domenica 22 febbraio 2015

Di cosa parliamo quando parliamo di... cucina con Raymond Carver?

Lo scrittore ospitato oggi per la rubrica dedicata alla cucina, è Raymond Carver

Uno degli scrittori dallo stile più affascinante in assoluto per quanto riguarda le mie preferenze. 

Ho scelto dei brani tratti dalla raccolta Di cosa parliamo quando parliamo d’amore e mi sono permesso di scimmiottare sul titolo. Spero che nessuno ne abbia a male. 

1 - Mio padre morì nel sonno, ubriaco, otto anni fa. Era un venerdì a mezzogiorno e aveva cinquantaquattro anni. Tornò a casa dal lavoro in segheria, tirò fuori dal congelatore le salsicce per la colazione e aprì una bottiglia di Four Roses. 

2 - Sabato pomeriggio la madre andò in auto dal panettiere allo shopping center. Dopo aver sfogliato le pagine di un raccoglitore con incollate le fotografie delle torte, ordinò quella al cioccolato, il dolce preferito da suo figlio. La torta che aveva scelto era decorata con un’astronave e una base di lancio, sotto una sprizzata di stelle bianche. Il nome SCOTTY sarebbe stato glassato sopra in verde, come se fosse il nome dell’astronave. 

3 - Lui andò al frigorifero. Rimase davanti alla porta aperta, a bere succo di pomodoro e a esaminare tutto quello che c’era dentro. Sentì l’aria fredda sulla faccia. Guardò i pacchetti e i contenitori per il cibo sui ripiani, un pollo coperto con un foglio di plastica, tutte le cose avvolte per bene, ordinate. 

4 - «È vero», disse la guardia. «Quei bastardi ci vanno di notte a mangiarsi le mele quando sono ancora verdi… ». 

5 - Lei riempì d’acqua una pentola. «Ti ricordi il giorno del Ringraziamento?», disse. «Dissi allora che quella era l’ultima festa che ci avresti rovinato. Mangiare uova e pancetta invece del tacchino, alle dieci di sera». 

Buon appetito e grazie della lettura.



11 commenti:

  1. Grande Carver!
    Scoperto grazie a Totem di Baricco, quando in tivù alla rai trasmettevano ancora programmi furbi!

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    1. L'ho scoperto per la prefazione a questo libro
      http://www.ferrucciogianola.com/2010/09/il-mestiere-dello-scrittore-di-john.html

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    2. Letto!!!!
      Interessanti i punti elencati....non so quanto mi ci trovo però... ddevo fare mente locale

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  2. Sinceramente non conosco questo autore,grazie per questa tua nuova citazione ;-)

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  3. Potrei anche digiunare, leggendo Carver *__*
    Tra i miei preferiti, anche se non ho letto molto: stile incredibile, sì!

    P.S.: comunque ottimo menù nel complesso, eh! XD

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  4. Io avevo commentato questo post, mi chiamo Giorgia Saccomano, ti devo lasciare anche il mio numero di telefono e l'indirizzo? non so perché non hai pubblicato il mio commento, non ero stata sgradevole nè ineducata, e in effetti non mi ero firmata, ma avevo sollevato dubbi e una critica sul come hai affrontato Carver e su come lo hai decontestualizzato in modo acritico e piuttosto sgradevole. Perché non ha pubblicato il mio commento? Ora non è più anonimo, ma credo che non lo pubblicherai di nuovo. eppure era una critica seria e costruttiva. A questo punto devo pensare che pubblichi solo ciò che ti va, e qualunque punto di discussione, anche costruttiva, lo elimini. Che tristezza :( Che cattivo modo di trattare la letteratura. :( Questo lo puoi cestinare, tranquillamente, comunque, ero capitata qui per caso cercando materiale su Carver ed è stato un puro caso. Continua pure a cestinare i commenti seri e pubblica quelli inutili, hai ragione tu, è la via adatta per quest'epoca di povertà intellettuale..

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    1. Non pubblico anonimi, tutto qui. E non sei la sola (sempre che tu sia vera)
      Sei passata per caso e hai fatto tutto di un'erba un fascio, senza neppure leggere altri post del blog. Non ho fatto nulla di male nei confronti di Carver, come non gli ho mancato di rispetto. Ho inserito solo alcuni spezzoni che ben si adattano a una rubrica che porto avanti da più di un anno ogni domenica. Ci sono siti americani di LETTERATURA che fanno le stesse cose. Ho trattato allo stesso modo molti altri autori. Lansdale ha pure ritwittato il post che lo interessava con il suo account. Quindi non penso di offendere l'arte o la narrativa in maniera sgradevole. ho letto Carver come ho letto tutti i libri di cui ho preso spezzoni per realizzare questo post. Li pubblico la domenica proprio perché è un giorno di solito morto per tematiche "serie". Certo se i libri non si vendono è non si leggono è perché c'è molto grigiore culturale in chi sa solo criticare.

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    2. Per criticare un lavoro di un blogger bisogna leggerlo in toto, il post di ieri
      http://www.ferrucciogianola.com/2015/02/caro-blogger-sei-solo-un-vigliacco.html
      rende inutile questa aggiunte. Grazie

      A questo punto devo pensare che pubblichi solo ciò che ti va, e qualunque punto di discussione, anche costruttiva, lo elimini. Che tristezza :( Che cattivo modo di trattare la letteratura. :( Questo lo puoi cestinare, tranquillamente, comunque, ero capitata qui per caso cercando materiale su Carver ed è stato un puro caso. Continua pure a cestinare i commenti seri e pubblica quelli inutili, hai ragione tu, è la via adatta per quest'epoca di povertà intellettuale..

      PS se vuoi che i tuoi commenti siano postati creati un account con un indirizzo di posta riconducibile, grazie

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