martedì 21 aprile 2015

Libri che danno felicità

Spero proprio di riuscire a ottenere le risposte che desidero con questo post. 

Insomma mi auguro che il titolo scelto, Libri che danno felicità si faccia capire e mi permetta di ricevere dei commenti con un bell’elenco di libri: libri che una volta terminata la lettura ti trasmettono un bel senso di soddisfazione, serenità e soprattutto vera e sana felicità. 

Ma, detto tra noi, esistono opere simili? 

Tra i lavori di Hemingway - tanto per partire con il mio primo della classe - ci sono solo il racconto Grande fiume dai due cuori e altri piccole storie di cui mi sfugge il titolo che mi regalano questa sensazione di felicità e di serenità alla fine della lettura. Nelle opere di McCarthy, senza dubbio un altro dei miei autori prediletti, invece non riesco addirittura a pescare nulla, così come con l’amico Lansdale

Tra i cosiddetti libri umoristici - penso a Il giovane Holden o ai Tre uomini in barca - l’umorismo serve solo a fare spallucce e a nascondere problematiche più serie e complesse: c’è poco da essere felici a leggerli, anzi. Capite subito, dunque, che io non posso aiutarvi se non con una percentuale bassissima. 

Forse, in aggiunta ai racconti di Hemingway, soltanto un paio di romanzi di pura evasione di cui non ricordo il titolo mi hanno fatto l’effetto uguale. 

Vuol dire che veramente non esistono libri che danno felicità

Mi rivolgo a voi, dunque. Provate a pensare se nei vostri ricordi ci sono libri che vi hanno trasmesso solo e unicamente una sensazione di felicità. Una qualcosa da arrivare alla fine del libro con una disarmante felicità che vi lascia senza fiato.

Non si parla di qualità del libro e di bravura dell’autore. Non mi interessa nulla di questa cose. Per questo ci sono altri post sul mio blog. Voglio solo sentire parlare di felicità

Grazie per la lettura.

22 commenti:

  1. Vivere! di Yu Hua: nonostante la storia disastrata del protagonista mi ha trasmesso una serenità immensa nell'affrontare la vita, come se oltre le difficoltà ci si possa sempre rialzare e anche se con un po' di solitudine nel cuore s possa trasformare questa stessa in un ricordo, un gioco per la vecchiaia.

    Una sensazione simile me l'ha data Cent'anni di Solitudine di G.G. Marquez, il che per esempio credo sia una cosa tutta personale perché il mio compagno ad esempio è rimasto disarmato alla fine della lettura, scosso profondamente non dalla vicenda in sé quanto dalla sua profondità; a me ha dato il senso di una scheggia di vita che trascorre con tutte le sue contraddizioni, i suoi mali ed i suoi dolori, le sue solitudini, ma ho annusato alla basa un vitalismo profondo da parte dell'autore e quindi non ne ho un ricordo in negativo, tutt'altro!

    Ultimamente mi è capitato di sentire questa felicità con Bonaviri ed il suo 'È un rosseggiar di peschi e di albicocchi', anche qui la storia non è il massimo delle felicità ma è come se a me rimanesse impressa la matrice positiva di questi racconti, come se inglobassi la tragedia nello scorrere delle cose, per questo sono libri che mi hanno dato la 'felicità'.

    Ciao Ferruccio!

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    1. Cent'anni di solitudine anche a me ha trasmesso una sensazione di felicità. Non lo ricordavo ma ora che mi c'hai fatto pensare

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  2. A me viene in mente per primo Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Forse ce ne sono anche altri ma dovrei pensarci...

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    1. Dovrò leggerlo. Mi fido della tua parola

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  3. Non è affatto semplice :D E leggo parecchio! La lettura, in senso lato, mi rende felice.
    Forse potrei indicare Le onde di Virginia Woolf.
    Buona giornata ^^

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    1. No non è affatto semplice. Lo so che era un post difficile. Ma serve per riproporlo più mirato magari più avanti

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  4. Dovrei tornare indietrissimo, e sarebbe una felicità derivante dai ricordi dal contesto^^

    Moz-

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    1. Questo credo sia il problema in cui cado anche io

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  5. Uno dei libri che mi ha lasciato attimi di assoluta felicità e proprio quello di cui sto parlando nel mio blog: STONER di JOHN WILLIAMS.
    La vita normale e speciale di un individuo come noi.

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  6. Subito mi è venuto in mente Siddharta di Hermann Hesse. Lettura serena, leggera e distensiva.
    Pensandoci un po' forse Il Golem di Gustav Meyrink, ma anche in questo caso non parlerei di felicità, ma di serenità e leggerezza.
    Chissà se troverò mai un libro che mi renda felice ? :D

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  7. Non so se posso chiamarla felicità la sensazione che ho provato nel leggere il romanzo "POMODORI VERDI FRITTI " di Fannie Flagg,ma sicuramente è un libro che mi ha fatto stare bene,durante e dopo la lettura.L'ho letto anni fà e ora quasi quasi,visto che il tuo post me lo ha ricordato,lo rileggo ;-) ciao Ferruccio buona giornata !

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    1. Forse è quello che intendo, stare bene.
      Buona giornata a te, Marina

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  8. Non so proprio quale libro indicare, sai Ferruccio.
    Lib ri che mi sono piaciuti e mi hanno dato una grande soddisfazione a che a livello emotivo e non solo di lettura ce ne sono. Il nome della rosa.... L'amante di Lady Chatterley....ad esempio.
    Felicità,... no! Appagamento emotivo, soddisfazione per aver letto quel dato libro sì.

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    1. Ecco appagamento emotivo... forse era quello che cercavo

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    2. Allora decisamente la vicenda di Connie e Mellors. La storia di una rinascita, di una fuga dalla gabbia delle connvenzioni (che io odio).

      Poi anche Cent'anni di solitudine, Gabriella garofano e cannella di Jorge Amado.... vite piene, vissute intensamente, oltre i crucci e i dolori.
      Tutti i romanzi di Amado sono pieni di vita che fa concorrenza alla morte, di fallimenti che si disputano il palcoscenico con i successi, di problemi in eterna lotta con la fortuna. Sì, Amado mi dà appagamento emotivo.

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    3. Cent'anni di solitudine sì, ma letto un libro dove la tristezza, il dolore, la delusione sono descritti quasi in maniera felice come questo

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  9. Invidio te che poni la domanda e chiunque tenti di rispondere. Con la mia memoria a breve termine le letture sembrano finire in un buco nero... penso però che lascino traccia. Sarebbe terribile se davvero sparisse tutto.

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  10. Pure io mi associo al concetto di appagamento emotivo perché felicità è un termine che forse non tutti definiamo allo stesso modo. Il mio elenco vale per quelli che ricordo adesso. Alla ricerca del tempo perduto, cent'anni di solitudine, la montagna incantata, resurrezione, cuore di cane che mi ha suscitato ilarità

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