sabato 2 agosto 2014

Rapinatore per gioco di Jorge Real e Antonio G. D’Errico in vetrina

La prima vetrina di agosto e dedicata al lavoro a quattro mani realizzato da Jorge Real e Antonio G. D’Errico: Rapinatore per gioco - Storia vera di un ludopatico

Il lavoro, in uscita in questi giorni, per Edizioni Anordest, con una prefazione di don Luigi Ciotti, esamina in maniera convincente il problema del gioco d’azzardo. 

Vero protagonista della storia è Paolo Pennacchione, un uomo sopraffatto dal suo bisogno senza freni di avere denaro da puntare al tavolo da gioco o su una tris di gare di cavalli. Un bisogno che alla fine lo porta a rapinare banche. 

Così Pennacchione si rende artefice di quaranta rapine, per un totale di alcuni milioni di euro. L’uomo finisce in prigione, poi chiede e ottiene misure alternative. 

Purtroppo però sfrutta le misure concesse non per restare a casa e meditare sui suoi sbagli ma per continuare a realizzare altre rapine e altre puntate al gioco di cui non può farne a meno, tanto da ritornare in carcere. Entra e esce. Si trasferisce per un periodo anche in Spagna e si guadagna anche qui il "privilegio" di un posto nelle prigioni andaluse. 

Il libro ha una postfazione del protagonista. 


Incipit: 

Sono nato e cresciuto in un piccolo borgo di campagna, una frazione di Ortona, in provincia di Chieti, Contrada Colombo. 
Mi meravigliava sempre attraversare le stradine sparse in mezzo alle case basse, che mostravano intorno giardini curati e bellissimi. Dietro le case si estendevano orti pianeggianti, con piantine verdi e gialle che correvano in fila, allineate; e appena più in là, sulla collina, le vigne intrecciavano i tralci e i germogli gentili delle viti. 



Jorge Real Sierra è nato in Venezuela. Tra il 1981 e il 1986 è stato un pilota della CIA ma ne tradì la fiducia in quanto si trasformò in un trafficante internazionale di droga. 

Arrestato in Italia, è stato estradato in Spagna dove sta scontando una pena nel carcere di Granada. 

Il suo primo lavoro letterario Il volo del silenzio è stato tradotto in molte lingue.  In Italia è stato pubblicato con una grande riscontro di pubblico e di critica da Longanesi.




Antonio Gerardo D’Errico, scrittore, sceneggiatore teatrale, televisivo e cinematografico, è autore di thriller e di romanzi. 

Terzo classificato al Premio Scerbanenco con il noir Il discepolo con il voto della giuria dei lettori, D’Errico ha ricevuto una segnalazione d’onore al Premio Grinzane Pavese per la narrativa con il romanzo Montaldo. Fino all’ultimo respiro

Nel 2011 ha scritto per la Rizzoli la biografia di Eugenio Finardi, Spostare l’orizzonte

Con Edizioni Anordest ha pubblicato la biografia di Marco Pannella, Segnali di distensione e il volume Camorra, confessioni inedite di Mario Perrella, boss pentito del rione Traiano di Napoli


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9 commenti:

  1. Ciao, Ferruccio. Sempre in anticipo sugli eventi, con parole misurate e curate nei dettagli, nella verità. Il tema è davvero un'emergenza. Jorge ed io ci siamo affiancati in un lavoro come questo che reclama l'urgenza di una verità che non si è estinta con la sola pubblicazione del libro. Il libro è una dedica alla vita incredibile del giovane protagonista. Oltre ad essere un'occasione di lettura per gli amanti del genere. Ma l'approfondimento sul fenomeno del gioco, con le sue conseguenze che ne scaturiscono, resta oggetto di attenzione e coinvolgimento umano prima che artistico. Questo spiega anche la prefazione ricca e dettagliata di Don Ciotti. Un saluto, Ferruccio, e naturalmente grazie per la tua sensibilità e attenzione. Ciao. Antonio.

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  2. I miei complimenti a Jorge che, pure se non è stato un vincente nel gioco d'azzardo lo è almeno nell'editoria e, vorrei aggiungere: mentre nel "gioco" è meglio alzarsi dal tavolo nel momento migliore della fortuna, qui, assieme ad Antonio Gerardo D’Errico, è preferibile restare seduti e continuare a scrivere la sua "vincita".

    ^_^

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  3. Il gioco d'azzardo tema attualissimo da tenere in grande considerazione per l'emergenza che si sta creando intorno all'ennesima peste di questi ultimi anni,al pari della droga e dell'alcool,crea dipendenza e solo ultimamente,almeno nella mia città,il servizio sanitario si sta mobilitando per i troppi casi,sempre più numerosi,che sta mandando letteralmente in rovina troppe famiglie !

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    1. Infatti la ludopatia e´considerata una malattia che crea dipendenza alla stessa stregua della eroina... Il paragone di DOn Ciotti, nella prefazione e´davvero sorprendente.
      Un libro da leggere e consigliare, davvero e´un tema attuale. Io vicino casa ho una nonna di 75 anni, che ogni gg compra 5 gratta e vinci, o meglio gratta e perdi, e in dieci giorni e´senza pensione...
      i figli lo dicono e ridicono ma con chi parlano???
      Idem Paolo Pennacchione, io farei un appello a Don Ciotti, che possa ospitarlo nella sua comunita´terapeutica di ludopatici, ma ce n´e´una anche nelle Marche che curino il Pennacchione e lo ridiano alla societa´come un uomo rinnovato. Antonio G. D´Errico, con la sua capacit´davvero unica, ha reso bellezza alla sua vita ridandogli una speranza e stimolandolo ad uscire da questo tunnel.
      pennacchione e´ prontoa questa sfida, non ricadra´piu´grazie al contributo di un autore D´Errico che e´anche una figura di sostegno per Paolo.
      Un libro preventivo e in qualche modo affronta un problema, dove lo Stato e´il socio maggioritario e, i poveri fessi sperperano i loro denari. Pennacchione aveva pensato di spendere quelli delle banche.Sempre con la pistola giocattolo senza tappo agiva e, senza la presenza di donne e bambini quindi che danno poteva arrecare?
      l´editore Anordest, deve investire ed essere presente a Premi di rilievo.Un libro cosi´si puo´guadagnare un bellissimo posto al campiello, allo Strega oppure al Premio bancarella.
      Don Ciotti e´un sostenitore di grosso rilievo e, jorge Real idem e´davvero un bel gruppo.
      Una storia del genere si presta a diventare un film, senza problemi.
      o seguo Antonio e leggo solo lui e, mi sento davvero un privilegiato. Sono stanco degli amici degli amici e dei soliti noti che vanno e stanno sempre piazzati in tivu´. La tivu´pubblica deve dare spazio ad autori come D´Errico perche´e´davvero bravo e, spazia dal romanzo al giallo e da´forza con le biografia a Finardi, che era a spasso nel 2010, a Tony Cercola e a tanti ancora. ha scritto camorra ed e´davvero un libro stupefacente ( senza sostanze) che ti lascia senza parole. io leggo solo lui oramai, perche´il resto e´noia.

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    2. da fonti sicure c´e´ un interesse davvero notevole sulla ludopatia e questo e´ un libro davvero originale, che trae fondamento da una storia di un ludopatico che si trova in carcere.
      E´un libro originale e unico che affronta questo tema spinoso, che nessuno fino ad adesso ha scritto nulla ... FOnte del corriere della Sera: tre milioni gli italiani stregati dal gioco d azzardo.
      Insomma una bella fetta di popolazione e´illusa dal gioco. Nel libro viene evidenziato con bravura singolare degli autori Jorge Real, gia´autore di Longanesi e, di Antonio G D´Errico gia´noto ai lettori per la biografia di Pannella e di FInardi... che per vincere bisogna puntare zero.
      Un libro che potrebbe definirsi anti- ludopatia... Interessante l appello a DOn Ciotti per aiutare Pennacchione a curarlo e farlo uscire dalla prigione... Ma anche che la tv nazionale dia spazio a DOn CIotti e ad Antonio G. D´Errico e credo che ci sara´per davvero.

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