martedì 20 gennaio 2015

Se il mondo intorno crepa: un duello con Stefano Jacurti

L’estate scorsa sono stato coinvolto in molte iniziative legate al mondo western. 
L’estate scorsa ho avuto anche l’occasione di presentare sul mio blog e vedere in anteprima Se il mondo intorno crepa, un mediometraggio western girato in Abruzzo e in Almeria e firmato da Stefano Jacurti in co-regia con Emiliano Ferrera

Con un po’ di curiosità e con molto coraggio ho pensato di affrontare a duello il regista e scrittore romano per sapere un po’ il making of di tutta la storia.   


Stefano, come è nata l’idea di Se il mondo intorno crepa


Dalla televisione accesa che era nell’altra stanza, sentivo arrivare la voce di uno speaker di un tg. Si parlava di assenza delle istituzioni e di emarginazione, lo so che l’ho raccontato molte volte, ma è quello che è accaduto. 



L’Abruzzo e l’Almeria, luoghi che portano alla memoria un tempo mitico dei film western italiani, che sensazioni si provano a lavorare in luoghi solcati da personaggi che hanno fatto la storia di un certo genere cinematografico? 


Bellissima perché entrambi evocano il west alla grande! Però quando comincia il film mi dimentico completamente della regione o del paese in cui mi trovo a girare, per me è il west e basta. 

Quando finisco le riprese, allora penso anche a chi ci è stato prima di me, dei grandissimi! Almeria e l’Abruzzo hanno una storia cinematografica incredibile se pensiamo a Leone, Castellari, Tessari e tantissimi altri tra registi e attori del periodo d’oro italiano. Non ti nascondo però che un altro obbiettivo, cosa un po’ più complicata per me, sarebbe quello di girare nel vero west, al di là di quale stato dell’ovest americano sia. Chissà… 


Quindi non è fuori luogo mettere Se il mondo intorno crepa nel filone degli spaghetti western, o sbaglio? 


Ognuno può inserirlo dove meglio crede, il pubblico è sempre libero, guai se non fosse così. Personalmente ritengo che essendo di matrice tricolore, per forza ci portiamo dietro la nostra cultura, non possiamo diventare finlandesi, non si capirebbe poi perché. 

Che poi si debba per forza pensare che siccome italiano, questo western debba avere automaticamente tutto il sound con il fischio simil morricone, con gli acuti simil Edda dell’orso (grandissimi) assolutamente no, il sound di questo lavoro secondo me è molto da western americano, penso che renda il tutto più originale. Ho vissuto entrambe le sponde del western e me le porto dietro. 
C’è Bill Carson, interpretato da Emiliano Ferrera, chiaro riferimento al western italiano ma allo stesso tempo, musicalmente c’è molto di quello che ho visto venire dal western Usa e a modo mio ho voluto che fosse presente con il contributo di Klaus Veri e Fabrizio Sartini
Sound track il primo, original songs il secondo. Ci sono musiche gotiche e brani country bluegrass, mi è difficile quindi dare una classificazione precisa al di là della nazionalità. 


C’è qualcuno che senti di dover ringraziare per la riuscita di questo progetto? 



Il mio portafogli e la follia, ma è stata un occasione, non è sempre così, ho intravisto un buco favorevole dove potevo infilarmi, ma ringrazio ovviamente tutti quelli del cast, troupe e quant’altro per un viaggio bellissimo fatto insieme. 


Difficoltà incontrate? 


Le solite del cinema indipendente perché nulla è facile. Del resto se uno prenota una vacanza tipo corso di sopravvivenza, dopo non può pretendere di trovare sauna, piscina e solarium, è meglio calzare l’elmetto e pedalare, perché tante comodità non ci sono nel cinema indie. 

Ma le difficoltà possono arrivare anche dall’esterno, a livello di stati d’animo, anche se hai finito il film. Nella vita può capitare di imbatterci in cose di cattivo gusto nei nostri confronti, delle delusioni che possono frenare per qualche giorno l’attività promozionale del nostro lavoro che non c’entra nulla con il resto. 
Allora la cosa più sana è pensare positivo lo stesso perché chi ti delude, ti fa un grandissimo favore, così ti regoli. Così ho fatto ripartendo alla grande con gli eventi proprio perché se il mondo intorno crepa non c’entrava un tubo con situazioni spiacevoli provenienti da altri settori in cui mi ero imbattuto. Insomma se le difficoltà a volte possono sbucare ovunque, l’importante è esser pronti a impallinarle come si deve per far ritornare il sorriso. 


Vuoi dirmi qualcosa riguardo al cast del film, qualche aneddoto divertente accaduto durante la lavorazione: anche più di uno? 


Ricordo Simone Destrero, le nostre simpatiche chiacchierate e poi finalmente la sua determinazione sul set. 

Ricordo il sorriso e la grinta di Antonio Rocco, la presenza fisica di Nick Tagliaferri, ci voleva uno come Nick che spezzasse come look nell’immagine. 
Il cinema del resto, indie o no, vive di contrasti e anche per il poeta (Il sottoscritto) e il macellaio, (Simone Pieroni) due personaggi del film, penso sia stato un bene essere diversi sia fisicamente che come tipologie criminale…uno a sangue caldo, l’altro a sangue freddo. 
Ma rammento anche Sebastiano Vento, che dopo aver girato le sue scene, mi raccontava anche lui di suo padre ed io lo ascoltavo. Avevamo gli occhi lucidi. Momenti importanti o divertenti…tante immagini mi scorrono davanti ricordando il set. 
Ecco che mi rivedo con Emiliano in esterni, lontano da tutti, in un momento topico. Le foto immortalate da Antonella di Cesare, fotografa di scena, l’unica che poteva avvicinarsi, ogni tanto le guardo, sono molto significative. Ricordo ancora quel balletto dove dicevamo che ce la dovevamo fare. 
Sì, quel balletto insieme, in cui Io ed Emiliano Ferrera ci giravamo intorno, rispondendoci a vicenda, fu decisivo per chiudere quella giornata delle riprese con i cavalli. 
Emiliano era stanchissimo, come me del resto, alla fine è rimontato in sella e ce l’ha fatta. 
Ricordo Alberto Marchiori direttore fotografia e la sua squadra molto efficiente, ricordo la partecipazione di Antonella Salvucci, penso che con Emanuela Ponzano abbiamo avuto una coppia di attrici brave ed importanti che già da sole, avevano legioni di fans. Come succede sempre in ogni lavoro nuovo, a questi fans se ne sono aggiunti altri che mi hanno letteralmente bombardato,di messaggi tipo: ma tu la vedi Emanuela? L’adoro! Quando rivedi Antonella? È uno schianto! Voglio conoscerla! 
L’assalto dei fans è stato divertentissimo! 
Poi è stato bello vedere arrivare Willy Stella sul set, sembrava uscito da un vinile di Johnny Cash, fantastico. Sono fatto così e se qualcuno pensa che di Inferno bianco, il western precedente, io non ricordi più nulla, ha capito malissimo. Ricordo con intensità tutto quello che ho vissuto sui set, potrei scriverci un libro davvero. Purtroppo mi è impossibile citare tutti ogni volta, quindi vado a pezzi, salutando questa volta Graziana Bellofiore nostra stoica saloon girl perché non ha mai mollato. 


Il mio blog si occupa molto di libri. Sicuramente sarai stata taggato su facebook visto che per qualche tempo è circolata un catena o meme in cui si chiedeva i dieci libri che più hanno influenzato la crescita personale. Ora non devi taggare nessuno, però cambio le carte in tavola e ti chiedo i dieci titoli dei tuoi film preferiti. 


Quando ti chiedono i primi dieci, ti accorgi che vorresti citare i primi due, trecento. stavolta non cito i grandi capolavori western ma l’altra parte del cinema e anche in questo caso verrebbe voglia di spararne a centinaia, che dire…facciamo due passi nel cinema allora. Tutto Clint, qualsiasi cosa abbia girato come attore o regista? 

Le saghe complete del “Pianeta delle scimmie e di “Ai confini della realtà?” 
Oppure i grandi film della commedia all’italiana con i colonnelli del cinema Sordi, Gasmann, Manfredi, Tognazzi
E magari indugiare sul cinema francese che stimo molto come quello di Nelly e Monsieur Arnaud di Sautet? Vogliamo condire tutto con l’azione con “Leon”? 
Sarà meglio puntare sui grandi road movie americani come Duel, Fandango e company? (ecco magari la compagnia di Thelma e Louise non sarebbe male) per poi tornare al nostro neorealismo e andarcene “ Tutti a casa” al crepitio di una mitragliatrice alla fine del film?
Però potremmo restare estasiati dalla “Carmen” girata da Francesco Rosi, la più bella Carmen cinematografica che abbia mai visto.
Vedi... di certo c’è una cosa per me, così torniamo in tema… Il cinema nella sua interezza è una grande passione, ma il western è proprio una malattia. 
Ne sa qualcosa Pietro Germi che di western non ne ha girato nemmeno uno, ma quanto ne fosse influenzato e appassionato lo si evince da “Il ferroviere” poi “In nome della legge” oppure “Il cammino della speranza” . Basta vedere questi film di Germi e non credo ci sia bisogno di spiegare nulla. 


Stefano saresti stato a tuo agio nel west: in che panni di vedresti nelle terre di frontiera?


Facile dire nella fantasia vorrei essere come Wyatt Earp, oppure Jesse James e tanti altri, sì certo, una figata, ma la riflessione è un'altra in merito alla tua interessante domanda. 

Se con una macchina del tempo andassimo nel west dell’ottocento non come un personaggi di fantasia o realmente vissuti che sono altro da noi, ma come Ferruccio e Stefano, davvero sarebbe così figo e tutto facile? 
Perché per non crepare subito, dovremo imparare a fare una cosa lontanissima da noi: uccidere. 


Prossimi progetti? 


Tornare come attore nei lavori degli altri, per ora ho solo questo in testa, ho cominciato partecipando al film “Cinque maschere” di Diego Bonuccelli, una vicenda che ruota intorno a una rapina fatta con le maschere della commedia dell’arte. 

Come scrittore non sarebbe male l’arrivo di una nuova raccolta di racconti, ci sto lavorando come una formica silente e sotterranea. 


Be’ non ti chiedo altro, non posso neppure farti la solita domanda telepatica, però sei libero di dire lo stesso quello che vuoi. Io ti saluto e ti ringrazio. 


Grazie a te, un caro saluto mentre gli eventi con Se il mondo intorno crepa continuano con città piccole, medie, grandi. Venghino siori, venghino!



Grazie della lettura!



8 commenti:

  1. Immagino che anche l'ambiente del cinema metta in conto la scaramanzia, e in questo caso specifico mi viene spontaneo augurare a Stefano, in tono scherzoso: in bocca al mondo! :-)

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    1. Credo che la scaramanzia sia presente ovunque

      grazie

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  2. Ho due persone a cui suggerire la visione,marito e suocero,adorano i film western,"americanata" come la chiama suoc ! Bella intervista e ottima la risposta alla tua domanda"Stefano saresti stato a tuo agio nel west: in che panni ti vedresti nelle terre di frontiera?"..."Perché per non crepare subito, dovremo imparare a fare una cosa lontanissima da noi: uccidere. "

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  3. Ma che interessante! *__* A me il genere non dispiace, non sono una "conoscitrice", ma effettivamente apprezzo.
    Bell'intervista, spettacolari i titoli dei film citati, tutti!

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  4. ringrazio Ferruccio per l'intervista e tutti voi :)

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