giovedì 11 dicembre 2014

Finalmente Isabel Allende

Isabel Allende
Nei giorni scorsi mi hanno detto che per Natale riceverò in regalo una copia de La casa degli spiriti di Isabel Allende. L’amica che ha pensato bene di regalarmelo doveva essere memore di un discorso che le avevo fatto una volta. 

Roba di tre o quattro anni fa, quando le avevo confessato di non avevo mai letto un libro della scrittrice cilena. Allora mi aveva chiesto se scherzavo. 

Ed era rimasta alquanto perplessa dopo essere stata messa al corrente della mia completa ignoranza riguardo alla narrativa della parente del presidente cileno. 

Mi disse che c’avrebbe pensato lei a colmare la lacuna. È trascorso un bel po’ di tempo da allora e adesso, per posta, mi giungerà il frutto di quella discussione. 

Nel frattempo con Isabel Allende sono rimasto al palo. Le cose da fare e da leggere aumentano sempre e non ho migliorato la situazione, così mi rivolgo a voi. 

Cosa devo aspettarmi: La casa degli spiriti è un gran libro? O c’è qualcosa di meglio nella produzione di Isabel Allende
Essendo completamente all’oscuro vorrei sentire il vostro parere. Intanto comincio a farmi la bocca studiandomi l’incipit:

Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e piú tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva – dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro – il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastián, alla quale assistette con tutta la famiglia.



24 commenti:

  1. Dall'immagine sembra una bella persona. Se scrive così come si presenta vale sicuramente la pena di leggere :-)

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  2. Il libro non lo ho mai letto, dal romanzo è stato tratto il film che porta lo stesso titolo ed è un gran bel film con un bel cast...se tanto mi da tanto il libro va letto senza ombra di dubbio! Non sapevo che la scrittrice fosse lei ,grazie per l'info Ferruccio !

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    1. Grazie Marina, non ho visto neppure il fime

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  3. So che è considerato un bel libro, ma personalmente non amo la letteratura sudamericana.
    Il film comunque l'ho visto, ma non mi è piaciuto per niente... un polpettone indigesto.

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    1. Un personaggio che affascina le figure femminili, presumo

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    2. Non è questione di sesso, Ferruccio. La sceneggiatura del film è sgangherata e la regia pachidermica, tutto qui.

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    3. Vedilo e giudica di persona. Per me le storie perdono di importanza se la sceneggiatura manca di compattezza e la regia è completamente senza acuti.

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  4. Non so se affascina solo le donne Ferruccio,è un film molto profondo e va seguito con attenzione,di sicuro non è un cinepanettone ;-)

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    1. No, non intendevo banalizzare. Come si sono personaggi maschili che suscitano ammirazione nella componente maschile, ho anche potuto verificare che sono personaggi femminili che provocano la stessa cosa. Credo che molte donne si identificano nelle storie dell'Allende. Intendevo questo :-D

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  5. Secondo me Zorro ti piacerebbe molto.

    Moz-

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  6. Dunque, il libro è un affresco sociale condito con quello che è stato definito (e qui a ragione) "realismo magico": Allende e Garcia Marquez ne sono i precursori in letteratura. Nelle vicende di una famiglia si rispecchia la storia cilena, ma non si tratta di una rappresentazione storica vera e propria, per la presenza di elementi che sono "magici" (e poi vedrai tu in che senso, e come tu li vorrai interpretare).
    Poi, uno scrittore può piacere o meno per gusto e sensibilità personali.
    Riguardo al film, al solito è "altro" (e fortunatamente secondo me) rispetto al libro; penso che l'effetto "polpettone" avvertito da Ferruccio derivi proprio dalla difficoltà di trasporre in immagini la scrittura della Allende. A me comunque non è dispiaciuto, un gran cast.
    P.S.: non mi identifico mai, né in autori né in personaggi :P

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    1. Ivano non Ferruccio, io non ho visto neanche il film. Vedendo i commenti io ho solo pensato che, benché la narrativa sia universale, tocchi temi affini in alcuni al sesso femminile e altri al mondo maschile

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    2. -_- pardon! XD Ho fatto confusione...

      Non so, io questo libro non lo trovo particolarmente indicato a un tipo di pubblico per genere, poi farai sapere che ne pensi tu! ^^

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    3. Naturalmente, farò sapere
      ma i commenti a questo post sono l'ispirazione per un altro

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  7. Conosco di fama la scrittrice ma non ho mai letto nulla (e quando mai? :°D).
    Potrebbe essere interessante se Glò dice che ha delle assonanze con Marquez, ma non sapendo come ed in quale misura non posso dirti nulla di più!

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    1. Di Marquez ho letto parecchio, se gli assomiglia...

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    2. Penso che qualche assonanza ci sia, ma probabilmente sono la persona meno indicata per dirlo XD
      Garcia Marquez non mi piace moltissimo :P
      Sicuramente di base il tema del realismo magico li avvicina molto!

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    3. Cent'anni di solitudini mi aveva impressionato in bene e non poco

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