domenica 2 novembre 2014

Invitato a un banchetto nell’antica Roma

La rubrica dedicata al cibo mi porta indietro nel tempo di un paio di millenni con il libro La vita quotidiana a Roma di Jerome Carcopino

Un libro che avevo acquistato nelle previsioni di scrivere una storia ambientata ai tempi dell’Impero Romano

Storia mai scritta. 

Però oltre a essermi stato utile per farmi un cultura sul periodo storico citato, mi dà l’opportunità oggi di elencare qualche momento dedicato al cibo. La mia solita top five:

1 - Il jentaculum di cui parla Marziale si compone di pane e formaggio, il prandium si riduce qualche volta a un pezzo di pane accompagnato di solito da carne fredda, verdura e frutta, innaffiati con un po’ di vino. 

2 - Nel mezzo del vassoio degli antipasti si levava un asinello di bronzo corinzio con due bisacce piene, l’una, di olive bianche, l’altra, d’olive nere. 

3 - Vi erano anche salsicce calde su una graticola d’argento e, sotto la graticola, prugne di Sira e chicchi di melagrane a imitar la brace. 

4 - Gli invitati hanno ancora la bocca piena che già i servi presentano loro la prima portata: una gallina di legno posta a covare su uno strato di paglia che nasconde uova di pavone ognuna delle quali racchiude un beccafico ricoperto di rosso d’uovo pepato

5 - Dopo di che si avanzano i tre arrosti, non inferiori a ciò che precede: sulla prima guantiera, una bella scrofa di cinghiale ripiena di tordi vivi e circondata di cinghia lini di pasta dura in atto di allattare; sul secondo un enorme maiale da cui scappa un fiotto di salsicce e sanguinacci, sull’ultimo un vitello lessato con l’elmo in testa, che uno scudiero trinciatore, lo scissor travestito da Aiace, taglia a pezzi e distribuisce pezzo per pezzo sulla punta delle spada. 

Una cucina per stomaci forti, me ne rendo conto. Ma è solo un gioco anche questo per promuovere la cultura. Però visto che ci siamo, potreste anche pensare un attimino e cercare di rispondere alla mia domanda: in quale epoca del passato vi piacerebbe essere invitati a pranzo?



9 commenti:

  1. Rispondere a questa domanda per me è semplicissimo: Mi sarebbe piaciuto essere invitato al pranzo del 12 giugno 1889 allestito a Palazzo Reale per l'arrivo a Napoli della Regina Margherita di Savoia, allorché, il cuoco chiamato per l'occasione, un certo Raffaele Esposito, creò in onore della Regina una pizza speciale dai tre colori: mozzarella, pomodoro e basilico, e la chiamò "margherita" :-)

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    1. Lo sentivo nell'aria questo banchetto

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    2. Hai un "sesto senso" molto sviluppato :)

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  2. Io sceglierei sicuramente di presenziare a un pranzo vichingo. Mi rendo conto che anche qui sarebbe un discorso da stomaci forti, ma per una volta non è il caso di fare gli schizzinosi ;D

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  3. Questo tipo di banchetto non fa' per me,con la carne e il pesce in generale ho un rapporto di odio-amore,preferisco banchetti con piatti a base di verdure di ogni tipo e tanta frutta,non saprei quindi in quale periodo storico mi piacerebbe banchettare,ma se è possibile chiederei di aggiungere un posto a tavola nel banchetto citato da Jennaro dal momento che adoro la pizza ;-)

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    1. credo che vorremmo essere in tanti a mangiare quella pizza

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    2. Marina, col permesso dell'amico Ferruccio, mi pregierei di invitarti, qualora ti trovassi a venire in zona sud-vesuviana, a mangiare una pizza con tutte le verdure che per l'occasione farei preparare dal miglior pizzaiolo della mia zona positamente per te e a cui farei dare il nome di "marina" :-)

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    3. Così si fa, io permetto, permetto

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