giovedì 25 giugno 2015

Cinque luoghi di vacanze presi nei libri

Partiamo subito nello scrivere che per per me non esiste un periodo di vacanza vero e proprio. 

Per me la vacanza è più una questione di testa che di luogo e di persone. Tuttavia nell’immaginario comune il periodo delle vacanze è alle porte, meritato o no che sia. 

Ora se ci sono le disponibilità economiche (ma anche no) ogni luogo della terra è da visitare. Per conto mio non è male trovare spunti per i viaggi sui libri

Conosco la Spagna e la Venezia di Hemingway. Conosco la Costa Azzurra di Francis Scott Fitzgerald e la Parigi della Lost Generation

Insomma più di una volta mi è capitato di finire in un luogo che avevo già conosciuto in un certo qual modo attraverso i libri e ho citato solo quelli legati a scrittori che apprezzo incondizionatamente. 

Anche l’anno scorso avevo postato qualcosa di simile con l’articolo Cinque libri con un viaggio da fare, ma credo fosse più generico. I romanzi e i racconti che segnalo oggi, invece hanno davvero a che fare con luoghi mirati e precisi e, benché in tempi diversi, ritraggono magistralmente dei luoghi in cui voglio andare. 

1 - In fondo alla palude di Joe. R. Lansdale 
Il sud del Texas mi ispira da quando sono bambino. Terra di nativi e di serpenti velenosi, di bistecche grandi come una tavola e idiomi hispanici. Mi manca solo la Colt e il biglietto aereo. 

2 - Grande fiume dai due cuori di Ernest Hemingway 
Sulle foreste che circondano il lago Michigan in campeggio ci andrei di corsa. Che altro posso dire. Al diavolo le zanzare.

3 - Il diario di Julius Rodman di Edgar Allan Poe 
Questo racconto di Poe è per me una meraviglia e l’ipotesi di poter risalire in battello il fiume Missouri è nei miei pensieri da molti anni. Vorrei anche scriverci un libro, adattato ai tempi moderni. Un giorno lo farò. 

4 - La trilogia della frontiera di Cormac McCarthy 
Anche con i tre libri che compongono la trilogia di McCarthy compaiono le stesse motivazioni che mi fanno adorare il Texas di Lansdale. 

5 - Pan di Knut Hamsun 
I paesaggi delle Norvegia li ho visti solo in televisione. Hamsun li narra con una capacità poetica fuori dal comune. Senti quasi l’odore degli alberi leggendo quel libro. Sul circolo polare artico in pieno agosto chi non ci andrebbe per staccare un po’. Non farebbe neppure troppo freddo. 

Grazie!

13 commenti:

  1. I luoghi di vacanza letterari possono in effetti essere un ottimo spunto.
    Può darsi che un giorno ti "copierò" l'idea, riconoscendotene la paternità ovviamente ;-)

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  2. Bei viaggi Ferruccio...
    Io andrei volentieri in Patagonia. Diciamo nel sud del sud del mondo: pampas e Patagonia e Terra dei Fuoco.
    Da Bruce Chatwin, Sepulveda e Coloane.
    Uno solo? Sì, perchè vorrei starci alìmeno 6 mesi, ammesso che bastino....

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  3. Anch'io fin da ragazzo sono stato suggestionato dalla lettura riguardo i viaggi, ma non tanto per il luogo quanto il "mezzo di trasporto": il Tappeto Volante. Confesso che ancora oggi a volte mi sorprendo a "volarci sopra", peccato che si debba subito scendere.

    ^_^

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    1. Sarebbe piaciuto pure a me un tappeto volante

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  4. No io non potrei mai fare un elenco XD
    Andrei ovunque, dall'Inghilterra vittoriana (anche viaggi nel tempo, eccome XD), alle paludi che hai già citato, dall'est Europa fino in Giappone! Ogni libro è un viaggio e un'ispirazione *__*

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  5. Mi accadeva più da giovane di favoleggiare sui luoghi che leggevo. Se dovessi scegliere adesso, forse rifarei il percorso letterario della "Storia dell'occhio" di Georges Bataille, dalla Provenza a Gibilterra, passando per Siviglia.
    Hansum era uno degli scrittori amatissimi da Henry Miller, anche se lui cita soprattutto "La fame".

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    1. Storia dell'occhio ha tutta l'aria di essere splendido, visto che sono stato in tutti i luoghi che ti citi.

      Miller se ne intendeva

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    2. Storia dell'occhio può essere splendido o orripilante a seconda dei punti di vista. Per me è splendido :)

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  6. I paesaggi di Lansdale sono tra quelli che mi restano più addosso. :)

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