martedì 1 luglio 2014

Intervista a Franco Forte: non soltanto Gengis Khan

Franco Forte - scrittore, editore, sceneggiatore e giornalista - è senza dubbio una delle personalità più interessanti e preparate del panorama culturale nazionale. 

Ha pubblicato la sua prima opera narrativa all’inizio degli anni Novanta, Gli eretici di Zlatos, e da allora non si è più fermato. 

Direttore Editoriale delle collane da edicola Mondadori, tra cui "Il Giallo Mondadori", "Urania" e "Segretissimo", di magazine e riviste, come Robot e Writers Magazine Italia, Franco è autore anche di fiction televisive come Distretto di Polizia e R.I.S. - Delitti imperfetti della Taodue Film di Roma. 

Non va dimenticato tra l’altro il suo impegno con Delos. Un ospite illustre che va ad arricchire l’elenco delle mie interviste. 


Ciao Franco, parto subito con una domanda rognosa: il tuo curricula ti presenta come una personalità carica di entusiasmo e passione, cos'è che ti stimola così tanto in un mondo molto difficile come quello dell’editoria? 

Scrivere per me è un'ossessione, fin da quando ero adolescente, e dunque ha guidato i passi fondamentali della mia vita. Da anni, ormai, scrittura, letteratura, editoria, sono gli ingredienti di ogni mia azione lavorativa e non solo, visto che alla fine mi diverto un sacco e dunque anche gran parte del mio "tempo libero" è dedicato a questo. E quando ci si diverte nel proprio lavoro, è più facile lasciarsi trasportare dalla passione e dall'entusiasmo, magari nel tentativo di trasmetterlo ad altri. 

Bisogna considerare, infatti, che il mio lavoro di editore, i miei servizi di editing, il mio operare continuamente con gli autori (con contest letterari, antologie e altro) non sono altro che il tentativo continuo di trovare bravi autori da pubblicare. Sono dunque uno scrittore che vuole farsi leggere ma anche un editore disposto a leggere le opere degli esordienti, senza alcun pregiudizio nei confronti di nessuno. 



A oggi hai pubblicato decine di libri, ce n’è uno al quale sei legato particolarmente? 

I libri di un autore sono tutti suoi figli, e dunque si è attaccati a tutti allo stesso modo, anche se poi è naturale che l'ultimo nato sia quello per cui trepidi di più, visto che lo stai per proporre ai lettori e dunque è ancora da "svezzare" e da far crescere. 

In questo momento, dunque, sono particolarmente legato ai due romanzi che ho fatto uscire per Mondadori in questo straordinario (almeno per me) giugno 2014: "Gengis Khan - Il figlio del Cielo" (Oscar Bestseller) e "Ira Domini - Sangue sui Navigli" (Omnibus Mondadori). 


Tu sei un grande esperto di Gengis Khan, ti ricordi come è nato questo interesse verso di lui? 

Impossibile dimenticarlo. E' stato merito di mio padre, che quando avevo dieci anni mi regalò un bellissimo libro illustrato su Gengis Khan, che conservo ancora adesso. Ricordo che rimasi impressionato guardando una cartina pubblicata su quel libro, che metteva a confronto l'impero di Gengis Khan al massimo della sua espansione con quelli dell'antica Roma, di Napoleone e Alessandro Magno

Vedere che quello di Gengis aveva un'estensione superiore a quella degli altri tre messi insieme, mi fece una grande impressione, e scatenò il guizzo della curiosità verso questo condottiero, che poi si tradusse in anni e anni di ricerche, studi e raccolta di materiale. Per poi concludersi nel romanzo che è ora in tutte le librerie. 


Best seller pubblicati, sceneggiature per fiction TV, ruoli prestigiosi in case editrici prestigiose, i tuoi successi non si contano, ma ce n’è uno che ricordi e a cui tieni in modo particolare? 

Be', certamente ricorderò per sempre il giorno in cui ho preso posto come editor delle collane da edicola Mondadori. Bisogna capire che io sono praticamente cresciuto a pane, Urania e Gialli Mondadori. Con frequentissime incursioni anche nell'affascinante mondo di Segretissimo. E sono stato autore, traduttore, consulente e collaboratore di tutte queste testate nel corso degli ultimi vent'anni. Arrivare all'improvviso a essere in cima alla piramide, sedersi alla scrivania in Mondadori e pensare: diavolo, adesso sono io quello che deve decidere che cosa pubblicare… be', non ha prezzo, altro che Mastercard! 

E per questo non finirò mai di ringraziare Sergio "Alan D." Altieri, precedente editor dell'edicola Mondadori, che nel momento di lasciare l'incarico ha visto in me il suo possibile successore. Se ho coronato questo sogno, lo devo senz'altro a lui. 
Oltre al fatto di credere di essere un buon direttore, per tutte queste collane… 



Il momento migliore per scrivere? 

Di notte, quando il mondo tace. Il resto della giornata, per me fatto sempre di attimi convulsi, è riservato a mille altre attività. Ma se devo scrivere, se devo lavorare per i miei bambini da esporre un giorno sugli scaffali… ho bisogno che il mondo intorno a me dorma. 


Posso chiederti se hai degli idoli letterari? 

Un solo vero idolo: Italo Calvino. Il più grande scrittore che sia mai esistito. 


Cosa ne pensi delle auto pubblicazioni? 

Sono un ottimo sistema per dare una valvola di sfogo a tanti autori che non riescono ad arrivare a un editore serio. E soprattutto tagliano le gambe a quella pletora di editori a pagamento che raggira fin troppi esordienti ingenui. Con l'autopubblicazione in digitale, se non altro, ci si può confrontare con il pubblico, e poi come va, va. 

Certo, sarebbe bene che gli autori che si autopubblicano prendessero coscienza dei loro limiti, e provvedessero a un serio lavoro di revisione dei loro testi, prima di pubblicarli, perché a volte vedo delle cose che voi umani… 


Cartaceo o eBook? 

Io credo che siano due mondi diversi ed entrambi straordinari. Non potrò mai rinunciare alla fragranza della carta (e al piacere di stringere un proprio libro in mano, prenderlo dallo scaffale magari dopo mesi, o anni, sfogliarlo, annusarlo e rimetterlo al suo posto, in bella mostra) ma sono ben consapevole che il futuro è l'ebook, e infatti sto lavorando molto nel digitale, mietendo anche un bel numero di successi, con la sigla editoriale Delos Digital che mi appartiene. 


Il più grande scrittore italiano contemporaneo? 

L'ho già detto: Italo Calvino



Domanda scema, se me la permetti: quando ti presenti come Franco Forte c’è qualcuno che aggiunge “Sul Meno”? 

Ormai diciamo che nessuno si permette più di farlo… 
Però bisogna vedere il lato positivo della faccenda: una volta che senti il mio nome non te lo dimentichi
E per chi fa il mio mestiere è una cosa fondamentale. 


Grazie mille Franco per il tempo che mi hai dedicato e per la simpatia. 
Ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, un must delle mie interviste, vedi tu cosa rispondere, hai carta bianca. 

Be', ecco, io direi che sar…………………………………………………………………………………………….nto. Ciao

11 commenti:

  1. Non ti nascondo che ho provato una certa emozione nell'incontrare qui l'autore di "Distretto di Polizia", una delle mie fiction Tv preferite, mentre gli fai il "terzo grado" :-)

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  2. A proposito del fabbro.
    Lo sai che gira voce che l'8% dei maschi, nel MONDO, avrebbe come avo Gengis Khan.
    Altri studi dicono 1 su 200
    In ogni caso potremmo discendere da LUI

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  3. Cioèèèèèè... Franco, sotto la cui direzione sono appena stato pubblicato (by Delos) è stato autore del mio telefilm italiano preferito?? *___*

    Moz-

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    1. Mi devi parlare del libro, allora Moz-

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    2. Ma è solo un raccontino breve breve :)
      Però è stato selezionato e poi pubblicato a cura di Franco Forte.
      Cazzarola Ferrù, potevi chiedergli maggiormente della sua esperienza come scrittore di Distretto... un bel dietro le quinte, problemi e restrizioni riscontrati... Hai modo di sentirlo ancora? :D

      Moz-

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    3. Vedremo se ho l'occasione Moz-

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    4. Mi faresti felicissimo :)

      Moz-

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  4. Come dico sempre, Franco Forte è il mio papà letterario, nel senso che ho frequentato uno dei suoi corsi di scrittura e mi si è spalancato davanti un mondo incredibile. E ogni volta che leggo le sue interviste imparo qualcosa di nuovo.
    Bellissima intervista, con un grande in tutti i sensi.

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