venerdì 13 febbraio 2015

Dieci motivi perché la gente non legge libri

La crisi, come si sa, sta colpendo tutti i comparti economici e l’editoria, non fornendo un bisogno per molti considerato primario, paga un deficit ancora in maniera maggiore. 

Un articolo dal titolo Nel 2014 persi altri 800 mila lettori, pubblicato nei giorni scorsi su Ansa fa un’analisi spietata della situazione: nel 2014 hanno abbandonato il mercato della lettura 820 mila persone e come se non bastasse risulta che quasi il 60% degli italiani non legge neanche un libro all'anno. 


Così ho provato a mettere insieme dieci motivi che bloccano la lettura. Possono apparire banali o quasi scontati e si possono leggere anche con un po’ d’ironia, ma è la realtà riscontrata dal sottoscritto. 


Se aprite le orecchie e fate attenzione a ciò che la gente dice in giro sarete d’accordo con me sul perché la gente non legge libri:


1 - Perché quelli di carta costano troppo 

Non ho mai fatto caso al prezzo di un libro. D’altro canto per me questo ragionamento vale per tutte le cose. Se una cosa mi piace e ritengo sia necessario il suo acquisto non mi preoccupo del prezzo. Vale anche per i libri. Ma so, per sentito dire, che c’è gente che non compra libri rilegati per il costo e aspetta sempre la versione economica e se questa non arriva... 

2 - Perché quelli digitali costano poco ma non hanno il profumo della carta 

Questo ve lo posso garantire che succede davvero. Un lettore con poca familiarità con le nuove tecnologie non acquisterà mai un Ebook. Quasi la totalità delle persone che conosco e che legge eBook è anche gente che scrive. Una certezza in questo senso mi arriva dall’affiliazione di Amazon. Ho venduto solo libri cartacei, sintomo che chi compra eBook è a sua volta affiliato. Il profumo della carta è duro da abbandonare. 

3 - Perché non insegnano più nulla 

Molti titoli che si trovano in giro al giorno d’oggi non servono o non insegnano nulla. Su dieci libri che escono nove sono dei doppioni. Molti titoli sono perfetti come strenne natalizie ma non danno valore aggiunto. C’è cultura e cultura. 

4 - Perché se un libro è bello dopo un po’ ci fanno un film 

E magari non bisogna neanche andare al cinema, visto che si possono vedere in televisione o in streaming sul computer quasi subito dopo l’uscita. 

5 - Perché nella maggior parte di essi non ci sono figure 

Be’ raramente ci sono dei romanzi con le figure.

6 - Perché non c’è tempo di leggere 

Molta gente purtroppo non ha tempo di leggere, va capita! 

7 - Perché non hanno valore 

Un quadro, un’opera d’arte, una statua con il tempo acquistano valore. Un libro ingiallisce e le sue pagine si consumano. Se è in eBook, e non è dei più appassionanti, finisce nel cestino.   

8 - Perché ci sono i social network e molte più distrazioni di carattere culturale 

Questo è uno dei motivi principali che porta le gente lontano dalla lettura. Gli stimoli al giorno d’oggi sono tantissimi e in molti casi stimolano la fantasia senza il bisogno di isolarsi in compagnia di un romanzo o addirittura di un saggio. 

9 - Perché non si sa dove tenerli una volta letti 

In casa mia ci sono quasi 1500 libri, ma vi giuro che nell’abitazioni che frequento o mi è capitato di frequentare ho visto, in media, raramente più di dieci libri su una mensola. I miei libri non potrebbero mai entrare in un appartamento tutti insieme se non creando un bel po’ di casini. 

10 - Perché siamo pigri 

In realtà chi ha voglia di leggere al giorno d’oggi, a parte qualche sfigato? 

Grazie della lettura!


40 commenti:

  1. analisi impeccabile
    partendo dal basso, pigrizia... problemi di stivaggio... social network...
    comunque non buttiamoci giù: la qualità (dei lettori) vale più della quantità!!!

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    1. Contento di averli azzeccati. c'è pure un po' d'ironia ma l'analisi non mi sembra sballata

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  2. Condivido i tuoi motivi ma riguardo alla crisi credo che l'editoria dovrebbe abbassare un pò i prezzi dei libri, io personalmente li trovo costosi e cmq esistono le biblioteche per chi vuole davvero leggere
    Buona giornata

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    1. Se si vuole leggere i libri si trovano, giusto

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  3. Tra i motivi 'ironici' potrebbe esserci l'eccesso di scrittori. Il tempo oggi impiegato per scrivere un tempo lo si dedicava alla lettura. E questo vale anche per la scrittura di post non solo di romanzi e racconti.

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  4. Secondo me oggi la gente si è semplicemente stufata di leggere - ma maggiormente di far leggere ai propri figli - le "porcherie" che si trovano in commercio. Un tempo gli editori avevano un "codice morale" per cui censuravano "certi vocaboli" o chiare allusioni al sesso, alla violenza, od altro. Non so, ma credo che anche ciò potrebbe in qualche modo aver contribuito alla disaffezione progressiva della lettura. Almeno per me - credo - sia stato così!

    ^_^

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    1. Vero anche quello, ma l'editoria una volta si imponeva ora è imposta da altri fattori

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  5. Se qualcuno vuole trovare scuse ne trova quante ne vuole: lo fa adesso come lo faceva decenni fa, prima che ci fosse Internet.

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  6. Concordo con te,condivido da me Grazie!

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  7. Secondo me é principalmente un problema di cultura e abitudine alla lettura. Purtroppo, sono pochi i genitori che "insegnano" l'amore per i libri ai propri figli e a scuola troppo spesso la lettura é percepita come un obbligo e non come un piacere. Da quando vivo in Francia mi sono resa conto di quanto questa mia convinzione sia reale. Qui, praticamente tutti hanno un libro in borsa da tirare fuori appena entrati in metro, ed é molto frequente vedere qualcuno seduto al tavolo di un café a fare colazione o un aperitivo in compagnia di un libro. Io l'ho fatto una volta in Italia e, dopo 10 minuti, il proprietario del bar é venuto a sedersi al mio tavolo per farmi compagnia!

    Buon weekend a tutti : )

    ivy

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  8. Come non approvare la tua analisi?Hai centrato in pieno i veri motivi,solo una piccolissima obiezione per il 10° punto,i pigri ci sono sempre stati e sempre ci saranno e poi perchè definisci "sfigati"coloro che hanno voglia di leggere?Io che adoro la lettura e non potrei vivere senza definisco sfigati coloro che non lo fanno,non sanno cosa si perdono :-D...o no ?

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    1. Una battuta ironica, anche se sfiora il sarcastico (ci sono anche io dopotutto)

      :*

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  9. Perché c'è molto ciarpame...!

    Moz-

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  10. Credo che tu abbia ragione su tutti i punti.
    Ma sulla crisi... quanto influisce realmente? Sono anni che la crisi c'è però nelle biblioteche pubbliche i libri si prendono in prestito gratis quindi....
    A me comunque è stata sul gozzo la battuta di una mamma tanti anni fa, in chiesa, mentre aspettavamo che i figli finissero il Catechismo.
    C'erano dei libri abbinati a Famiglia Cristiana. Io li ho sfogliati e questa signora, quando ha visto che ne prendevo due mi ha guardato come se fossi matta.
    "Soldii sprecati! S cosa servono i libri?" mi ha detto.
    Tanto per... Diario di un curato di campagna e Niente di nuovo sul fronte occidentale... mica bruscolini!

    Quanto al ciarpame di cui parla Miki sono d'accordissimo! Molti dei libri editi andrebbero buttati a fiume!

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    1. Una volta una signora capitata in casa mia si è guardata in giro è ha detto, " ma cosa ci fanno tutti questi libri?"

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    2. A me hanno chiesto se li ho letti tutti...
      Certo di alcuni non ricordo più molto perchè li ho letti anni e anni fa e poi la colpa forse è la mia. SONO MIEI!!!! Piuttosto lo compro nuovo per regalarlo ma i miei non si toccano... e così supero i 1000 anch'io... sob!

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    3. "Cosa ci fanno tutti questi libri?" Lo hanno chiesto anche a me. E poi ci chiediamo perché c'è l'analfabetismo di ritorno.

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  11. Condivisibili i dieci punti e, ahimé, anche i tuoi commenti che non sono affatto malevoli ma tremendamente veri.

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  12. Un notevole abbassamento culturale ? Che si ripercuote maggiormente sui ragazzi.
    Vi è mai capitato di assistere in libreria alla scena in cui il cliente chiede sconto su un libro da meno di 10 euro mentre sta giocherellando su uno smartphone da 400 e più euro ? E non sono casi isolati, il prodotto tecnologico costoso lo si può sfoggiare, il libro no.

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    1. difatti l'ho citato nella conclusione del post

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  13. Penso che in genere chi non legge non ha alcun interesse a farlo, non prova nemmeno perché "fa fatica"; tutti stressatissimi oggi, vogliamo pure metterci a pensare?
    Ci sono moltissime proposte disponibili oggi, anche troppe, libri leggeri ma LIBRI e schifezze da vendere. Alla lunga non credo che queste ultime aiutino le case editrici.

    Sugli ebook: preferenze personali a parte, rispettabilissime, che cosa cambia a livello di contenuto se leggo Tolstoj in epub o edizione cartacea? Tutte storie...

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    1. con l'interesse sono d'accordo in parte. Ci son troppi optional pseudoculturali e chi lancia i messaggi non è all'altezza

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    2. Verissimo, ma penso che a monte ci sia poco interesse nelle persone. Ciò che viene poi utilizzato per convogliare altrove l'attenzione, verso il pseudoculturale. I messaggi, secondo me, spesso sono appositamente tali, l'editoria non è troppo illuminata in questi ultimi tempi. Se l'intento è SOLO vendere, quali messaggi vengono lanciati?

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    3. Sto notando il casino attorno al film "cinquanta sfumature". Mi domando come passa certa roba e non altra. Mancano operatori culturali "giovani", visto che se creo un qualcosa come costume allora mi leggono

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    4. Eh... appunto! -_-
      Il problema non è che ci sia anche quel tipo di prodotto... ma che quasi esclusivamente investano in quello. Vale per film, libri e musica. Molti dicono che il commerciale serve per finanziare progetti "culturali". Io sostengo che magari fosse così e aggiungo che non per forza ciò che è commerciale è "robaccia", o non dovrebbe esserlo almeno.
      La leggerezza non deve essere per forza sinonimo di "nulla culturale".

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    5. Parlando di libri io vedo che non c'è molta fantasia nel proporsi, in media. La maggior parte degli scrittori mi danno la sensazione di essere rassegnati

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  14. Però penso che la radice di tutto sia il come è sviluppata la cultura del nostro paese, laddove per cultura intendo modus vivendi e impiego del proprio tempo libero. Non c'è educazione alla lettura, non viene instillato il giusto stimolo, non è "popolare" nel senso che una certa, fastidiosa percentuale di lettori, in fondo preferisce rinchiudersi nella sua riserva indiana, vantarsi della propria distinzione dalla massa becera e ignorante e sprofondare fra le pagine di un libro. Se si frequentano la maggior parte dei forum o pagine su Fb dedicate a libri e lettura, strisciante, percepisco sempre questo snobismo che ritengo allontani tanti potenziali lettori. L'esaltazione dell'eslcusività mi ha sempre lasciato l'amaro in bocca e anche una certa irritazione, a me che leggo mediamente due/tre libri al mese

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    1. Non fa una grinza il tuo discorso e sono d'accordo con i gruppi di cui parli. Lo snobismo non aiuta, ma nello stesso tempo è anche un limite "culturale" che ha una certa "elite".

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  15. Perchè si desidera l'esclusione. Abbiamo ancora una concezione "aristocratica" della cultura. Abbiamo dimenticato in fretta i tempi in cui pasolini organizzava la visione di Medea per gli operai delle fabbriche!

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    1. Purtroppo è tipico, io lo sperimento quasi di continuo sul mio blog questa concezione aristocratica di molti "scrittori"

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    2. Scusa Ferruccio se ti rimando il commento ma ho problemi con la connessione ed è saltata mentre scrivevo. SE è doppio, perdonami! :)

      Ferruccio e Fabrizio pposso farvi una domanda impertinente?
      Voi parlate di concezione aristocratica della cultura, di una sorta di snobismo che porta il lettore ad isolarsi. Ma non è invece una sorta di autodifesa?
      Mi spiego... si legge per sè stessi, per piacere, godimento, interesse. Si legge con gioia e quando si è immersi nella lettura di un buon libro ci si dimentica di tutto il resto.
      Se una persona che non legge si accorge di tutto questo non è il primo ad isolarci? Non è il primo ad allontanarci come se fossimo persone che vivono fuori dal mondo e del mondo non capiscono nulla? Intendo divertimenti vari, sport, ferie, botte allo stadio?

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