venerdì 17 aprile 2015

#ilromanzosulweb: incipit

Se siete assidui lettori del mio blog ricorderete quella specie di Meme lanciato a metà ottobre dal titolo I dieci libri preferiti da Ulisse. Un esperimento che ha coinvolto diverse colleghe e diversi colleghi, ma che si è fermato sul più bello. 

Ora potrebbe essere arrivato il momento per qualcuno di riprendere quell’articolo di partenza e di stilare la liste dei dieci libri preferiti di un qualche suo eroe, ma principalmente, per me è il gancio per una altro esperimento. 

Voglio verificare se, partendo da un incipit, è possibile scrivere una storia a catena sul web, dando spazio a tutti coloro che intendono partecipare. L’esperimento si intitola: #ilromanzosulweb (ho creato appositamente anche un hashtag). 

Non so parla di genere. La storia prenderà la direzione più naturale possibile. Che poi nasca un romanzo mainstream, un giallo, un libro di viaggio… be’ sarà il tempo a deciderlo. Non si parla neppure di numero di parole. Uno è libero di partecipare con una frase come con una cartella o un intero capitolo.   

Incipit di partenza: 

Non bisogna tornare a notte fonda e mettersi a letto con brutti pensieri in testa, i sogni potrebbero trasformarsi in veri e propri incubi. È il caso di ciò che successe a #Otium una notte di fine gennaio. Le ossessione presero il potere del suo inconscio e si svegliò al mattino con il proposito di scrivere un romanzo coinvolgendo il più possibile la gente del web. Più facile a dirsi che a farsi: per Mosè separare le acque del Mar Rosso non fu certamente così difficile... 

Il problema sarebbe diventato tenere a bada certi troll che avrebbero potuto inserirsi con scemenze varie in un esperimento in cui credeva. Snaturandolo o rendendolo ridicolo.
Avrebbe dovuto dotarsi di usci blindati per bloccare sul nascere le loro velleità. O di bastoni robusti, 
Ecco la sua vera paura! I soliti "ignoti" e anonimi rompiscatole.


I saldi bastioni avrebbero potuto anche impedire il libero fluire di idee, pensieri e partecipazione. Questo per #Otium era un vero dilemma. 


Ma #Otium era forte e sapeva che niente e nessuno gli avrebbe impedito di portare avanti il suo progetto,cercò quindi di allontanare i cattivi pensieri e si buttò a capofitto nell'impresa,consapevole che la buona sorte avrebbe vegliato su di lui.


Ora, però, doveva fare colazione. Sì, un buon caffè nero con un frutto era il modo migliore per dare inizio a questa sua impresa. Si alzò e andò in cucina per prepararsi il caffè, quando si accorse che giù in strada stava succedendo qualcosa. Il rumore di grida gli arrivava fin dentro la casa attraverso quei vetri spessi e chiusi. Aprì la finestra, una folata di vento gelido lo scosse, la strada era ancora imbrattata di neve sporca e qua e là c'erano mucchi di neve immacolata che davano l'impressione di sentinelle attente. Le grida provenivano da...


l marciapiede opposto. Vide un gruppo di persone che faceva capannello, ma dalla sua posizione gli era impossibile dire intorno a cosa o a chi. Immaginò che qualcuno fosse scivolato sul suolo viscido fratturandosi qualcosa. C'era in ogni caso già fin troppa confusione in strada e #Otium ritenne superfluo aggiungerne altra intervenendo a sua volta. Chiuse la finestra e tornò a occuparsi del suo caffè. 


Mentre sorseggiava la nera bevanda il suo sguardo si posò sull'orologio da parete e solo in quel preciso istante si rese conto che erano quasi le otto e tra meno di un'ora doveva incontrarsi con il notaio per definire l'acquisto di un piccolo cottage,una veloce doccia,un abbigliamento molto casual e diritto giù in strada.All'improvviso senti urlare e voltandosi rivide la scena a cui poco prima aveva assistito dalla finestra,cercò di capire cosa fosse successo e come mai ci fosse anche una pattuglia della polizia;si avvicinò al gruppo e solo in quel preciso istante capi la gravità della situazione,disteso per terra in una enorme pozza di sangue che colorava di rosso la neve, c'era il direttore del teatro cittadino,un piccolo signore molto conosciuto e molto chiaccherato per via di alcune strane abitudini...

Il punto di partenza è questo post. Chi dopo aver letto l’incipit desidera partecipare non dovrà fare altro che mettersi in lista e poi scegliere il metodo di condivisione: blog, social o altro tipo di piattaforma on line. Se la faccenda avrà successo aprirò un blog specifico. 

Grazie della lettura e per la partecipazione.

Contributi:
Patricia
Lafenicerinascedase
Marina
Sinforosa Castoro
Ivano Landi

25 commenti:

  1. Mi butto Ferruccio!
    Sono in lista.

    Posso mandarti la mia parte anche qua se vuoi.

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    1. Va bene mandala subito che l'aggiungo, se vuoi puoi anche segnalarlo sul tuo blog

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    2. Accontentato! :))
      Poi condivido il tuo post.

      #ilromanzosulweb

      Il problema sarebbe diventato tenere a bada certi troll che avrebbero potuto inserirsi con scemenze varie in un esperimento in cui credeva. Snaturandolo o rendendolo ridicolo.
      Avrebbe dovuto dotarsi di usci blindati per bloccare sul nascere le loro velleità. O di bastoni robusti,
      Ecco la sua vera paura! I soliti "ignoti" e anonimi rompiscatole.

      Se va bene... ciaooooo!

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    3. Aggiunto
      anche come contributo, vediamo come va

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    4. Io ti ho fatto pubblicità sul g+ e sul blog.
      Se i lettori non aderiscono li prendiamo per le orecchie... ahhahahahahahah
      Ciao!

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  2. I saldi bastioni avrebbero potuto anche impedire il libero fluire di idee, pensieri e partecipazione. Questo per #Otium era un vero dilemma.

    Il mio piccolo contributo per ora :-)
    La trovo un'idea stupenda, rischiosa ma bella.
    Io ho avuto una piccola esperienza di una ministoria a tre mani su instagram ed è stato molto coinvolgente ed emozionante.
    la effe

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  3. "Ma #Otium era forte e sapeva che niente e nessuno gli avrebbe impedito di portare avanti il suo progetto,cercò quindi di allontanare i cattivi pensieri e si buttò a capofitto nell'impresa,consapevole che la buona sorte avrebbe vegliato su di lui."
    Misero contributo che spero serva ;-)

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  4. Nel caso condivideste, sui vari social: facebook, g+ e twitter usate l'hashtag #ilromanzosulweb grazie

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  5. Ora, però, doveva fare colazione. Sì, un buon caffè nero con un frutto era il modo migliore per dare inizio a questa sua impresa. Si alzò e andò in cucina per prepararsi il caffè, quando si accorse che giù in strada stava succedendo qualcosa. Il rumore di grida gli arrivava fin dentro la casa attraverso quei vetri spessi e chiusi. Aprì la finestra, una folata di vento gelido lo scosse, la strada era ancora imbrattata di neve sporca e qua e là c'erano mucchi di neve immacolata che davano l'impressione di sentinelle attente. Le grida provenivano da...
    Che ne dici?
    Ciao e complimenti per l'iniziativa: mi piace enormemente
    sinforosa castoro

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  6. ...l marciapiede opposto. Vide un gruppo di persone che faceva capannello, ma dalla sua posizione gli era impossibile dire intorno a cosa o a chi. Immaginò che qualcuno fosse scivolato sul suolo viscido fratturandosi qualcosa. C'era in ogni caso già fin troppa confusione in strada e #Otium ritenne superfluo aggiungerne altra intervenendo a sua volta. Chiuse la finestra e tornò a occuparsi del suo caffè.

    Questo è il mio modestissimo contributo. Vedi tu se accoglierlo o meno, ma l'iniziativa mi piace.

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  7. Mentre sorseggiava la nera bevanda il suo sguardo si posò sull'orologio da parete e solo in quel preciso istante si rese conto che erano quasi le otto e tra meno di un'ora doveva incontrarsi con il notaio per definire l'acquisto di un piccolo cottage,una veloce doccia,un abbigliamento molto casual e diritto giù in strada.All'improvviso senti urlare e voltandosi rivide la scena a cui poco prima aveva assistito dalla finestra,cercò di capire cosa fosse successo e come mai ci fosse anche una pattuglia della polizia;si avvicinò al gruppo e solo in quel preciso istante capi la gravità della situazione,disteso per terra in una enorme pozza di sangue che colorava di rosso la neve, c'era il direttore del teatro cittadino,un piccolo signore molto conosciuto e molto chiaccherato per via di alcune strane abitudini..."
    Questo è un altro piccolo contributo,verifica tu se può andare ;-)

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  8. Ferruccio ho scritto due righe anche io! Speriamo siano gradite! :D

    Si diceva che quell'uomo fosse matto, che aspettava ogni sera la chiusura del teatro per salire sul palco e recitare da sé tutte le battute che conosceva a memoria: ogni sera, ogni medesima sera ripeteva quel gesto sempre uguale a se stesso. «Mal di #Solitudine», lo definivano gli inservienti che casualmente talvolta si trovavano ad attardarsi dietro le quinte poco dopo l'orario chiusura.

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  9. Pensò che davvero ora si trovava in una situazione ben strana. Conosceva la vittima seppure in modo superficiale, vero. Non così poteva dire di sua figlia Rachele. Erano amici fin dai tempi dell'università. A dire il vero erano stati anche qualcosa di più che amici per un brevissimo periodo. Cosa fare? Si girò intorno nel vano tentativo di scorgerla ma non ci riuscì. Nello stesso istante sentì la vibrazione del suo cellulare. Doveva rispondere...

    Ecco il mio piccolo pezzo :-)

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  10. Apprezzo molto questa iniziativa.
    Spero di poter partecipare, anche se non sono una bloggher, ma solo una lettrice compulsiva.
    Una possibile continuazione della storia potrebbe essere la seguente:

    #Otium si ricordò subito delle strane abitudini del "direttore" e si chiese se, in fondo, proprio una di queste non fosse la causa dell'incidente: è ben triste cosa per una persona piccola non accettarsi e volere a tutti i costi sembrare più alta e a questo scopo usare scarpe con i tacchi e i sopralzi interni. Ovviamente a discapito dell'equilibrio!
    Sempre che la causa dell'incidente sia una brutta caduta dovuta allo scivolamento sul ghiaccio e non, magari, uno spintone di qualche attore della Compagnia di Attori Itinerante a cui lui aveva negato la disponibilità del teatro cittadino...

    A te la parola!

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  11. A quanto pare la tua iniziativa ottiene successo!!!
    Evvai!!!!!!
    Ciao!

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    1. Tra qualche giorno pubblico un altro post, per vedere cosa fare

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  12. Ti auguro che questo esperimento di scrittura "spontanea" a più voci faccia una fine migliore del mio "Dedalo delle storie".
    Sembra molto interessante, in ogni caso.

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