martedì 9 dicembre 2014

Italiani, solo piccoli provinciali

Più di una volta mi sono messo lì con l’idea di scrivere un articolo sulla necessità di guardare film in lingua originale e di leggere libri in lingua originale, dove possibile. 

Un modo semplice ma efficace per migliorarne la conoscenza. Ho sempre tergiversato e intanto qualcun altro lo ha fatto davvero. 

Mi ha anticipato l’articolo di Andrea Passadori, dal titolo L'abitudine tutta italiana che non aiuta a parlare inglese, pubblicato sull’Huffingtonpost Italia. Si parla di cinema e non di libri, ma fa lo stesso. Leggetelo. 

Letto? 

Ecco è probabile che avrei presentato un altro genere di post, mettendo in evidenza la differenza sostanziale che esiste tra un film o un libro originale in lingua madre, contro l’opera doppiata o tradotta, con rispetto parlando dei doppiatori e dei traduttori (ce ne sono di molto bravi e non hanno responsabilità di sorta). 

Magari avrei allargato il discorso evidenziando come spesso noi italiani siamo solo dei piccoli provinciali e poco propensi a cercare di imparare. Ma tant’è questa sembra una caratteristica che ci identifica in un milione di altre cose, dal cibo arrivando sino a quella grande passione che è il calcio. 

Insomma le cose da dire sarebbero state molte. 

Tuttavia siccome al mio commento sono giunti in risposta sul mio profilo anche i contributi di Dani Cattani e Massimo Luciani, ho pensato di facilitarmi le cose, mettendo assieme queste voci e cercando di farne un articolo in risposta a quello di Andrea.  D'altro canto il primo commento che segue l'ho postato sul suo articolo.


Ferruccio: sono d'accordo al cento per cento. Non mi era mai piaciuto Tom Hanks finché non l'ho sentito con la sua voce originale, per non dire come certe scene clou doppiate nei film sviano il vero significato della scena stessa - penso a Braveheart e Invictus, per dirne un paio, ma sono decine i film "ridicolizzati" dai doppiatori.

Dani: Ho sempre pensato che i nostri doppiatori fossero molto bravi, e lo penso ancora. Ma da un po' di tempo in qua ho cominciato a guardare i film in lingua originale ... ed è veramente tutta un'altra cosa. 

Ferruccio: Dani ormai i film li guardo solo in lingua originale - senza nulla togliere ai doppiatori italiani, che sono bravi. Il discorso può essere fatto anche all'inverso. Immagino che piacere possa ricavare uno straniero vedendo una pellicola di Totò doppiato nella sua lingua, quando metà del successo dei suoi film era dato da giochi di parole tipicamente italiani. 

Massimo: Per anni c'è stata una grande esaltazione dei doppiatori italiani perché sono i migliori del mondo ma solo perché negli altri paesi fanno schifo! Tralasciamo anche le mille pecche delle traduzioni che a volte stravolgono momenti importanti di film e telefilm. 

Be’ non credo abbiate bisogno di un invito per partecipare alla discussione.

29 commenti:

  1. Elaborando sulla questione, aggiungo al commento che hai riportato il fatto che in paesi come quelli della ex Yugoslavia il doppiaggio non esiste perciò film e telefilm vengono trasmessi in lingua originale con i soli sottotitoli. La maggioranza dei prodotti sono stranieri perciò la gente viene esposta fin da piccola ad altre lingue e le impara più facilmente.

    È vero che anche negli USA il doppiaggio è sconosciuto ma la quantità di opere straniere con i soli sottotitoli è risibile, tipicamente limitata a film in qualche cinema. Sui canali televisivi generalisti non esiste la trasmissione di telefilm stranieri in lingua originale mentre se vado a vedere sui canali sloveni ne trovo un sacco.

    In Italia per fortuna il doppio audio sta diventando la norma per i canali televisivi ma è un fenomeno degli ultimi anni, cominciato con il passaggio al digitale terrestre. Prima c'era solo sulle pay-tv satellitari. È una cosa molto buona ma ci vuole un cambiamento culturale.

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    1. Il mondo va veloce e bisogna adeguarsi, giusto

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  2. L'ingratitudine e il disprezzo del lavoro degli altri credo sia il peggiore dei "crimini" che un uomo di cultura possa compiere. I "sapientoni" dovrebbero sapere che il "piacere" è soggettivo per cui ciò che può piacere a uno può non andare a genio ad un altro. Solo chi non fa niente non sbaglia mai. Mi spiace vedere che si disprezzino i nostri stessi concittadini per una cosa poi che tutti gli altri notoriamente ci invidiano. Ma anche questa, purtroppo è un'altra "abitudine tutta italiana". E così mi sono messo al pari

    Scusami Ferru ma come ben sai non amo gli inglesismi, figurati parlare inglese. E poi si sa, per qualcuno l'erba del vicino è sempre più verde e non si accorge che vive in Paradiso :-)

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    1. Gennaro la soggettività naturalmente e alla base. Ciò che piace è difficile metterlo in discussione. Però l'esempio di Totò è lampante. Per conto mio la comicità italiana dopo di lui si è ispirata a lui, ma all'estero non è così capito perché i doppiaggi fatti sui suoi film non rendono al pieno il suo potenziale. Tornando all'inglese, c'è una scena del film Invictus che viene usata nelle aziende a scopo motivazionale. Vista in inglese (cos' come è girato il film) ha un effetto davvero coinvolgente, col il doppiaggio italiano diventa ridicolo e poco credibile per una semplice mancanza di immedesimazione del doppiatore. Ma gli esempi sono tantissimi. A me il post in questione è piaciuto proprio perché ha fatto delle riflessioni su delle cose che volevo fare anche io.

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    2. Non era certo mia intenzione mettere in discussione le "sfumature" delle varie lingue del mondo le quali, tradotte, si sa, non rendono certamente come l'originale. Ma allora, se noi seguiamo questo filo di discussione dovremmo imparare migliaia di lingue affinché possiamo godere del piacere di vedere un film in originale dei vari paesi del mondo, tra cui il giapponese, il cinese, il coreano, vietnamita, russo ecc. ecc. ecc.

      Quello che intendevo io è invece la mancata riconoscenza che invece si dovrebbe alle persone che in qualche modo cercano di metterci "sulla tavola" il piacere di guardare filmati di cui altrimenti non capiremmo assolutamente nulla. Poi, che sia impossibile cogliere appieno il significato di alcuni usi e costumi, come dicevo sono d'accordo, ma non per questo ci dobbiamo "insultare" :-)

      Inoltre, riguardo l'inglese, non mi sovviene che in Inghilterra si insegni la lingua italiana come invece facciamo noi con loro e con altri. Anche per questo ritengo che essere accusati di provincialismo sia una critica ingiusta, anzi, l'Italia è all'avanguardia con l'insegnamento dell'inglese. Potete dire la stessa cosa in Inghilterra della lingua italiana? :-)

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    3. questo mio post, come quello da cui ha preso spunto, ha più che altro lo scopo di far fare un piccolo esame di coscienza. Non si possono imparare tutte le lingue del mondo solo per vedere dei film. La lingua inglese però (ed è sottintesa che è dei lei che si parla nel post) è parlata da un miliardo di persone al mondo. Basta uscire dal nostro paese e ti rendi conto che per comunicare devi conoscerlo. Quando cerco di redigere certi post sugli indiani di America, sui serpenti velenosi o su Hemingway devo cercare fonti in lingua inglese, perché - mi spiace dirlo - molto di quello che si trova in italiano non è corretto. La lingua Italiana è studiata e adorata in certi paesi stranieri e apprezzata in certi ambiti, ma è parlata da un un per cento di persone al mondo. Un film però, in lingua inglese, è capace di incidere totalmente su intere generazioni anche di Italiani e questo è un fattore che non può essere minimizzato

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    4. Jennaro, qui nessuno disprezza il lavoro di traduttori e doppiatori. Il senso è un altro: è che spesso l'italiano finisce col vedere/ascoltare o leggere un'opera "diversa" da quella voluta dai produttori/scrittori.

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    5. Tu lo sai, Ferru, che io non sono solito fare polemica solo per il gusto di farla, per cui prego tutti coloro che mi leggono di non vedermi come contestatore ad oltranza e basta (almeno spero e credo).


      Ad ogni modo riguardo il comprendere o meno alcune sequenze di film (come anche della vita reale) ed il significato che l'autore vuole dare a determinati gesti o azioni o parole, non basta la sola conoscenza della lingua ma occorrerebbe aver vissuto il luogo in cui c'è quel tipo di consuetudine o tradizione. Anche per questo rimango dell'idea di ringraziare quelle persone che cercano in qualche maniera di spiegarmelo, pure se non ci riescono del tutto (poverini).

      Spero tu non me ne voglia se rimango della mia idea... :-)

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    6. Assolutamente, vai tranquillo... anche se credo che più di un attacco a una categoria, dai commenti emerge la voglia di vedere le cose il più chiare possibile.
      Per questa chiarezza io faccio riferimento alle cose che conosco e ho riscontrato nel passato in alcuni documentari sui serpenti tradotti in Italiano degli errori davvero grossolani. Se questo mi dà tanto capisci che se il film è di puro divertimento non ci faccio molto caso, ma se il messaggio che deve passare possiede un valore intrinseco non è facile fidarsi di una traduzione.


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    7. Scusami Alessio, io non mettevo in dubbio questo che stai dicendo. Anzi, molte volte mi sono reso conto che le cose sono completamente diverse da come "mi sono state spiegate". Per capire bene ho avuto bisogno che qualcuno me le avesse spiegate nel verso giusto. Quindi, comunque ho avuto bisogno che qualcuno me le abbia spiegate, lingua o non lingua. Insomma, migliorarci sicuramente ed hai ragione da vendere. E il mio piacere è quello di dire a tutti sempre e comunque che "Alessio (ma anche Ferruccio) è un italiano di cui andare fieri" :-)

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  3. D'accordiassimo!
    Io e il mio compagno vediamo tutto in lingua originale e non solo in inglese, siamo appassionati di animazione giapponese e preferiamo 'sentire' i film nella lingua in cui vengono prodotti piuttosto che gli scimmiottamenti dei doppiatori, perché di quello spesso si tratta e senza metterne in dubbio la professionalità, secondo me è proprio l'arte del doppiaggio che in Italia viene trattava male e approssimativamente.
    Ci aiutiamo ovviamente con dei sottotitoli perché almeno nel mio caso ho purtroppo poco orecchio e spesso mi ci vuole un po' per distinguere bene le parole, lui da questo punto di vista è molto più bravo di me e riesce anche a guardare nottate di streaming (il nuovo modo di proporsi al pubblico del videogamers - vedi twitch.tv) riuscendo a capire bene ciò di cui parlano i videogiocatori.

    Ma non solo i film, anche la lettura è importante, dalle opere più 'semplici' come alcuni fumetti ai romanzi. Ho letto Conrad in lingua ad esempio e... wow! Un'esperienza magnifica che mi ha fatto sentire ogni respiro della sua opera!

    Bellissimo post Ferruccio!
    Non solleva solo il problema della pigrizia ma anche l'importanza della comprensione che un qualcosa nella sua veste naturale risulta più vera di come possiamo invece percepirla 'tradotta'!

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    1. In realtà lo scopo del post era quello di dare una scossa, sopratutto per chi adesso si butta nel mondo del lavoro. Volevo scriverne uno da tempo a non riuscivo a trovare il punto di partenza. L'articolo di Passadori è stato una buona fonte di ispirazione. Grazie

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  4. Negli ultimi anni cerco sempre di guardare film e serie TV in lingua originale, non solo per "tenere al passo" il mio inglese, ma perché in originale risultano molto più coinvolgenti e gustosi. Qui in Italia in TV ci sono un sacco di "bei faccini" che non sanno recitare, in USA ci sono un sacco di "bei faccini" che hanno alle spalle anni di studio e recitazione... e si sentono tutti.
    Questo weekend ho visto "The Babadook", rabbrividisco all'idea di come verrà doppiata la protagonista Essie Davis se mai il film dovesse uscire in italiano: la sua voce è una componente importante della pellicola, dubito che una doppiatrice, per quanto brava, riesca ad avvicinarsi al suo livello.
    Tornando all'abitudine tutta italiana... c'è chi si lamenta del fatto che ascoltare i film in originale "spacca gli occhi" perché ci sono i sottotitoli da seguire e bla bla bla. In Lettonia i film, tutti proposti in originale, vengono sottotitolati in lettone e in russo, e nessuno si lamenta: non sorprende che il lettone medio ci faccia mangiare la sua polvere quando si tratta di parlare inglese.
    E i libri? Sto cominciando a leggere in originale anche la narrativa dopo anni di manuali e saggistica in inglese. Leggevo ieri su un gruppo di Facebook dedicato a "Lovecraft in Italia" che la gente si lamenta di quanto poco venga tradotto in italiano e di come siano spesso brutte le sue traduzioni: la soluzione è semplice, leggete il testo originale in inglese, lo trovi ovunque in rete gratis. Ma capisco che per la maggior parte degli italiani questa sia una soluzione "scomoda" e sappiamo bene che agli italiani la scomodità proprio non va a genio...

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    1. Sulla recitazione degli attori non ho dubbi. Penso a Tom Hanks che ho sempre considerato di serie b fino a che non l'ho visto recitare con la sua lingua. IO ho inoltre "aperto" le amicizie sui social a gente straniera. Chattare in lingua inglese con un americano una canadese o una sudafricana per me è molto educativo

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  5. C'è comunque da tenere conto di una cosa: a meno che tu non conosca perfettamente la cultura da cui un'opera proviene (e non parlo di lingua, che l'inglese lo capiamo un po' tutti, anche raffazzonando un po') perderai sempre una percentuale (grande o piccola) di tale opera.
    Forse ci sono casi in cui un "mediatore" linguistico e culturale è necessario.

    Moz-

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    1. Certo, certo, hai ragione, le cose devono essere mediate, ma se la possibilità esiste bisogna ususfruirne.

      PS. Per capire noi Italiani all'estero hanno bisogno eccome di mediatori :-D

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    2. Ahaha, ma noi eravamo i padroni del mondo, dovrebbero sforzarsi gli altri ex-colonizzati di comprenderci sempre e comunque!! ;)

      In ogni caso, ci sono opere "linguistiche" che vanno viste in lingua originale altrimenti si perde tutto. Pensa a Bastardi senza gloria di Tarantino, dove le lingue sono un elemento essenziale (francese, inglese/americano, italiano e tedesco). Con un ATTORE in grado di parlarle tutte.

      Moz-

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    3. Io la verifica l'ho fatto sui documentari che trattano i serpenti velenosi. Insomma quando la cosa ti interessa veramente o sei preparato è facile scoprire castronerie

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    4. Giusto, proprio così!!

      Moz-

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  6. Io quando abitavo in Svezia sui canali svedesi ho visto perfino la pubblicità della Barilla trasmessa in italiano con i sottotitoli.
    In ogni caso la traduzione a volte aiuta. Ricordo che nei circuiti della fantascienza negli anni 70 si era concordi nell'affermare che la scrittura di Asimov tradotta in italiano migliorava.
    Oppure c'è il caso limite di Stanlio e Ollio dove il doppiaggio italiano ha raddoppiato il livello di comicità presente nei film originali, al punto che in Francia i loro film preferivano guardarli nella nostra lingua piuttosto che in inglese. Insomma, il discorso è complesso e sfaccettato.

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    1. la comicità è un caso a parte, difatti ho citato Totò... penso a come potrebbe essere Fantozzi in inglese o Trinità

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  7. Mi permetto d'inserirmi nel discorso perchè per lavoro mi occupo di cinema, e nel mio percorso di studi a livello artistico si è insinuato anche l'affascinante mondo del doppiaggio. Il doppiaggio difficilmente rovina un'opera. Il doppiaggio può influenzare e modificare la percezione che lo spettatore ha di quest'opera, e non sempre.
    Durante l'anno assisto a centinaia di proiezioni di film in lingua originale e di contro guardo anche molti film doppiati. Innanzitutto vorrei un attimo chiarire il ruolo del doppiatore all'interno del processo di traduzione dei film: il doppiatore è un attore che si specializza nel lavorare essenzialmente con l'uso della voce. Il doppiatore esegue e interpreta, tramite le impostazioni del direttore di doppiaggio, un testo tradotto e adattato (adattato perchè chiaramente le fonetiche linguistiche sono diverse) che arriva dall'estero. Quando si sente un doppiaggio di poca qualità in pochissimi casi questo deriva dalla qualità del doppiatore, bensì è un problema del dialoghista, dell'adattatore e, in alcuni casi, anche del direttore di doppiaggio. Detto questo, è chiaro che un film in lingua originale ti permette di raccogliere tutte quelle sfumature che il doppiaggio inevitabilmente perde perchè è la nostra tradizione linguistica ad essere diversa. In taluni casi questo elimina poco o nulla della profondità dell'opera in sè e in altri casi ne fa perdere invece molta. Io credo che l'inglese, essendo la lingua più diffusa nel mondo, debba necessariamente far parte di un bagaglio personale contemporaneo. Ritengo altresì che questo sia un discorso molto limitato in rapporto all'anno in cui ci troviamo. Nel 2014 uno ha la possibilità di scegliere in mille modi se vedere un film in buona o alta definizione, in 2D o in 3D, in lingua originale o doppiato. Servirebbe più intraprendenza degli italiani nello sforzarsi ad avvicinarsi alla lingua inglese? Assolutamente si. Per quale motivo? Perchè è la più parlata in tutto il mondo. Punto. Stop. Non perchè sia la più bella ma perchè è la lingua necessaria. Quindi è bene sforzarci di guardare film con sottotitoli all'inizio e poi cercare di guardarli totalmente in lingua. La lingua italiana rimane quella più variegata anche di sfumature, quella più interessante. Non lo dico io, lo dicono esperti e studiosi. Purtroppo ha la particolarità di essere una lingua poco o per nulla diffusa al di fuori dei nostri confini ma pur essendo favorevolissimo alla visione di film in lingua originale, trovo sia in ogni caso sbagliato minimizzare ciò che rappresenta ed è il doppiaggio: un'arte, una recitazione per certi versi più complessa perchè mancante del movimento corporeo. Un'arte che in alcuni casi peggiora un'opera ma che in certi casi migliora (e di gran lunga) la recitazione dell'attore straniero. Trovo sia sbagliato fare di tutta l'erba un fascio. E' sbagliato non avvicinarsi alla lingua originale di un'opera ed è giusto incentivare la visione di film in lingua originale, ma è sbagliato banalizzare il mondo del doppiaggio che ha in sè una componente magica e affascinante, che va al di la dell'ambito cinematografico, e che ha annoverato artisti meravigliosi. Un'arte in cui sappiamo eccellere come nessuno, un'arte non per tutti, prova ne è che chi è un bravissimo attore non è detto che sappia essere un egregio doppiatore. Nel 2014 per fortuna si ha libertà di scegliere come meglio guardare un film. Incentiviamo l'utilizzo della lingua madre di un'opera, incentiviamo soprattutto l'inglese ma ricordiamoci che staremo sempre parlando di un discorso a metà, incompleto e imperfetto. Perchè ogni individuo per raccogliere tutte le più minuziose sfumature e sottigliezze di un'opera dovrebbe conoscere ogni singola lingua di questo mondo. Ed è francamente impensabile. Impariamo ed amiamo la lingua necessaria e amiamo e salvaguardiamo la nostra lingua madre. E' comunque un discorso che sarebbe interessante approfondire ulteriormente.

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    1. Oh Davide ti ringrazio per il commento e ti dico subito che il discorso andrebbe approfondito come accenni alla fine. Il post non è naturalmente come hai potuto constatare un battaglia contro i traduttori o i doppiatori, ma vuole essere un suggerimento e uno stimolo come anche tu evidenzi a migliorare la conoscenza della lingua inglese, fondamentale al giorno d'oggi. Il gancio è partito dal mondo del cinema, ma non è limitato a quello.

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    2. Ti ringrazio Ferruccio. Ho trovato il post e l'argomento molto interessante! Certamente è un discorso che non è limitato solamente all'ambito cinematografico, come ben affermi tu.

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    3. Ti ringrazio per l'apprezzamento. Dico lo stesso: mi fa piacere averti avuto come ospite Davide, il tuo commento è da "guest post"

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  8. Tutto vero, però guardare film con i sottotitoli è indubbiamente "fastidioso" perchè costringe l'occhio a un doppio lavoro. Personalmente a volte guardo i film originali coi sottotitoli, però se sono particolarmente stanco e voglio solo rilassarmi preferisco vederli doppiati.

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    1. Ariano sono in linea con il tuo pensiero, a volte il relax richiede proprio questo

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  9. Concordo sul post, sull'opportunità di guardare in lingua originale, potendo, e sul discorso della provincialità.
    Interessante il post di Sica, ma non credo che tutto quello che ha scritto sia in contrasto.
    Il fatto di poter vedere un film in lingua originale non toglie la possibilità di vedere poi la versione doppiata. Ma non si può dire che non ci siano differenze e sostanziali, è la stessa cosa rispetto a leggere un libro in lingua originale.
    Io vedo serie anime giapponesi: sottotitolate in italiano va da sé XD Eppure... che differenza per la musicalità della lingua e i cattivi adattamenti spesso fatti in italiano!
    Non è questione da poco, la musicalità di una lingua, sottintende molti altri aspetti.
    Penso di aver condensato troppe idee e aver fatto sufficiente confusione ^^
    Ciao Ferruccio alla prossima! XD

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    1. Davide ha commentato alla grande. Considero la "musica" l'unica forma d'arte veramente universale, per questo la musicalità di una lingua è così importante

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