giovedì 20 novembre 2014

Il precario equilibrio dei post personali

Una decina di giorni fa ho pubblicato un post dove elencavo Cinque tipi di articoli da non pubblicare sui blog

In linea di massima, in risposta a esso, ho ricevuto riscontri positivi notando che più o meno siamo tutti dalla stessa parte. Ho anche però verificato, da parte mia, una mancanza di approfondimento dovuta alla tipologia del post stesso. 

Mancanza di approfondimento che a partire da questo articolo cercherò di colmare riprendendo, se è il caso, uno alla volta i punti segnalati in quell’articolo di partenza. La prima spinta me la dà Alessio, Web Master di La Tela Nera: 

Condivido molto la scelta sui post "lamentosi" e quello sulle recensioni (se dedicate a opere di italiani, la maggior parte dei quali è incapace di gestire l'essere criticati negativamente). La penso diversamente su quelli relativi a storie personali: se la storia è interessante e tratta temi/situazioni condivisibili dai tuoi lettori perché non farne un post? Anzi, secondo me sono proprio questi quelli che ti differenziano e personalizzano rispetto ad altri, e ti aiutano a stringere un rapporto più umano/reale con i tuoi lettori. 

Naturalmente sono d’accordo con Alessio. La penso esattamente allo stesso modo. Alla fine se uno ci pensa gli articoli di un blog sono quasi sempre o, forse, sempre frutto di spunti, riflessioni e storie personali. Che si parli di libri, di musica, di social network o di pinco pallino a farla da padrone sono sempre le esperienze che ci hanno formato. 

Ma proprio per questo credo ci sia un sottile equilibro che va curato e gestito nel migliore dei modi per evitare di pubblicare contenuti che possono urtare la sensibilità dei lettori. 

Da una parte ci sono gli articoli che partendo da una posizione personale sono in grado di dare al lettore del valore aggiunto, dall’altra ce ne sono invece altri che per imperizia o superficialità possono apparire come egoistici ed essere molto deleteri. 

Purtroppo mi rendo conto di quanto sia difficile riuscire a stare in equilibro perfetto sulla corda suscitando magari ammirazione e plauso e quando invece il capitombolo è subito lì dopo il primo passo. 

Per concludere posso dire che cercherò di evitare al massimo post personali autocelebrativi e forse, molto più semplicemente, ora che ci penso, sono proprio questi ultimi quelli a cui mi riferivo quando dieci giorni fa ho parlato di post personali da evitare.

12 commenti:

  1. Secondo me dipende dalla storia: ci sono episodi della vita che meritano di essere condivisi e altri che meritano un canale di più ampio respiro come può essere ad esempio un libro.
    Certo è che è inutile scrivere post del tipo "oggi sono andata a fare la spesa e ho incontrato le amiche al bar": assolutamente narcisista, come hai detto tu!
    Un abbraccio

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  2. Se la storia personale è inerente al tema trattato dal blog, allora per me va bene. Altrimenti la trovo fuori luogo, almeno in blog tematici.

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  3. Per come la vedo io, metto sempre un po' del mio vissuto (a volte tanto, a volte poco) nei miei articoli.
    L'importante è non porsi mai al di sopra, anche perché non siamo nessuno.

    Moz-

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    1. Naturalmente Moz- ti seguo su tutta la linea

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  4. A mio parere, del tutto opinabile, un aggancio "personale" quando si recensisce un libro, o un fumetto non è una cattiva idea.
    Lo differenzia dalle recensioni finto-oggettive dei grossi siti e/o riviste.

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  5. Sì, equilibrio come chiave principale e umiltà, aggiungo. Vero è che ci sono blog in cui il pettegolezzo e la modalità-lamentazione sono i cardini degli stessi.
    Io per esempio gradisco poco i post che distruggono (spesso senza basi effettive) autori, registi, e via dicendo: intanto penso che un parere personale possa essere espresso in maniera gradevole e anche che debba rimanere tale, ossia personale. Spesso invece si parla per assoluti. Cattivissima abitudine, diffusa ovunque.
    Preferisco scrivere di ciò che mi appassiona, cercando di trasmettere a chi legge le motivazioni e la curiosità. Se poi ne conseguono commenti che vanno in direzione opposta, dal mio punto di vista, tutto di guadagnato: si comunica e dialoga.

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    1. Preferisco scrivere di ciò che mi appassiona, cercando di trasmettere a chi legge le motivazioni e la curiosità.

      Vero!

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  6. Questo post mi ha fatto riflettere su come siano cambiati i blog da 10 anni a questa parte (ebbi il prima a 15/16 anni).
    Un tempo i blog funzionavano da diari personali online, il più delle volte nascevano per condividere il proprio vissuto personale con dei lettori virtuali che magari avrebbero potuto ascoltare ciò che persone fisiche ignoravano, era un 'vomitoria' di pensieri e parole spesso utilizzato da ragazzini o adolescenti.
    Poi sulla piattaforma Splinder si erano sviluppati i primi blog tematici come quelli che fornivano grafica e template agli altri utenti (io ne ho avuto uno per circa due anni!) e c'erano diversi blog comunitari in cui ci si scambiava post con saluti, ricette ed impressioni , oppure anche associazioni culturali ufficiali od ufficiosi dedicati alla scrittura (ne ho fatto parte per un bel po'!).
    Adesso i blog sono cambiati, cambiata è la figura del blogger che ha trasformato il suo status in una forma più professionale ed i blog più letti e sull'onda della ribalta sono quelli in cui si discute di qualcosa di preciso (viaggi, cucina, fashion&moda, fai da te, etc) in un modo che mantiene sia l'accento personale che quello più professionale che schiaccia l'occhio al grande pubblico.

    Alla luce di questo - scusa il lungo commento ma è stata una riflessione che mi sentivo di dover condividere con una persona come te che si occupa molto di questo argomento - sicuramente i blog od i post a stampo personale 'non tirano più', oltre al blogger sono cambiati anche i lettori ed ai lettori piace essere coinvolti e piace informarsi su qualcosa che desidererebbero conoscere o condividere: il blog è diventata un social, non è più un diario.

    Un saluto e spero di non averti annoiato!

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  7. Sono del parere che un blogger può fare sicuramente dei riferimenti nei suoi articoli a determinate situazioni personali,inerenti al tema trattato,ma senza mai fare dei post lagnosi piangendosi addosso,a lungo andare verrà emarginato di sicuro.A ciascuno di noi piace sicuramente confrontarsi e ascoltare le altrui esperienze,anche per confrontarci e a "aiutarci" a vicenda,se però sto al pc per distrarmi e per allontanare dalla mente i miei problemi,non mi va d'imbattermi continuamente in lamentele personali ...concludo quindi dicendoti che ognuno deve attivare il proprio "galleggiante" e capire da solo che oltre quel limite non ci si deve spingere...la giusta misura in ogni cosa,comunque dipende sempre dai temi trattati :)

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