martedì 16 dicembre 2014

La letteratura è maschio o femmina?

Ci sono forme d’arte che sembrano essere esclusiva di determinati sessi, penso per esempio a certi campi della musica e della pittura, dove la presenza femminile latita del tutto. 

Non così sembra essere per la letteratura. 

È però bastato un articolo pubblicato riguarda all’attività letteraria di Isabel Allende per costringermi a fare delle riflessioni anche in questo campo, riflessioni suscitate da questo mio commento:

Vedendo i commenti io ho solo pensato che, benché la narrativa sia universale, tocchi temi affini in alcuni al sesso femminile e altri al mondo maschile 

Veniamo al dunque: la letteratura è maschio o femmina? O forse faccio meglio a dire: la narrativa maschile e femminile sono uguali o muovono corde differenti nei lettori? 

Se prendiamo in esame La top ten dei miei scrittori preferiti, dove la presenza femminile risulta assente - diventa lampante che il sottoscritto tende a favorire un determinato tipo di narrativa. Ma c’è davvero una differenza sostanziale da come scrive un uomo da come scrive una donna. 

È ovvio che non sto sollevando una polemica sulla qualità della scrittura vera e proprio ma intendo parlare dei temi e dei messaggi che si vogliono comunicare, visto il modo in cui poi si può affascinare o abbindolare il lettore. Non riesco a immaginare un Moby Dick scritto da una donna per esempio. 

Come sarebbe improponibile una Giovane Holden o una Werther travolta dai dolori, sempre usciti dalla penna di una donna. Nello stesso tempo confesso di essere rimasto affascinato da un romanzo come La mia Africa di Karen Blixen

Ma vorrei che da questo post - senza scadere in luoghi comuni - escano dei contributi in grado di offrire un’analisi se non proprio dettagliata utili per approfondire ulteriormente la faccenda. 

Insomma datemi una mano.

18 commenti:

  1. Alcuni dei miei scrittori preferiti sono donne: Anais Nin, Sylvia Plath, Ursula Le Guin, Marina Cvetaeva sono le prime che mi vengono in mente, ma ce ne sono sicuramente altre.
    Inoltre, tra i classici che amo c'è "Piccole donne". Lettura ovviamente tardiva, perché è molto improbabile che un pargolo di sesso maschile si metta a leggere un libro con un simile titolo.
    In conclusione, mi ritengo in grado di apprezzare allo stesso modo tematiche maschili e femminili.

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    1. sei uno delle cause ispiratrici di questo post

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  2. A malincuore devo dirti che la letteratura è maschile,con una percentuale imbattibile:maschile al 99%,tra le mie letture scarseggiano alla grande le scrittrici,non so perchè ma personalmente ho sempre riscontrato maggiore enfasi nel mettere nero su bianco da parte degli uomini,riescono a trasmettere al meglio sentimenti e situazioni .

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  3. Ho scritto a proposito di questo recentemente su un altro blog proprio a proposito del fatto che leggende il Frankenstein della Shelley rimasi colpita dal fatto che un tale romanzo potesse essere stato partorito da una donna.

    La questione è che secondo me, a prescindere dal sesso reale ed effettivo della mano scrivente, esistono nelle persone sensibilità più femminili o più maschili, già nella vita di ogni giorno e quindi anche poi nelle arti.
    Le sensibilità femminili tendono ad essere più emozionali e soggettive, mentre quelle maschili più onnicomprensive e riflessive, infatti un caso strano è la Woolf che presenta entrambi gli spetti (almeno per l'esperienza letteraria che ne ho io).

    Io amo scoprire queste mani e sentirle dietro le parole scritte, mi piace arrivare alle persone dietro i romanzi (per questo amo infinitamente Conrad! Ahah! :°D).

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    1. Credo fosse quello che volevo leggere in un commento

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  4. Se la si considera pallosa e rompiscatole, è femmina.
    Beh, non potevo certo non scendere nel luogo comune, sorry XD
    Parlando seriamente, credo che la letteratura non sia né maschile né femminile, ma "giusta". Cioè in base all'artista si scrive la storia.

    Moz-

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  5. Io non credo che la letteratura abbia un sesso, o perlomeno non mi sono mai posto il problema se leggere un autore maschio oppure femmina, per me è importante solo che sappia scrivere. Il fatto che oltre alle arti in genere ci sia una predominanza maschile, come pure nella letteratura, la mia tesi è che l'uomo da sempre ha cercato di fare colpo sui sentimenti della donna per conquistarsene le attenzioni, con serenate, canzoni, poesie e versi in genere. Ora, qui lo dico e qui lo nego: la donna, non avendo bisogno di sedurre l'uomo... lo fa solo per denaro :-)

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    1. La donna è per la protezione della specie :-)

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  6. Ciao fanciulli,
    io concordo con A.H.V. E' la sensibilità che c'è dentro allo scrittore/alla scrittice, quella intima e profonda che rende un libro letteratura.
    Poi che sia scritto da mano maschile o femminile poco conta. E' quello che dice, le corde che smuove dentro di noi, le riflessioni a cui ci porta.
    A me non crea problemi leggere un uomo o una donna. E' il libro in sè e per sè che mi interessa, la storia il coinvolgimento emotivo che provo.

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    1. i libri dovrebbero essere pubblicati senza nome

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    2. Senza nome dell'autore? O magari solo con le iniziali ma senza indizi che fanno capire chi scrive. Potrebbe essere un'idea però mi sa he ti stai inimicando tutti gli scrittori del mondo!!!!!

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    3. il valore dovrebbe essere nel libro non nello scrittore

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  7. cit.Ferruccio: "i libri dovrebbero essere pubblicati senza nome"

    E quando lo sono.. vedi "caso-Ferrante" scatenano lettori e critici e curiosi! Non sembra bastare la valutazione (critica o personale per semplice gusto-affinità) dovuta alla lettura. E io mi chiedo perché :D
    Un libro quindi non lo si valuta quasi mai per sua essenza, per quello che ci trasmette? Abbiamo bisogno di nomi e cognomi e generi e copertine???
    Per me questo non corrispondere ad essere "lettore".
    Liberarsi da schemi e "pregiudizi" fa soltanto che bene, ci aiuta a comprendere secondo me con meno filtri (che poi è impossibile eliminare del tutto), in maniera più immediata.
    Ricorda un po' la questione/polemica dei giocattoli per bambini, quelli da maschi e quelli da femmine -_- Alcuni sostengono che non si devono assecondare devianze nei giochi: ci rendiamo conto???
    Gli "Scrittori" possono farci credere di essere vecchi-giovani, uomini-donne, bambini-vecchi. Come già è stato detto, le sfumature legate all'essere "femminile" o "maschile" si ritrovano in caratteri e personaggi variamente distribuiti, così come nelle persone vere.
    Bel post! ^^

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    1. Grazie,
      e ora quella citazione mi porterà a creane un altro

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