmakon") a base di questo metallo. Comunque questo dottore era pazzo, conosco uno psicologo che l'avrebbe sottoposto volentieri ad una seduta psicoanalitica.

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    1. Molto interessante questa tua precisazione e anche le tue delucidazioni.
      Grazie Gianluca

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