mercoledì 18 febbraio 2015

Non si mangia con la scrittura

È vero che molti scrittori fanno la fame, ma ci sono scrittori e scrittori e per conto mio affermare che Non si mangia con la scrittura è soltanto una scusa, un luogo comune e soprattutto una lamentela tipica di chi vuole giustificare il proprio insuccesso di natura economica. 

Se io pubblico un romanzo e questo romanzo verrà acquistato e letto da cento persone e chiaro che non mi farà guadagnare. 

Non guadagnerò allo stesso tempo se mi limiterò a regalare i miei ebook e poi a vantarmi del successo solo perché è stato scaricato in rete e letto da cinquemila persone. Ma facendo una piccola indagine è emerso che ci sono diversi autori che guadagnano una montagna di soldi e non solo fuori dall’Italia. 

Ora se penso a certi miei amici che giocano a calcio in prima o seconda categoria e che per vivere sono costretti a fare altri lavori, mi verrebbe da scrivere Non si mangia neppure giocando a calcio. 

Invece: 

James Patterson racimola 94 milioni di dollari all’anno. 

Stephen King, porta a casa 39 milioni di dollari. 

Janet Evanovich, la signora dei romanzi rosa, guadagna 33 milioni di dollari ogni anno. 

John Grisham guadagna 26 milioni di dollari.  

Jeff Kinney, scrittore per bambini,  guadagna 25 milioni di dollari. 

Veronica Roth a 26 anni, con la saga di Divergent, ha guadagnato 17 milioni di dollari.  

John Green, che con Colpa delle stelle, è diventato un fenomeno fra i ragazzi di tutto il mondo, ha guadagnato 9 milioni di dollari.   

Dan Brown ha guadagnato venticinque milioni di dollari solo con il suo ultimo romanzo.  

J. K. Rowling ha guadagnato solo nel 2014, 14 milioni di dollari di diritti.

Gli italiani?

Niccolò Ammaniti, Federico Moccia, Camilleri, De Luca, sono scrittori italiani in grado di vendere più di 100 mila copie all’anno con i loro libri, in questo modo possono pretendere dalle loro case editrici, ancor prima della pubblicazione, anticipi e compensi  variabili tra i 100 e i 400 mila euro.

Di Umberto Eco, di Saviano, di Volo, della Tamaro e di altri autori italiani di grido non ho trovato e non potuto raccolgiere fonti, ma dubito facciano la fame e probabilmente rientrano nel gotha degli autori con anticipi stellari.   

Appare evidente che diventare uno scrittore di successo non è per nulla facile, ma lo stesso discorso vale anche per i calciatori e per produttori di auto, per gli astronauti e per i cantanti, per i musicisti e per tutta una lunga categoria di attività e professioni dove il successo economico è alla portata solo di una piccola parte di persone che si cimentano in quel contesto.  Naturalmente se ci si piange addosso...

Fonti: Finzioni e Forbes

Grazie per la lettura e non arrabbiatevi!

24 commenti:

  1. Ottima 'invettiva'! L'ho sempre pensata così anch'io :)

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  2. Ogni campo ha le sue eccellenze, ma alla base del successo, oltre la grande passione per ciò che si fa, secondo me ci dev'essere una vera e propria predisposizione naturale nella "arte del far soldi". Anche qui ci vuole genio e abilità! :-)

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    1. Jennaro sono d'accordo, ma penso che la professione dello scrittore non sia diversa da quelle di molte altre. Voglio solo dire che in teoria chiunque si butti in questa professione possa arrivare in alto.

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    2. Ma è chiaro che se uno decide che quella dello scrittore sarà la sua attività di sostentamento, a questo punto dovrà darsi da fare per farlo bene, altrimenti è meglio che cambi lavoro. Credo che molti di noi in gioventù abbiamo provato più di un mestiere e poi alla fine abbiamo fatto la nostra scelta. E una volta scelto, poi non abbiamo nessuna scusante, dobbiamo "sfondare"! ^_^

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    3. Non bisogna temere di essere i migliori in un determinato campo

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  3. Penso sia cosi in ogni campo e non credo che alla base ci sia solo la bravura,entrano infatti in gioco diversi fattori,primo fra tutti una bella dose (bella GRANDE) di fortuna,a seguire conoscenze e tanto passaparola...con i libri mi è capitato di leggerne meravigliosi sotto ogni aspetto eppure i loro autori si guadagnano da vivere in altri modi,per loro la buona stella non ha ancora iniziato a brillare !

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    1. Naturale, è vero ciò che scrivi.
      In realtà so benissimo di quanto possa essere duro "fare i soldi" con i libri. Ma non ho mai sentito un calciatore esordiente convinto delle sue qualità e spinto dalla sua motivazione che con il calcio non si guadagna. Uno scrittore che vuole vivere di libri e pensa che sia una scelta da fame è meglio che lasci perdere - naturalmente se a spingerlo è la gloria o qualcosa d'altro bene venga ma non si lamenti. Io non tollero chi si lamenta

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  4. Ferruccio quando una persona scrive dei libri lo fà perchè ha qualcosa da dire,da condividere con gli altri,lo fà perchè è una splendida dote che è in lui, se poi questa sua passione viene apprezzata da tanti e lo fanno schizzare in vetta alle classifiche ben venga,ha "finito di soffrire" unendo l'utile al dilettevole,ma in tutto questo ,credimi,la fortuna la fà da padrona :-) ...Comunque non credo che uno scrittore se pensa che con il suo lavoro farà la fame debba lasciar perdere e far morire dentro di lui ciò che ha da dire,no,DEVE scrivere comunque per partecipare agli altri la sua grande ricchezza interiore,in un modo o nell'altro lascierà una splendida traccia di se su questa terra ! E' un'arte meravigliosa saper scrivere...non tocco il tasto dei calciatori perchè trovo quel mondo (parlo degli alti livelli) qualcosa di talmente schifoso che è meglio che non esprima giudizi :-D

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    1. Non si può non prendere in considerazione ciò che tu dici, Marina e naturalmente il mio lasciar perdere è provocatorio. come è provocatorio il post rivolto a quei scrittori che si lamentano perché per poter scrivere devono fare dell'altro. Il discorso dei calciatori è solo per far vedere che solo "pochi" si possono permettere di guadagnare

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  5. Quello di regalare ebook in giro per poi vantarsi di essere popolari è una cosa che io detesto

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    1. Naturalmente indento il campo della pura narrativa, dove regalare ebook la considero una strategia dannosa
      In altri campi regalare eBook mirati per uno scopo ben preciso monetizza in altri modi. Penso aconsulenze e conferenze varie

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  6. A me lo dicono con l'arte... e ti ho detto tutto considerato lo status sociale degli artisti 'in voga' attuali.

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    1. Alessia, io sono dell'opinione che la convinzione di se stessi sia l'arma migliore per ottenere i risultati che si desiderano in qualsiasi campo

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  7. E io che pensavo di diventare ricca scrivendo! Meno male che ho la pensione che mi dà da magnà... almeno per il momento...
    A parte gli scherzi, io sono convinta che, anche se si fa la fame, è giusto seguire i propri sogni...qualunque essi siano. Abbraccio

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  8. Il punto è che voler diventare scrittori di successo presuppone parecchie cose, che non sempre sono garanzia di bravura letteraria, oggi più che mai. Entrano in gioco moltissimi fattori. Tutto ciò non è poi dissimile da quello che accade per altre categorie.
    Del resto anche in tempi passati, la bravura ha coinciso raramente con il successo (quantomeno in vita XD) specialmente in campo artistico.
    Nell'elenco relativo agli scrittori che guadagnano parecchio, ve ne sono una buona parte che secondo me non hanno il corrispettivo di "capacità" letterarie. ^^
    Gli esordienti devono riflettere se quello che vogliono è avere successo e guadagni, o scrivere. Sono due strade difficilissime, entrambe.

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    1. Il mio post è un po' contro a chi si lamenta del fatto che nel mondo della narrativa mancano soldi. Non è così a quanto pare. Naturalmente senza entrare nel merito di altri discorsi.

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  9. Il paragone con l'estero non regge, però, proprio perché sono altre culture, ma oltre a questo quegli autori scrivono in inglese, lingua parlata in tutto il mondo, quindi il loro bacino di utenza è il pianeta Terra, non un piccolo stato come il nostro.
    Gli italiani che citi sono tutti molto famosi, qualcuno ha anche avuto le sue opere trasformare in film.
    Ma quanti emergenti possono fare lo stesso? E, soprattutto, oltre al numero di copie, quante opere devi scrivere per poter arrivare a quei numeri?

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    1. sono le punte dell'iceberg da una parte e dall'altra. Non sto negando le difficoltà. Dico solo che anche i nomi citati sono persone come me e come te. Ma è un discorso che vale per tutte le professioni che danno un certo prestigio. Il post è fatto per stimolare. Attorno a un libro di successo ruotano molti interessi e molti soldi. Quindi quando si dice che a scrivere libri non si campa è un po' come mettere le mani avanti :-)

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  10. Sono d'accordo, d'accordissimo con te. Ma sai, l'uva di qualcuno e' sempre un po' acerba :-)
    Quella di Patterson un po' meno acerba delle altre... Cosi, per dire

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    1. Grazie ApeRegina sulla qualità degli scrittori citati non dico nulla LOL

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    2. No, era un esempio... Insomma, se la loro uva e' matura e matura soldi, un motivo ci sara'...

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