domenica 30 novembre 2014

Con Leopold Bloom e cricca, a pranzo nell’Ulisse di Joyce

Ho avuto modo di parlare della mia infatuazione riguardo all’Ulisse di James Joyce nell’articolo Maledette virgole pubblicato più di quattro anni fa. 

Un libro che mi colpì parecchio, complice l’età e certe idee balzane in testa. In questi giorni l’ho ripreso per poterlo ripresentare in chiave culinaria tramite la mia rubrica domenicale: nell’Ulisse ci sono infatti molti momenti dedicati al cibi a cominciare dalla sensazionale presentazione di Leopold Bloom nelle prime pagine dell’opera. 

Ora non è stato semplice trovare i brani per realizzare una top five leggendo a sprazzi 600 pagine di romanzo. Ma alla fine ci sono riuscito. Anche in questo caso è necessario un palato da vero gourmet per certe pietanze:  

1 - Mr Leopold Bloom mangiava con gran gusto le interiora di animali e di volatili. Gli piaceva la spessa minestra di rigaglie, gozzi piccanti, un cuore ripieno arrosto, fette di fegato impanate e fritte, uova di merluzzo fritte. Più di tutto gli piacevano i rognoni di castrato alla griglia che gli lasciavano nel palato un fine gusto d’orina leggermente aromatica. 

2 - Indietreggiò verso la porta. Uno spuntino leggero da Davy Byrne. Tappabuchi. Per tenersi in piedi. Fatto una buona colazione. 
- Arrosto con puré. 

3 - Sardine sugli scaffali. Sembra di sentire il sapore a guardarle. Un tramezzino? Prosciutto e sua progenie panati e senapati qui. 

4 - Comprano uno scellino e quattro pence di affettato e quattro fette di pane al ristorante di Marlborough street da Miss Kate Collins, la proprietaria. Acquistano ventiquattro susine mature da una ragazza ai piedi della colonna di Nelson perché l’affettato fa venir sete. 

5 - Versò in due tazzine due cucchiai rasi, quattro in tutto, di cacao solubile Epps e procedette secondo le istruzioni per l’uso stampate sull’etichetta, a ciascuna aggiungendo, dopo il tempo sufficiente per l’infusione, gli ingredienti prescritti per la diffusione nella maniera e nella quantità prescritte. 

Buon appetito!




9 commenti:

  1. Probabilmente anche a Joyce era venuta fame mentre scriveva Finnegans Wake, visto che si era "mangiato" delle virgole :-)

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  2. Con me Mr Leopold Bloom sarebbe morto di fame,neanche sotto minaccia gli avrei cucinato "cose" del genere,ho lo stomaco in subbuglio solo per aver letto le sue preferenze culinarie :-)

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    1. Leggendo le ricette che ogni tanto pubblichi sul tuo blog, capisco bene cosa vuoi dire

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  3. Ammazza, che tappabuchi leggero XD
    Comunque, il primo punto non lo condivido... gli altri vanno ok, specie il tramezzino senapato^^

    Moz-

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  4. Il punto 1 m'ha stesa o_O

    Per il resto, non male suvvia ^^

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  5. Sapevo che l'Ulisse aveva fra i suoi punti di forza il cibo, mi pare che proprio letterariamente significasse anche qualcosa di preciso all'interno del romanzo ma non avendolo mai letto le nozioni di letteratura inglese sono ormai sfumate via come il fumo dell'arrosto! Ahah!

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