martedì 2 dicembre 2014

Il verbo di Umberto Eco

Penso che il nome Umberto Eco sia noto a tutti quelli che per un motivo o per l’altro si occupano di letteratura, ma forse farei meglio a parlare di cultura, visto che il verbo del semiologo, filosofo e scrittore alessandrino, tocca diversi aspetti del sapere. 

Tuttavia, fatto strano, non mai fatto un’inchiesta sulla sua narrativa e la cosa è abbastanza strana. Eco, infatti, è comparso un paio di volte sul mio blog. Una volta per elencare i suoi 40 consigli sulla scrittura

Un’altra volta invece per voce dell’articolo L’artiglio dell’inquisizione, dove raccontavo il modo in cui mi ero impadronito del romanzo Il nome della rosa. 

Alla fine Il nome della rosa, romanzo che in trent’anni ha venduto 50 milioni di copie ed è stato tradotto in oltre 40 lingue è anche il solo libro che ho letto. 

Devo però confessare che mi ha soddisfatto ampiamente, anche se avevo già visto il film in precedenza, ma non sono andato oltre nel cercare altri titoli. 

Mi sono fermato lì, perché a detta di molti le indagini del frate francescano inglese Guglielmo da Baskerville, e Adso da Melk, suo allievo, sono il meglio del suo lavoro. 

Ma come sempre aspetto anche i vostri contributi. 


In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male. 
Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell'attesa di perdermi nell'abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l'Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione.



22 commenti:

  1. Dopo il grande successo del romanzo "Il nome della rosa, Eco è stato definito da molti come "professore di semiotica", secondo me a ragione. Infatti, lo scrittore, che ha sempre accusato Berlusconi di "protagonismo", evidentemente era bilioso perché toglieva spazio alla sua sete di voler essere a tutti i costi il "primo attore" dell'italico scenario. Scusami, Ferru, lo so che il tuo Blog non tratta la politica, ma questa "debolezza" di Eco potrebbe essere vista sotto forma "umanistica"... che lui tanto ama... :-)

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    1. Beh, bisogna leggere le Bustine di Minerva e altri saggi di Eco per capire che la sua accusa a Berlusconi non aveva nulla di politico. Eco era un linguista "et" un sociologo. Come fa un cervello funzionante a non puntare il dito sullo Gnomo di Arcore??

      Ferruccio, io ritengo il suo più grande romanzo "Il Pendolo di Foucault", a pari merito con "Baudolino" (vera e propria cronaca della nascita dell'Italia!). Due capolavori, più di "Nome della Rosa".

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    2. Grazie Peter, sei preziosissimo!

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  2. Quando vado a vedere un film tratto da un romanzo,lo faccio sempre dopo aver letto quest'ultimo e in genere mi trovo sempre molto delusa per come viene riportata la storia sulla pellicola,nel caso del romanzo di Umberto Eco ho visto solo il film e devo dire che mi è piaciuto tanto,ne deduco ,di conseguenza,che il libro è un ottimo romanzo,sono comunque desiderosa di leggerlo e non avendolo fra i miei libri credo proprio che me lo regalerò per natale !

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    1. A me è piaciuto moltissimo, anche se il libro lo avevo "rubato"

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    2. Ne sono certa che è un bel romanzo,io però vado a comprarlo ahahahah ;-)

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    3. Naturalmente, non fare come me

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  3. Anche Baudolino merita, tra i romanzi.
    La misteriosa fiamma ecc invece avrei sempre voluto leggerlo ma ancora mai lo faccio.
    Quest'anno ho invece preso, di Eco, Storia delle terre e dei luoghi leggendari. Fighissimo, un atlante che fa sognare.

    Moz-

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  4. Recentemente ho partecipato a una discussione incentrata su chi siano gli scrittori italiani "degni": alcuni tra i partecipanti hanno affermato che Eco non è uno scrittore, punto ^^
    Ho letto alcuni romanzi di Eco, la saggistica poco e in consultazione, ma... a me piace tantissimo, lo definisco perfino Scrittore (eh lo so, son una pazza, oh...) XD
    L'isola del giorno prima: uno dei libri più belli che abbia letto; seguono a pari merito La misteriosa fiamma..., Baudolino, Il nome della rosa. Il pendolo devo ancora affrontarlo ^_^

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    1. Devo ammettere che questi post servono. Arrivano le risposte che voglio
      grazie Giò

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  5. Io sto leggendo (studiando?) adesso di lui il libro che cita anche Moz, l'atlante dei luoghi leggendari. Però non ho mai letto i suoi romanzi e al momento non figura neanche tra gli scrittori della mia pur folta lista di attesa.

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    1. questo titolo ricorda vagamente Borges

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    2. Borges ha scritto "Atlante", ma in quel caso si trattava di ricordi di viaggio ;)

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    3. mi ricorda vagamente Il manuale di zoologia fantastica

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    4. La vaga somiglianza del titolo è la sola cosa che li accomuna...

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  6. Io vado controcorrente e dico che "Il nome della rosa" è una palla mostruosa di anti-letteratura, uno dei pochi libri che ho mollato a metà (e non sento affatto la necessità di riprenderlo in mano) perchè è enormemente artificioso e falso! (in my humble opinion, of course).

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    1. artificioso e falso mi piace... il bello delle letteratura è quando i pareri, pur discordi, sono giustificati in modo coerente

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  7. "Baudolino" e "L'Isola del Giorno Dopo", insieme al "Pendolo di Foucault", suoi veri capolavori. Ma consiglio anche i saggi e le raccolte di articoli ("Apocalittici e Integrati" fino alle sue "Bustine di Minerva" in tutte le salse), realmente "entertaining" (oltre a essere una dura critica alla cultura occidentale filo-americana).

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