martedì 23 dicembre 2014

Cinque scrittori verso cui sono stato invidioso

Be’ forse non sono stato proprio invidioso dei cinque scrittori che seguono. Sono talmente immerso nelle mie cose che raramente mi capita di provare astio per qualcuno più bravo di me. 

Confesso però che quando uscirono con i loro libri di successo o quando ne senti parlare la prima volta provai delle strane sensazioni. 

Ero molto giovane, credevo di essere uno scrittore in possesso di un talento fuori dalla norma e non vedermi paragonato o ancora al centro delle discussioni al pari di loro mi dava un po’ di fastidio. 

Cosa avevano loro più di me

Lasciamo perdere. La verità è che intanto sono scrittori che hanno avuto modo di confermare il loro valore e che questo post fa riaffiorare emozioni e momenti di un periodo splendido (ma è così anche adesso). 

Ve li presento: 

1 - Giuseppe Culicchia: cercai e lessi un po’ tutto ciò che riguardava l’autore salito alla ribalta con l’uscita del suo libro Tutti giù per terra. Attorno a lui stava accadendo quello che avrei voluto succedesse allora a me. Serve aggiungere altro? 

2 - Enrico Brizzi: era un ragazzino quando pubblicò Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Non mi piacevano gli Red Hot Chili Peppers e potete facilmente immaginare cosa pensai sulle prime del libro, dell’autore e anche del rock della band Californiana. Mi domandai pure il perché non ero io al suo posto. Brizzi nel frattempo si è rivelato un autore validissimo. 

3 - Jay McInerney: Fernanda Pivano lo considerava il nuovo Hemingway e io mi dicevo solo perché non ha conosciuto il sottoscritto. Devo ammettere però che il suo Le mille luci di New York, scritto in quell’atipica seconda persona singolare continua a restare uno dei miei libri preferiti. 

4 - Douglas Coupland: Generation X è in libro che non ho mai capito. Quando uscì lo interpretai come un qualcosa di epocale per quanto riguarda la narrativa. Un altro American Psycho pensai. Non era così. Un libro molto deludente.  

5 - Susanna Tamaro: a metà degli anni novanta c’era un programma televisivo che discorreva di letteratura. Si finiva sempre a parlare di Susanna Tamaro e del suo Va dove ti porta il cuore. Per un po’ di tempo l’ho sentita nominare dappertutto. Nelle corsie degli ospedali, nella sale d’aspetto. Nelle sale professori delle scuole. Ne ho parlato anche in un post specifico. 

Insomma,  invidia per modo di dire.

12 commenti:

  1. La Tamaro sarà che l'ho odiata per questo. Poi era pubblicizzata anche dai cattolici, a rotta di collo XD

    Moz-

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  2. L'invidia credo sia il sentimento base dell'ammirazione che poi prende due strade: c'è chi "ama" come te e chi invece "odia". In ogni caso l'invidia è una forte passione. È proprio per questo che io a volte arrivo a invidiare perfino agli invidiosi :-)

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  3. Non so come dirlo meglio, ma la Tamaro scrive. Ci siamo capiti, vero? ^^
    Essere Scrittori è altro.

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  4. Solo cinque? Io potrei riempire un elenco telefonico con gli scrittori che invidio
    :-D

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    1. ahhaha, diciamo che sono quelli in testa alla lista

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  5. Invidiare (con buonsenso) è un sentimento molto umano.
    Diciamo che c'è chi fa qualcosa che faciamo anche noi ma meglio e così nasce questa invidia che forse più che altro è una leggera irritazione per la fortuna altrui che vorremmo per noi.
    Degli scrittori che tu nomini non ho letto nessuno. Di Tamaro avevamo in casa un libro per ragazzi che mia figlia non è mai riuscita a leggere. E io neppure anche se ci ho provato per capire come mai una divoratrice di libri come lei lo avesse accantonato dopo dopo che pagine.

    Proprio invidiare magari no ma ammirare alla follia sì. Neruda, con le sue poesie profonde e piene d'amore per il mondo intero. Il suo Canto Generale.....

    Forse una cretinata te l'ho detta, però... invidia sì ma nei confronti di un Poeta inimitabile. Un tale Dante Alighieri... sì, va beh! Irraggiungibile!!!!
    Ciao Ferruccio e tantissimi auguroni di un ottimo Natale!

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    1. Grazie Patricia, un augurio di Buone Feste a te e ai tuoi cari

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  6. i primi tempi in cui ho cominciato a scrivere i primi due li invidiavo, o meglio cercavo di copiarli... :)
    per la tamaro invece solo odio, non invidia ahahah :D

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